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Consiglio Regionale di martedì 11 aprile

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Telelavoro e smart working.

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) ha illustrato un’interpellanza, sottoscritta anche da Francesco Battistini (Gruppo misto-Libera-Mente Liguria) relativa all’utilizzo del telelavoro e, in particolare, del smart working (“lavoro agile” in italiano) che segue alcuni punti essenziali fra cui un uguale trattamento economico rispetto agli “insiders” e l’obbligo di informazione su rischio infortuni e malattie professionali con copertura Inail. Si tratta, in pratica, «di un’evoluzione del concetto di telelavoro». Pastorino ha chiesto, quindi, alla giunta quali siano i motivi per cui non applichi queste forme di lavoro, utilizzate proficuamente in molti casi e positive sia per l’utente, sia per la pubblica amministrazione,  e di attuare interventi adeguati al riguardo, «in quanto lo smart working offrirebbe un vantaggio organizzativo e metodologico sia ai lavoratori, sia alle aziende coinvolte».

L’assessore al personale Gianni Berrino  ha spiegato che  rientra nei programmi dell’amministrazione avviare in via sperimentale l’introduzione dell’istituto dello Smart Working entro il 2017. Berrino ha ribadito che per determinate categorie e per  determinati settori questa tipologia di lavoro potrebbe rappresentare un valido aiuto, a tutto vantaggi della produttività. L’assessore ha quindi evidenziato che il suo assessorato, per quanto riguarda questo argomento, è dovuto partire da zero:  «A luglio 2015 – ha detto – non abbiamo trovato nulla di fatto».

 

Contrasto al gioco d’azzardo 

Sergio Rossetti (Pd) con un’interrogazione, sottoscritta anche da un altro componente  del gruppo, Giovanni Lunardon, ha chiesto alla giunta quando abbia intenzione di riconvocare i Comuni e l’ANCI e se ritenga utile coinvolgere gli operatori del settore e le associazioni impegnate nel contrasto del gioco d’azzardo e i Ser.T. Il consigliere ha, inoltre, voluto sapere quando saranno presentate le proposte di modifica della legge 17 del 2012. Rossetti ha ricordato che l’attuale amministrazione ha rinviato di un anno l’applicazione della legge regionale n. 17 del 2012 relativa al gioco d’azzardo: «La Giunta Toti dal suo insediamento del 30 maggio 2015 – ha dichiarato – non ha mai convocato un Tavolo di lavoro con tutti gli attori coinvolti per arrivare all’applicazione della norma regionale del 2012, facendo mancare così una sintesi tra la necessità condivisa dai più di ridurre e regolamentare il gioco d’azzardo e l’attività degli operatori e la loro produttività».

L’assessore alle attività produttive Edoardo Rixi ha premesso che la Regione sta già provvedendo a raccogliere i dati relativi ai diversi regolamenti comunali sulla materia e più in generale sul fenomeno, anche con l’aiuto di ANCI. Ha quindi precisato che come già previsto, entro fine mese sarà convocato un tavolo di lavoro, per arrivare in tempi stretti alla modifica della legge regionale che disciplina il settore. L’assessore ha ribadito che alla legge definitiva si arriverà al massimo entro un anno e attraverso un percorso che prevede diversi momenti di confronto anche con le categorie professionali e le associazioni che combattono la ludopatia e un’attenta analisi in seno alle Commissioni consiliari competenti.

 

Centrale Regionale Acquisto sulla gara camere mortuarie

Giovanni Battista Pastorino (Rete a Sinistra) ha presentato un’interrogazione sulla gara per l’affidamento del servizio di gestione delle camere mortuarie dei presidi ospedalieri e delle residenze sanitarie delle asl liguri. La MA.RIS – ha ricordato il consigliere – nell’ultimo bando di gara ha ottenuto la gestione dei quattro lotti risultando l’unica gestrice dell’intero appalto regionale, con un ribasso medio del 10% circa. «Nell’offerta presentata da MA.RIS in fase di gara – ha dichiarato Pastorino – sarebbero stati utilizzati 50 operatori sul servizio, mentre risultano, fino ad oggi, impiegati solo 38 lavoratori». Secondo il consigliere, dunque, «i carichi di lavoro sono insostenibili, gli addetti spesso lavorano in ambienti poco salubri e psico-emotivamente brutali, vista anche la particolare natura del lavoro». La società, inoltre, avrebbe ricevuto tre contestazioni tra il 24 novembre ed il 1° dicembre 2016 dalla ASL4, perché non avrebbe svolto tutte le mansioni previste nel capitolato. Il consigliere ha chiesto chi eserciti il controllo sull’applicazione dell’offerta e che la giunta ne pretenda la corretta attuazione.

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha spiegato che i controlli sono affidati alle singole asl e – ha aggiunto – fra gli strumenti di cui la Regione intende dotarsi per verificare la corretta applicazione delle regole Alisa ha individuato la «creazione un gruppo di controllo per supervisionare affinché le aziende sanitarie esplichino in modo corretto le dovute verifiche». Viale ha annunciato che l’interrogazione sarà avviata alla Asl di competenza per i dovuti controlli sul caso specifico.

 

Progetto del nuovo ospedale Galliera.

  Alice Salvatore (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta dall’intero gruppo, in cui ha ricordato che l’amministrazione comunale di Genova ha convocato per oggi, 11 aprile 2017, la Conferenza dei servizi, deliberante per decidere sul progetto preliminare del nuovo ospedale Galliera. Salvatore, chiesto alla giunta «se intende avallare il progetto, nonostante manchi un piano economico finanziario che rispecchi i maggiori costi che, comunque, ricadrebbero sul bilancio regionale e, quindi, sulle spalle dei contribuenti, derivanti dall’ampliamento del parcheggio interrato, e le minori entrate derivanti dalle difficoltà riscontrate dall’ente Galliera nel collocare sul mercato le proprietà immobiliari che dovrebbero contribuire al finanziamento dell’opera». Salvatore, inoltre, ha domandato quale tipo di offerta sanitaria regionale intenda proporre la giunta nei prossimi decenni per la Città Metropolitana di Genova.

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha ricordato che il Piano economico prevede una spesa di 136,9 milioni di euro specificando che il nuovo piano economico sarà precisato in seguito alle indicazioni che scaturiranno dalla Conferenza dei servizi in corso proprio oggi. Il precedente Piano prevedeva che 46 milioni derivassero fa fondi pubblici – ha aggiunto – e la parte restante in cofinanziamento dall’Ente Galliera. Rispetto ai posti letto Viale ha spiegato che il nuovo Galliera prevede 404 letti incrementabili in emergenza fino a 436, assicurando che con la nuova struttura si mantengono le attuali funzioni assistenziali e ci sarà anche «l’opportunità di allargare l’offerta sanitaria». La dotazione organica, che è pari a 1808 unità, mantenendo l’attuale offerta assistenziale non dovrebbe, quindi, essere ridotta e rispetterà comunque i parametri di legge previsti. Secondo la programmazione sanitaria «il nuovo Galliera – ha concluso Viale – non dovrà dare risposte solo al territorio limitrofo, ma avrà l’ambizione di rappresentare un punto di riferimento sanitario a livello regionale».

 

Problemi di ostruzione del canale Fabbricotti a Fiumaretta (SP)

Francesco Battistini (Gruppo misto Libera-Mente Liguria) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche da Giovanni Battista Pastorino (Rete a Sinistra), in cui ha chiesto alla giunta di stanziare risorse o sollecitare il Comune di Ameglia per «una rapida pulizia della foce del canale Fabbricotti in modo da scongiurare l’ostruzione del deflusso delle acque ed evitare potenziali danni alla popolazione della frazione di Fiumaretta». Battistini ha chiesto, inoltre, uno studio idraulico per eliminare o, almeno, limitare la sedimentazione di materiale sabbioso alla confluenza del Canale Fabbricotti con il fiume Magra e per ridurre e rendere più efficaci e duraturi gli interventi di pulizia della foce del canale. Il consigliere ha sottolineato che in un sopralluogo effettuato il 9 marzo scorso è stato rilevato che la foce del Canale sarebbe parzialmente ostruito da sedimenti sabbiosi che potrebbero provocare in futuro un’occlusione completa. «In caso di ingenti piogge – ha concluso – o di una eccessiva portata d’acqua del Canale, un’ostruzione alla foce rappresenterebbe un pericolo per la popolazione».

L’assessore alla protezione civile Giacomo Giampedrone ha sottolineato che il tratto terminale  del fiume  è naturalmente soggetto  a deposito in funzione della progressiva diminuzione  della velocità di scorrimento  che si verifica in corrispondenza della confluenza in mare della corrente fluviale. Giampedrone ha ribadito che, insieme al Comune di Ameglia, si sta verificando la fattibilità del prelievo del materiale per utilizzarlo nel ripascimento  stagionale delle spiagge della zona, affette da ricorrenti problemi legati  all’erosione marina. Questo – ha ribadito – consentirebbe un notevole risparmio di risorse e la risoluzione di due problemi contemporanei, ma se le verifiche in atto dimostrassero  che il materiale non è idoneo al tale scopo e la soluzione non fosse quindi praticabile «si valuterà – ha concluso – se utilizzare quota parte  dei fondi regionali disponibili  per gli interventi di manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua per l’anno in corso».

 

Accesso agli atti dell’ Ente Ospedaliero “Ospedali Galliera”

Alice Salvatore (Movimento 5Stelle) ha illustrato un’interpellanza, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, in cui ha evidenziato che l’ospedale Galliera non rientra nel cosiddetto “settore regionale allargato” e, quindi, «il regime speciale dell’ente lo pone al di fuori del sistema regionale. Questa collocazione automaticamente esclude gli atti detenuti dal Galliera dall’ambito di applicazione del diritto di accesso dei consiglieri regionali». Salvatore ha chiesto, quindi, alla giunta i motivi per cui l’Ente Ospedaliero “Ospedali Galliera” non sia stato inserito nel  settore regionale allargato e se questa esclusione determini carenze rispetto al potere di vigilanza da parte della Regione. Nell’interpellanza Salvatore ha sottolineato che la memoria difensiva del Galliera, presentata in seguito di un ricorso depositato presso il Tar da un consigliere di minoranza, ha spiegato che l’accesso ad alcune voci è negato proprio perché l’ospedale è escluso dal “settore allargato” e mantiene la propria autonomia sia formale che sostanziale rispetto a Regione Liguria.

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha spiegato che l’inserimento nel settore allargato deriva dall’applicazione della Legge n. 196 “Legge di contabilità e di finanza pubblica” tuttavia – ha aggiunto – nella deliberazione di individuazione degli Enti del settore allargato, la giunta stabilisce che il Galliera, pur non rientrando nel Settore Regionale Allargato, è comunque «soggetto ai contenimenti di spesa previsti dalle leggi regionali, all’adesione alle forme di centralizzazione degli acquisti e alle altre disposizioni previste per gli enti del settore regionale allargato». L’assessore ha assicurato che la mancata inclusione dell’Ente Ospedaliero Galliera nel Settore Regionale Allargato «non determina carenze del potere di vigilanza e controllo da parte della Regione: l’Ente, infatti, deve trasmettere alla Regione il bilancio di esercizio ed il bilancio di previsione redatti secondo i principi contabili del codice civile e le indicazioni fornite dalla Regione stessa».

 

Struttura adibita a R.E.M.S. provvisoria sita a Genova Pra’.

Giovanni Lunardon (Pd) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dal collega di gruppo Valter Ferrando, sulla Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS) provvisoria, dotata di 20 posti letto, allestita a “Villa Caterina”, a Genova Prà. Il consigliere ha ricordato che dall’attivazione della struttura sono già stati accertati un tentativo di fuga, ed una fuga vera e propria e che il capo gruppo del Partito Democratico aveva chiesto e ottenuto, a suo tempo, dalla giunta rassicurazioni su misure di sicurezza per garantire la convivenza della R.E.M.S. provvisoria con il tessuto urbano e con la cittadinanza. Il consigliere ha chiesto alla giunta quali iniziative adotterà per innalzare i livelli e le misure di sicurezza per evitare nuove fughe, i contenuti del protocollo siglato con la Prefettura, che fu annunciato dall’assessore Viale lo scorso 4 ottobre, e di aggiornarlo alla luce dei due episodi.

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha dichiarato di avere effettuato una serie di sopralluoghi nella struttura per valutare ulteriori misure di sicurezza e che «tutti i criteri stabiliti per la realizzazione di una REMS – ha assicurato – sono stati rispettati». Viale ha specificato: «La recinzione è stata allarmata, il servizio di vigilanza è garantito sulle 24 ore come il sistema di videosorveglianza interna e tutti i requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi previsti sono stati rispettati». L’assessore ha sottolineato che l’attività di sicurezza perimetrale e di vigilanza non è una competenza regionale ma è garantita da specifici accordi e ha illustrato nel dettaglio quello stipulato fra Prefettura, Regione, Asl e ente gestore della REMS di Prà rispetto alle misure di sicurezza.

 

Intervenire contro la dispersione scolastica

Sergio Rossetti (Pd) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dal collega di gruppo Raffaella Paita, in cui ha chiesto alla giunta di contrastare la dispersione scolastica e il fallimento formativo precoce attraverso l’utilizzo del Fondo Sociale Europeo. Rossetti ha ricordato il Piano Giovani, approvato dalla precedente giunta nel 2012, che riguardava anche la prevenzione della dispersione scolastica, e il bando del 2013 per sperimentare nuove forme di “presa in carico” di giovani a rischio di esclusione sociale e abbandono scolastico. Il consigliere ha sottolineato che il Fondo Sociale Europeo 2007 – 2013, 1 milione e 800 mila euro complessivi, era destinato a prevenire la dispersione scolastica e sostenere il successo formativo e che, per la sola Provincia di Genova, il Piano aveva finanziato 5 progetti per 423 giovani di cui 292 presi in carico. «Tuttavia dal 2013 non sono stati più emanati bandi rivolti ai giovani in maniera sistemica con attenzione particolare – ha concluso – al contrasto alla dispersione scolastica utilizzando risorse FSE».

L’assessore alla scuola Ilaria Cavo ha illustrato i dati sulla dispersione: “Europa 2020” prevedeva l’obiettivo di portare il tasso di abbandono scolastico sotto il 10 per cento, l’obiettivo nazionale è il 16 per cento; la Liguria è al 12 per cento. Su Garanzia Giovani, in particolare sul reinserimento dei giovani in percorsi formativi – ha aggiunto Cavo – sono stati stanziati tra il 2015 e il 2018 quasi 7 milioni di euro e sono state le persone coinvolte 782 persone. L’altro target dei giovani, quello che era coinvolto nel Piano giovani, è il target dei più giovani, che toccano le scuole superiori. Su questo Cavo ha illustrato le iniziative assunte a livello nazionale : «È evidente che questo Piano operativo nazionale e questi contributi dati alle scuole si sarebbero sovrapposti con la prosecuzione di un Piano giovani destinato alle scuole, cosa che abbiamo evitato – ha aggiunto – continuando le azioni contro la dispersione sulle varie linee della formazione. Pensiamo ai corsi di formazione professionale che sono definiti l’unico vero baluardo contro la dispersione formativa dei giovanissimi».. Cavo ha quindi illustrato nel dettaglio gli interventi sulla formazione professionale.

 

Innalzamento soglia di accoglienza e carenza di personale al Gaslini

Marco De Ferrari  (Mov5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, in cui ha ricordato che sul sito della Regione l’assessore alla sanità ha annunciato l’intenzione di consentire all’Istituto pediatrico Gaslini di accogliere i minori fino a 18 anni, innalzando così di quattro anni il tetto fissato oggi a 14 anni. «Da tempo l’Unione Sindacale di Base denuncia diverse lacune – ha aggiunto –  tra le quali la preoccupante mancanza di letti nel reparto degli adolescenti psichiatrici in fase di acuzie, la carenza del personale, le carenze strutturali e di sicurezza, l’obbligo dei professionisti di svolgere corsi nei giorni di riposo e l’eliminazione dei diritti per i lavoratori interinali». In questa situazione, secondo il consigliere, l’intenzione della Giunta di innalzare il tetto dell’accoglienza richiede grossi investimenti a livello strutturale, formativo e un incremento di organico e creerebbe problemi al pronto soccorso a cui potranno accedere anche adolescenti con problemi di alcol o altre sostanze. Il consigliere, quindi, ha chiesto alla giunta come intende organizzare il cambiamento dei parametri di accoglienza.

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha chiarito che la proposta di innalzare dall’attuale limite di 14 anni fino a 18 anni l’età dei pazienti che possono essere presi in carico al Gaslini nasce dalla richiesta delle famiglie di alcuni minori in cura presso il nosocomio. «Ho il dovere come assessore di approfondire le tematiche e le richieste che mi vengono avanzate, in questo caso addirittura dalle famiglie» ha ribadito Viale, spiegando di aver dato mandato alla direzione sanitaria di effettuare una verifica sulla percorribilità dell’ipotesi relativa alla continuità delle cure dei pazienti presi in carico prima dei 14 anni e anche dopo il compimento del diciottesimo anno di età e alla possibilità di cura, per la prima volta, dei pazienti tra 14 e 18 anni. La questione – ha ribadito l’assessore –dovrà comunque essere attentamente vagliata prima di essere trasformata in una iniziativa consiliare. La possibilità di modificare il percorso di cura per quanto riguarda la fascia di età – ha puntualizzato –  deve essere affrontata con una legge regionale. Per quanto riguarda le preoccupazioni del personale l’assessore ha assicurato che vengono valutate con grande attenzione e ha ribadito  che sulla richiesta non è stata assunta alcuna decisione, ma si tratta di «una proposta da valutare in funzione di esigenze manifestate dalle famiglie» verificando tutti i punti di vista.

 

Sull’alienazione e lo spostamento del presidio Ireti di Genova-Prà Palmaro.

Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i gruppi, che impegna la giunta a chiedere al Comune di Genova di trovare, anche per mezzo della convocazione di un tavolo urgente, un’area alternativa, di concerto con l’azienda, che permetta a questo fondamentale presidio di rimanere almeno nella delegazione del Municipio di Ponente, non lasciando scoperto e privo di sicurezza il territorio più vasto dell’intero Comune di Genova” . Nel documento si rileva che Iren-Ireti sta procedendo all’alienazione dell’area e degli edifici del sito di Genova Palmaro e che nell’area si trova attualmente un polo di 20 operai e tecnici addetti alla manutenzione delle reti gas in capo all’azienda Ireti.

 

150esimo anniversario della nascita di Padre Semeria

Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i gruppi, che impegna la giunta a promuovere iniziative per ricordare “l’illustre figura e l’opera meritoria di padre Giovanni Semeria”. Nel documento si ricorda che Padre Giovanni Semereia rappresenta “uno degli uomini pubblici più in vista del cattolicesimo italiano della prima metà del XX Secolo”. Ordinato sacerdote nel 1890, si impegnò a portare soccorso alle popolazioni dell’Italia Meridionale alla fine della Prima Guerra Mondiale e ha rappresentato un punto di riferimento per molti giovani intellettuali della fine dell’Ottocento.

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