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Il cammino alla ricerca degli ultimi pastori

Risalendo l’Appennino Mangia Trekking incontra Ulisse Leri di Camporaghena.

LA SPEZIA – Come annunciato nei giorni scorsi, è iniziato il lungo cammino di alcuni associati spezzini del Mangia Trekking, i quali sono impegnati a dare evidenza ad un antico mestiere, il pastore. Una attività lavorativa che rappresenta anche un particolare modo di vivere, immersi nella natura ed a contatto con gli animali.

Un mestiere che porta una importante lente d’ingrandimento sui territori e sui loro preziosi valori naturalistici. Così dalla Val di Vara e dalla Lunigiana “gli alpinisti lenti” hanno organizzato iniziative di cammino verso l’Appennino, per andare a descrivere i personaggi e la vita di queste straordinarie ed ormai quasi sconosciute figure, che nell’era super tecnologica e spaziale, hanno scelto di vivere nel verde dei pascoli, secondo regole e tradizioni davvero arcaiche. Nei giorni scorsi, risalendo dalla pianura lunigianese verso le cime verdi appenniniche, gli amici del Mangia Trekking, presso le sorgenti del fiume Secchia, hanno fatto il loro primo incontro con un pastore, Ulisse Leri di Camporaghena. Il quale attorniato dalle sue circa 300 pecore e relativi cani, gentilissimo, ha raccontato alcuni particolari della sua quotidianità. Durante l’incontro Ulisse ha parlato della sua storia, che lo vide cominciare a lavorare giovanissimo a Camporaghena, un paese caratterizzato dalle tante maestà, allevando le mucche di famiglia, e che più avanti traferì la sua passione ed il suo lavoro verso le greggi. Un impegno che va avanti da oltre 25 anni.

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Contento dell’incontro Ulisse, ha raccontato della mungitura, dei percorsi del latte e del formaggio biologico. Riferendosi al giorno d’oggi, ha detto che il fuoristrada e il telefono cellulare, concorrono a facilitare la vita del pastore; consentendogli anche di coniugare al meglio il rapporto familiare, con il proprio lavoro. Insieme al suo gregge trascorre solitamente l’inverno ed i periodi freddi a Villafranca, nella pianura Lunigianese, mentre in estate sale all’alpeggio nelle montagne che sovrastano il suo paese. Ulisse sostiene che questa attività, seppur lo costringe per tanti giorni e notti lontano da casa, insieme al gregge, esposti agli agenti atmosferici, rappresenta un lavoro sano, ricco di emozioni, autonomo, che conferisce un vero senso di libertà. Una scelta di vita, una via possibile per tanti giovani.