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Consiglio Regionale di martedì 18 aprile

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Nasce il gruppo Rete a sinistra&liberaMENTE Liguria

Questa mattina, subito dopo l’apertura della seduta, il presidente del Consiglio regionale Francesco Bruzzone ha annunciato la costituzione del nuovo gruppo Rete a Sinistra & liberaMENTE Liguria, che nasce dalla fusione dei gruppi Rete a Sinistra e del Gruppo misto Libera-Mente Liguria: ne fanno parte i consiglieri Giovanni Battista Pastorino e Francesco Battistini.

Il presidente del gruppo è Giovanni Battista Pastorino. 

Sospensione servizio medico di base a Riomaggiore e Manarola

Francesco Battistini (Rete a Sinistra & liberaMENTE Liguria) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dal collega di gruppo Giovanni Battista Pastorino, in cui ha chiesto alla giunta di attivare il servizio di medicina di base a Riomaggiore e Manarola «equivalente alla precedente situazione e se esiste una pianificazione legata al progressivo pensionamento dei medici di base nelle località ad alta criticità viaria e demografica della regione, in modo da mantenere l’erogazione dei servizi di medicina di base con modalità equivalenti a quelle attualmente utilizzate o migliori». Il consigliere ha ricordato che il medico di famiglia assegnato ad una parte dei cittadini di Riomaggiore e Manarola, con ambulatorio a Riomaggiore, ha raggiunto la pensione e, in seguito a ciò, l’assistenza medica di base a questi pazienti verrà garantita da un professionista però con ambulatorio a Levanto. «La conformazione di territorio e la rete viaria – ha spiegato –  non garantiscono spostamenti comodi e rapidi ed esiste, inoltre, una criticità legata all’alta età media della popolazione, con le conseguenti patologie».

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha puntualizzato che, in seguito al pensionamento del medico di famiglia, un medico di medicina generale, neo convenzionato e  con primo studio presso il Comune di Riccò del Golfo, ha dato la propria disponibilità ad aprire un secondo studio nel Comune di Riomaggiore. Tale soluzione è provvisoria in quanto con il mese di aprile verranno pubblicate le zone  carenti dei medici di medicina generale  ed un medico ha già chiesto  di essere trasferito da Vernazza a Riomaggiore. Viale ha evidenziato che attualmente non è possibile una pianificazione preventiva,   in quanto le procedure per l’assegnazioni degli incarichi  di assistenza primaria  prevede che entro  la fine del mese di aprile ed ottobre la Regione pubblichi l’elenco  degli ambiti territoriali carenti dei medici, in seguito della determinazione delle Asl fatta sulla base dei criteri previsti  dall’Accordo collettivo nazionale  per la medicina generale.  Per la Liguria – ha aggiunto – ad oggi è l’Asl 3  genovese che delibera e pubblica  l’elenco delle zone carenti.

Chiarimenti sulla nota della Prefettura di Pordenone su videosorveglianza

Alessandro Puggioni (Lega Nord Liguria-Salvini) ha presentato un’interrogazione sulla nota emanata dalla prefettura di Pordenone relativamente ad una informativa del Ministero dello Sviluppo Economico: gli uffici del dicasteri ricordavano che l’installazione e l’esercizio di reti o servizi di comunicazione elettronica ad uso privato sono soggette ad un’autorizzazione generale ed è previsto anche il pagamento dei relativi contributi. Inoltre, sempre nella nota è previsto che rientrano fra le reti di comunicazione elettronica ad uso privato anche quelle realizzate e utilizzate dai Comuni a supporto delle proprie attività istituzionali e lavorative. Il consigliere ha rilevato che «i sistemi di videosorveglianza rappresentano una tra le misure di controllo del territorio a cui i Comuni dedicano una sempre maggiore attenzione» e ha sottolineato «l’interesse che queste strumentazioni  acquisiscono anche per le autorità di sicurezza». Puggioni  ha chiesto alla giunta se una nota simile sia stata emanata dalla prefettura di Genova e quali potrebbero essere le conseguenze per le amministrazioni comunali liguri.

L’assessore alla sicurezza Sonia Viale ha assicurato che una  comunicazione analoga a quella di cui si parla nell’interrogazione non è stata inoltrata dalle prefetture liguri alle Province e ai Comuni liguri. Tuttavia l’assessore si è soffermato sull’importanza delle videosorveglianza per la quale, però, a livello nazionale  non sono stati messi a disposizione finanziamenti, mentre alcuni anni fa  – ha puntualizzato –   l’allora ministro degli Interni Maroni istituì un apposito fondo per la sicurezza urbana e il posizionamento di telecamere e la videosorveglianza dei Comuni.  «Il Comune di Rapallo – ha evidenziato Viale – fu uno dei tanti ad usufruirne».

Poliambulatorio Sant’Antonio di Recco

Fabio Tosi (Movimento 5 Stelle) con un’interrogazione, sottoscritta dall’intero gruppo, ha ricordato che risulterebbero sospesi molti servizi di diagnostica e ambulatoriali a suo tempo attivi presso il poliambulatorio Sant’Antonio di Recco, tra cui la chirurgia vascolare con esame strumentale ecodoppler, la dermatologia, la reumatologia e l’ortopedia. «L’interruzione di tali servizi – ha detto – sarebbe da ricondurre al pensionamento del personale incaricato o comunque alla carenza di organico». Tosi ha, quindi, chiesto alla giunta se, attraverso il reclutamento di personale medico, i servizi verranno ripristinati.

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha spiegato: «I turni di attività specialistica sono oggetto di una rivalutazione per un miglioramento dell’offerta presso il presidio di Recco. Questa offerta sarà potenziata con l’aumento di 3 ore al mese di chirurgia vascolare, di un’ora di dermatologia e con il prossimo incremento in reumatologia fino a sei ore alla settimana». Viale ha ammesso che resta difficoltoso reperire un ortopedico e che questo deriva dalla carenza di specialisti sia a livello regionale che nazionale, tuttavia – ha concluso – le patologie algiche muscoloscheletriche potranno essere gestite in ambito reumatologico e la Asl3 sta studiando soluzioni con l’area metropolitana e fra asl diverse.

Sull’ex ospedale psichiatrico di Quarto a Genova.

Giovanni Lunardon (Pd) con un’interpellanza sottoscritta anche da altri due componenti del gruppo, Sergio Rossetti e Valter Ferrando, ha ricordato che nel 2013 è stato firmato un Accordo di Programma fra Regione Liguria, Comune di Genova, ASL 3 “Genovese” e ARTE della Provincia di Genova per la riqualificazione urbana dell’area dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto per realizzare un polo multifunzionale di riferimento per il levante cittadino. Il consigliere ha chiesto alla giunta di attuare gli impegni assunti, qualora li ritenga ancora vincolanti; perché, a fronte dell’imminenza del bando di gara annunciato da ARTE Genova, si intenda commissionare ad A.Li.Sa. un’indagine esplorativa di mercato, col rischio che le due procedure si sovrappongano l’una all’altra. Lunardon, infine, ha chiesto a quale tipologia di presidio è riferita la ricerca di mercato, con particolare riferimento ai requisiti organizzativi e di accreditamento previsti, e come interagisce con i presidi sanitari previsti.

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha premesso che si tratta di una pratica complessa, con atti che risalgono ad anni precedenti all’attuale amministrazione e assunti attraverso un apposito Accordo di programma. Viale ha assicurato: «L’Accordo di programma sarà mantenuto e rispettato» e ha aggiunto che la Asl3 si è impegnata a proseguire le attività per la casa di salute e per gli interveneti previsti dall’accordo per la riqualificazione degli spazi destinati alle funzioni sanitarie. Resta ferma la procedura di riqualificazione e – ha aggiunto –nel febbraio scorso la giunta ha affidato a Alisa l’incarico di esperire un’indagine di mercato per verificare la possibilità di dare in concessione degli edifici per prestazioni di ricovero residenziale. L’assessore ha concluso: «Questa indagine è solamente esplorativa, non si sovrappone né rallenta le procedure previste dall’Accordo di programma ed è finalizzata a trovare le migliori soluzioni per la valorizzazione del complesso».

Controllo di Arpal sul dragaggio davanti  al porto della Spezia

Francesco Battistini (Rete a Sinistra & liberaMENTE Liguria) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dal collega di gruppo Giovanni Battista Pastorino, sull’indagine interna promossa dalla struttura centrale dell’Arpal sui dipendenti della struttura territoriale della Spezia in relazione al controllo e monitoraggio dell’attività di dragaggio del porto cittadino. «Dai verbali dei tavoli tecnici relativi all’attività di monitoraggio e controllo delle prescrizioni emergono comportamenti anomali – ha spiegato – e nella relazione del febbraio 2015 Arpal ritiene opportuno rivedere le modalità di bonifica e dragaggio in quanto quelle utilizzate non forniscono sufficienti garanzie ambientali». Il consigliere ha ricordato, inoltre, la sentenza della Cassazione  in cui si afferma che il livello di torbidità delle acque dopo il dragaggio è stato “accertato, nonostante l’ARPAL avvisasse preventivamente dei controlli gli interessati, i quali, opportunamente, evitavano il dragaggio in previsione dei controlli”. Battistini ha chiesto alla giunta di rivedere  le modalità di controllo e monitoraggio e perché l’inchiesta non sia stata svolta da un commissario esterno alla struttura di Arpal.

L’assessore all’ambiente Giacomo Giampedrone ha sottolineato che in questi casi si procede prioritariamente con verifiche attraverso un’indagine interna. «Abbiamo condiviso la scelta di aprire un’inchiesta interna e prendo atto dell’esito» ha ribadito Giampedrone il quale ha poi sottolineato che  l’attività di Arpal è rispettosa del piano di monitoraggio e controllo per sito nazionale di Pitelli  e degli schemi attuativi definiti da ISPRA, ISS, Arpal e Asl 5. L’assessore ha sottolineato che l’indagine interna della sede centrale di Arpal non ha rilevato negligenze e carenze rispetto alle operazioni compiute.

Contributi per il Piano di Sviluppo Rurale

Giovanni Battista Pastorino (Rete a Sinistra) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche da Francesco Battistini (Gruppo misto Libera-Mente Liguria), in cui ha rilevato che, dopo quasi un anno e mezzo dall’approvazione da parte dell’UE del Piano di sviluppo rurale non risulterebbero ancora sbloccati i pagamenti relativi alle domande sulle misure n. 10, 11, 13 e 14 del Piano 2014-2020, tra cui quelli per i bovini di razza Cabannina, unica razza autoctona. «Questa situazione sta portando gli agricoltori e le loro famiglie ad una situazione insostenibile – ha detto il consigliere – Siamo ormai arrivati a metà periodo di programmazione e la perdita dei fondi sembra inevitabile mentre le aziende riponevano grande speranza nei circa 300 milioni di euro stanziati per il “nuovo” Piano di Sviluppo Rurale. Chiedo, dunque – ha concluso – se la Regione abbia ottemperato nei tempi prestabiliti a tutti gli adempimenti di competenza e da chi, o da che cosa, sia causato il blocco dei pagamenti».

L’assessore all’agricoltura Stefano Mai ha premesso che il Piano Agricoltura 2.0 del ministero prevedeva che le funzioni di ricevimento delle domande, finanziamento, istruttoria e pagamento fossero svolte tramite appositi applicativi, che il cronoprogramma prevedeva la disponibilità di questi applicativi entro il 2015 e, infine, che lo sviluppo della piattaforma informatica e il relativo software sarebbero stati a carico del Governo. «Tuttavia – ha aggiunto Mai – ad oggi quasi nulla di quanto previsto dal Piano è accaduto: al momento sono disponibili solo le funzioni di inserimento delle domande mentre le funzioni di istruttoria delle domande sono parzialmente disponibili in forma semplificata solo da pochi giorni e quelle per le misure citate nell’interrogazione non sono ancora disponibili». Queste ultime, strettamente legate al settore zootecnico, non possono nemmeno essere istruite manualmente perché i regolamenti europei impongono una serie di controlli incrociati che possono essere realizzati solo per via informatica. «Grazie alle richieste ufficiali e al mio interessamento – ha concluso – dovremmo contare a breve su due tecnici informatici, pagati dall’Agenzia Nazionale per le Erogazioni in Agricoltura, per recuperare i ritardi».

Interventi a Fornola nel Parco regionale di Montemarcello Magra

Marco De Ferrari  (Mov5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, sui lavori sull’Aurelia, tra il ponte della ferrovia e il centro commerciale a Fornola. Il consigliere ha ricordato che l’intervento è all’interno dell’area protetta di Montemarcello-Magra e riguarda il rialzamento della sede stradale di circa un metro. «Le “Norme Tecniche di Attuazione” del Piano del Parco – ha  spiegato – prevedono, fra l’altro, che nelle fasce di protezione del Parco e nelle aree contigue sono vietati lo spostamento di masse terrose, il danneggiamento di specie vegetali e la costruzione di strade. La nuova viabilità – ha aggiunto – è autorizzabile solo per mezzi agricoli e forestali, di soccorso e per i soli proprietari dei fondi; le nuove strade veicolari devono avere fondo sterrato o stabilizzato e la larghezza massima è di 3 metri. Tuttavia dal sopralluogo svolto dai cittadini risultano cumuli di materiale che deriva dalla demolizione edile e asfalto». Il consigliere ha chiesto come sono stati autorizzati i lavori e se siano state rispettate le norme del Piano del Parco.

Per la giunta ha risposto l’assessore ai parchi Stefano Mai  il quale ha sottolineato che l’intervento è  a cura del settore Difesa del suolo della Provincia della Spezia, con risorse della Regione Liguria. Il progetto  “rinforzo e sopraelevazione di un tratto di argine del fiume Magra e prosecuzione del precedenti in località Piano di Arcola (2°lotto-2° stralcio)” è stato approvato dalla stessa amministrazione provinciale nel marzo 2016, a conclusione della Conferenza dei servizi. In sede di conferenza – ha precisato l’assessore – trattandosi di ambiti ricadenti in area parco e in un sito della Rete Natura 2000, l’Ente Parco ha espresso positivamente il nulla osta.

Programma di investimenti infrastrutturali a favore degli enti locali

Luca Garibaldi (Pd) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dai colleghi del gruppo Raffaella Paita e Luigi De Vincenzi,  in cui ha ricordato la delibera del 2016 con cui è stata aperta la presentazione delle richieste di contributo per l’anno 2016 per gli interventi infrastrutturali a favore degli enti locali territoriali (ex PICO). Il consigliere ha sottolineato che sono pervenute 193 domande per complessivi 9 milioni e 309 mila euro e sono state finanziate, nel 2016, 24 domande, per un totale di 1 milione di euro. «Per l’anno 2017 il programma che sostiene questi interventi – ha aggiunto  –  risulta finanziato per 22 mila euro, somma insufficiente a sostenere le attività previste mentre gli ex PICO rappresentano uno strumento importante per gli enti locali». Garibaldi ha chiesto alla giunta una graduatoria delle domande presentate nel 2016 o di aprire una nuova procedura di presentazione di richieste di contributo per l’anno 2017 e  di  rifinanziare il Programma nel primo provvedimento possibile.

L’assessore all’urbanistica Marco Scajola ha puntualizzato che si è voluto seguire una procedura assolutamente tecnica ed i Comuni che hanno presentato le domande hanno dovuto rispettare  criteri molto rigidi. I tecnici hanno quindi stilato una graduatoria delle domande, pervenute in numero considerevole, poi fatta pervenire su tavolo della giunta. Una procedura con simili modalità  – ha evidenziato – di fatto non era mai stata seguita. Scajola ha sottolineato che verrà mantenuta e rispettata la graduatoria esistente anche in futuro per i Comuni che ancora non hanno ottenuto il finanziamento. «Non mi sembrerebbe giusto ripartire da zero» ha spiegato Scajola, sottolineando che tra poco verranno finanziati i progetti relativi ai settori pedonalizzazione e parcheggi. L’assessore ha, infine, ribadito che le risorse disponibili vengono sempre implementate con quelle derivanti da revoche, ribassi d’asta e rinunce. Ha aggiunto che per conoscere l’esatto importo delle risorse disponibili occorre attendere l’assestamento 2017.

Sul bilancio in modalità dinamica

Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, in cui ha chiesto alla giunta di «consentire agli utenti del Consiglio di prendere in visione in tempo reale della loro disponibilità i capitoli di spesa, così come avviene per gli utenti della Giunta, al fine di permettere un corretto svolgimento dell’attività politica delle opposizioni». Il consigliere ha ricordato gli articoli dello Statuto della Regione e della Costituzione che impongono la copertura degli oneri finanziari per le nuove leggi approvate e il diritto di accesso agli atti del consigliere e ha aggiunto: «Per il miglior svolgimento del mandato è necessario da parte dei consiglieri regionali acquisire dati e informazioni sul bilancio regionale costantemente aggiornati – ha spiegato – in particolare per l’esercizio delle funzioni di iniziativa legislativa e l’elaborazione delle proposte legislative complete della norma sulla copertura finanziaria».

Il presidente della giunta Giovanni Toti ha spiegato che esistono alcune difficoltà di natura tecnica a cui si sta ponendo mano: «E’ in atto un’interlocuzione con gli uffici della direzione finanziaria in quanto le modalità di conoscenza richieste incontrano problemi di tipo tecnico-informatico perché il sistema consente un numero limitato di accessi, proprio per evitare il rischio di sovraccarico vista la mole dei dati trattati, e perché i dati sono in continua evoluzione». Attualmente – ha aggiunto – solamente i tecnici della struttura bilancio possono visualizzare integralmente il bilancio e si sta verificando come dare accesso ai dati in modo tale in modo da non compromettere l’operatività e i controlli a cui sono tenute le strutture. Toti ha ribadito: «Ci sono contatti tra le strutture competenti e i consiglieri che hanno presentato l’interrogazione per dare soluzioni tecniche alla richiesta e mi auguro che nelle prossime settimane si trovi la soluzione».

Riorganizzazione di alcuni dipartimenti regionali

Su questo argomento sono state presentate un’interpellanza e un’interrogazione: la prima da Marco De Ferrari (Movimento 5 Stelle), e sottoscritta dall’intero gruppo, la seconda da Giovanni Lunardon (Pd).

     De Ferrari ha rilevato: «Il Settore assistenza sanitaria e sociosanitaria (attualmente al piano 5 e 9 di Via Fieschi n. 15), il Sistema regionale della formazione, università e politiche giovanili (attualmente al piano 9 di Via Fieschi n. 15) e il servizio istruzione e diritto allo studio (attualmente al piano 6 di Via Fieschi n. 15) verranno trasferiti presso gli uffici di via Fieschi n. 17 per fare posto al dipartimento sviluppo economico, pare, per volere dell’assessore del settore». Il consigliere ha aggiunto: «Sempre in via Fieschi n. 17 dovrebbe trasferirsi il dipartimento sanità per fare posto, nella sede di Piazza della Vittoria, ai nuovi uffici A.Li.Sa». Il consigliere ha chiesto alla giunta «perché non abbia ottimizzato le spese di trasloco con un solo spostamento di tutti i dipendenti attualmente in servizio nelle sedi di Piazza della Vittoria, Via Fieschi n. 9 e Via Bosco n. 31 nell’edificio di Via Fieschi n. 17, recentemente acquistato dalla Regione Liguria». De Ferrari ha domandato anche i motivi dello spostamento del dipartimento dello Sviluppo Economico.

Lunardon ha chiesto alla giunta se, con i 79 mila euro impegnati per il trasloco urgente del personale del “Dipartimento Salute e Servizi Sociali” dagli uffici in affitto di Piazza della Vittoria a quelli di proprietà nell’edificio di Via Fieschi 17 , è stato garantito l’adeguamento delle strutture per la sicurezza sul lavoro, la funzionalità dell’organizzazione e la privacy dei cittadini che si rivolgono ai servizi sociali. Lunardon ha chiesto, inoltre, a quanto ammonti l’esborso per i prossimi traslochi, rilevando che erano già stati impegnati 47 mila 845 euro per la manutenzione straordinaria in Via Fieschi 17. Lunardon ha aggiunto: «Questo dovrebbe essere il primo di una serie di traslochi degli uffici dei Servizi Sociali, del dipartimento dello Sviluppo Economico e degli uffici Agricoltura e Turismo e per questi ultimi traslochi dovranno essere impegnati somme rilevanti del bilancio regionale». Secondo Lunardon la volontà di razionalizzare le strutture dell’ente non avrebbe un disegno organico di riorganizzazione.

Il presidente della giunta Giovanni Toti ha spiegato che «la Giunta ha avviato un processo di ricollocazione delle strutture regionali per aree omogenee per migliorare la logistica degli spazi regionali e ottimizzare le risorse finanziarie. Il raggiungimento degli obiettivi comporta il rilascio delle sedi regionali oggi in locazione in via Fieschi 9, via Bosco 15 e 31, in via D’Annunzio 1 e piazza della Vittoria». Toti ha assicurato che questi spostamenti permetteranno di «accorpare nello stesso immobile le strutture che fanno capo allo stesso dipartimento, di facilitare le comunicazioni tra strutture e raggiungere un considerevole risparmio di spesa in quanto le quattro sedi elencate sono in locazione passiva». Le strutture del Dipartimento Salute e Servizi sociali – ha continuato – si compatteranno presso l’edificio di via Fieschi 17, trasferendosi da piazza della Vittoria a via Fieschi 15, dove è situato il Settore Assistenza sanitaria e sociosanitaria; le strutture del Dipartimento Agricoltura, Turismo, Formazione e Lavoro si compatteranno in via Fieschi 17 trasferendosi dalle sedi di via Bosco e di via Fieschi 15, dove oggi si trovano le Strutture Sistema regionale della Formazione, Istruzione, Diritto allo studio, Università e Politiche giovanili. Gli spazi lasciati liberi dalle queste strutture presso l’immobile di via Fieschi 15 ospiteranno il Dipartimento Sviluppo economico. Toti ha smentito che gli spazi destinati al Dipartimento Salute e Servizi sociali di via Fieschi 17 sarebbero in condizioni fatiscenti. Al termine della riorganizzazione – ha concluso – gli uffici in capo alla Giunta graviteranno sull’asse piazza De Ferrari – via Fieschi e avranno come unica appendice gli uffici siti in via Brigate Partigiane, dove ci sono alcuni uffici, tra cui la Sala operativa di Protezione civile.

Assenti : Michelucci, Paita

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