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Hélène de Beauvoir a Sesta Godano

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SESTA GODANO – Dopo i successi a Bocca di Magra, Arcola, Luni e Lerici (più di 16 mila visitatori), per la prima volta la mostra itinerante “Hélène de Beauvoir tra fiume e mare” approda in Val di Vara. L’esposizione sarà inaugurata sabato 1 luglio alle ore 21 nei locali della scuola secondaria di Primo Grado P.Borrotzu. L’iniziativa è a cura del

Parco Naturale Regionale Montemarcello-Magra-Vara, del Comune di Sesta Godano e della Proloco Sesta Godano e frazioni in collaborazione con la società Demetra e con il patrocinio della Regione Liguria. All’inaugurazione interverranno il Presidente del Parco Naturale Regionale Montemarcello-Magra-Vara Pietro Tedeschi, il sindaco di Sesta Godano Marco Traversone, l’assessore alla Cultura Davide Calabria e il curatore Walter Tacchini. L’orario di apertura della mostra sarà la mattina dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 20 alle ore 23 sino a domenica 9 luglio. La mostra sarà correlata da diversi eventi di richiamo organizzati dall’Assessorato Cultura, Turismo e Pari Opportunità del Comune.

Le opere esposte sono state tutte dipinte nella sua casa di Trebiano dove Hélène

viveva e sono esposte per la prima volta al pubblico. I quadri, messi a disposizione dallo sculture Walter Tacchini, non sono mai usciti da quello studio.

Hélène de Beauvoir, nata il 6 giugno 1910 a Parigi e morta a Goswiller nel 2001,

aveva eletto quale sua residenza prediletta l’abitazione di Trebiano acquistata nel

1963 assieme al marito Lionel de Roulet. Da allora il piccolo borgo della Val di Magra è diventata un’enclave francofona con importanti presenze come la sorella di Hélène, la scrittrice Simone de Beauvoir, Jean Paul Sartre e il giornalista Samy Simon. Qui Hélène e Lionel depositarono la loro intimità dopo un’esistenza da randonneur : il trambusto estivo dei francesi di Saint-Germain-des-Prés andò pian piano scemando sino a farsi sottile presenza. La pittrice ha continuato a frequentare Trebiano sino agli ultimi giorni di vita.

Hélène era una pittrice del mattino, del risveglio, del nuovo incontro col giorno. Bisogna immaginarsela in camicia e pantaloni davanti alla finestra di Trebiano a tradurre in astratto la concretezza del paesaggio, a trasformare la tranquilla provincia spezzina in un affresco di colori vivaci. A chi le chiedeva di spiegare la sua pittura, lei rispondeva: «Dipingo le mie collere, le mie indignazioni, le gioie».

Il carattere itinerante della mostra ha permesso a migliaia di cittadini della provincia della Spezia di entrare in contatto con una artista internazionale che, attingendo dal paesaggio locale, ha sviluppato una grande fantasia di forme e colori.

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