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BENEVENTO – SPEZIA 2 – 1 | Le Aquile vedono le Streghe, i sogni di gloria rimangono ancora nel cassetto

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Termina al Vigorito la stagione dello Spezia, già sotto di due reti nella prima frazione di gioco. Nella ripresa la reazione tardiva con la rete di Nenè, ma non basta. A spegnere ogni speranza ci pensa poi il direttore di gara, non concedendo un palese calcio di rigore su Fabbrini.

LE FORMAZIONI: FABBRINI DIETRO GIANNETTI – GRANOCHE, BARONI PUNTA SUL 4-2-3-1

Al Vigorito un solo imperativo: vincere per accedere alle semifinali play off e raggiungere il Perugia.

Raggiunti i preliminari post regular season per il quarto anno consecutivo, gli aquilotti di Mimmo Di Carlo cercano l’impresa contro i campani di Baroni, scendendo in campo con un 4-3-1-2 che vede Chichizola tra i pali, De Col, Terzi, Valentini e Ceccaroni dietro, Vignali, Maggiore e Djokovic a centrocampo, Fabbrini sulla trequarti dietro il tandem Giannetti – Granoche. Si accomoda in panchina il rientrate Migliore.

L’undici titolare delle Streghe vede invece Cragno in porta, Gyamfi, Camporese, Lucioni e Lopez in difesa, la coppia Chibsah – Viola sulla mediana, con il trio Falco – Puscas – Eramo dietro l’unica punta Ceravolo a completare il 4-2-3-1.

BOOM BOOM BENEVENTO, DOPO 45′ E’ GIA’ DUE A ZERO

Dopo il  commovente minuto di silenzio dedicato a Stefano Farina, ex arbitro e designatore scomparso prematuramente all’età di 54 anni, è dello Spezia la prima palla gol del match, con Vignali che, dopo una mischia in area beneventana nata dalla punizione di Djokovic sulla destra, si ritrova la sfera sul mancino, spedendo però la sfera di pochissimo a lato.

Di fronte alla migliore difesa del torneo, i padroni di casa faticano inizialmente a costruire azioni pericolose, anche se al quarto d’ora la squadra di Baroni reclama a gran voce la rete dell’uno a zero dopo che un disattento Chichizola fa sua la presa probabilmente oltre la linea, dopo il velenoso tiro cross di Lopez dalla sinistra.

L’episodio carica di rabbia i giallorossi, protagonisti nel giro di quattro minuti dell’incredibile: se Ceravolo al 20′ si fa parare dapprima un tiro dagli undici metri dopo l’ingenuo fallo di Djokovic su Eramo, lo stesso numero 9 ex Atalanta si fa perdonare un minuto più tardi grazie ad uno stacco poderoso che non lascia scampo all’estremo difensore argentino. Non contenti, i beneventani trovano il raddoppio tre minuti più tardi con la bordata di Puscas dalla lunga distanza, affossando di fatto uno spaesato ed incredulo Spezia.

NENE’ RIACCENDE LE SPERANZE, MANGANIELLO LE AFFOSSA: PASSANO I CAMPANI

Generosa la reazione di uno Spezia colpito al cuore, anche se la cattiva sorte, oltre agli innegabili demeriti, accompagna la squadra di Di Carlo, vicina al gol dell’uno a due con un tiro – cross di Vignali che termina sull’esterno della rete, complice la deviazione di Lucioni.

Dentro Mastinu per un insufficiente Djokovic e 3-4-1-2 per le Aquile, a testa bassa a cercare il gol della speranza: è proprio il neo entrato sardo a mettersi subito in mostra con un invitante assist per Giannetti, che di un soffio non trova la deviazione vincente.

Non sembrano esserci chance per i bianchi, ma l’ingresso in campo di Nenè cambia gli scenari: subentrato al posto del Diablo Granoche, il brasiliano trova infatti il gol della speranza, complice la papera di Cragno, sorpreso dalla conclusione non irresistibile del numero nove.

Riacceso il lumicino, lo Spezia incomincia a macinare gioco e palle gol, con Mastinu che in due occasioni sfiora il pareggio, ma prima Cragno e poi l’esterno della rete dicono no agli aquilotti, penalizzati alla mezz’ora dall’evidente errore del direttore gara, reo di non aver concesso un sacrosanto rigore ai danni di Fabbrini.

Come se non bastasse, finale di gara in dieci per le Aquile, costrette a fare a meno di Vignali – espulso per doppia ammonizione – ma mai dome nella ricerca del gol che manderebbe le squadre ai supplementari: nella mischia anche Sciaudone per De Col, ma è ancora Mastinu ad impensierire il portiere di casa, attento nel coprire il proprio palo.

E’ di fatto questa l’ultima occasione di uno Spezia svegliatosi forse troppo tardi, incapace di arginare nel primo tempo la superiorità del Benevento, ma anche penalizzato nel momento migliore dall’ennesima decisione arbitrale.

Per il quarto anno consecutivo sfuma così il sogno di approdare nella massima serie, nella speranza che la prossima stagione possa comunque regalare le emozioni di questi indimenticabili anni.

Andrea Licari

 

BENEVENTO (4-2-3-1): 1 CRAGNO, 5 LUCIONI (C), 6 LOPEZ, 9 CERAVOLO (7 MELARA, dal 42 st), 13 CHIBSAH, 15 CAMPORESE, 18 GYAMFI, 20 FALCO (10 CICIRETTI dal 29 st), 24 PUSCAS, 34 ERAMO, 35 VIOLA. A disposizione: 12 GORI, 2 PEZZI, 4 DEL PINTO, 11 PAJAC, 14 PADELLA, 21 DE FALCO, 23 VENUTI. Allenatore MARCO BARONI

SPEZIA (4-3-1-2): 1 CHICHIZOLA, 3 VALENTINI N., 5 DE COL (7 SCIAUDONE, dal 28 st), 6 CECCARONI, 14 DJOKOVIC (26 MASTINU dal 12 st), 19 TERZI (C), 21 FABBRINI, 24 VIGNALI, 25 MAGGIORE, 29 GRANOCHE (9 NENE’ dal 19 st), 32 GIANNETTI. A disposizione: 33 VALENTINI A. 11 BAEZ, 15 ERRASTI, 17 MIGLIORE, 20 DATKOVIC, 30 PULZETTI. Allenatore DOMENICO DI CARLO

Marcatori: CERAVOLO (B) al 22 pt, PUSCAS (B) al 25 pt, NENE’ (S) al 24 st

Ammoniti: CHIBSAH (B), PUSCAS (B), VIGNALI (S)

Espunsi: VIGNALI (S) doppia ammonizione

Note: al 21 pt CERAVOLO sbaglia un rigore parato da CHICHIZOLA

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