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Il Premio Porto Venere Donna ad Amalia Ercoli Finzi la prima donna ingegnere aerospaziale

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Premiazione il 9 agosto alle ore 21,30. Messi a disposizione i battelli gratuiti per raggiungere Porto Venere.

LA SPEZIA – “Il Premio Porto Venere Donna deve varcare i confini, farsi conoscere a livello regionale ed anche nazionale. E’ necessaria una maggiore comunicazione tra i comuni del Golfo. Le donne che hanno ricevuto il premio in questi 22 anni sono donne di prestigio e di alto livello, quindi non è pensabile che un Premio così non possa oltrepassare la Provincia”. A fare questa dichiarazione è stata la nuova presidente della Consulata Provinciale Femminile Eliana Bacchini questa mattina in occasione della presentazione dell’edizione del Premio, alla presenza dei rappresentanti della Consulta Provinciale Femminile, della Fondazione Carispezia del Comune di Porto Venere, del Comune della Spezia e del Grand Hotel Portovenere ed il maestro Francesco Vaccarone, autore dell’opera che rappresenta il premio. Quest’anno il riconoscimento verrà assegnato ad Amalia Ercoli Finzi , 80 anni, la prima ingegnere aerospaziale. Si tratta di una delle personalità scientifiche più importanti del nostro paese, una donna che è riuscita a ritagliarsi, con sacrificio, impegno e dedizione, uno spazio di primo piano in un ambito, quello dell’ingegneria spaziale, solitamente dedicata agli uomini.

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Una carriera costellata da successi e nonostante ciò una donna che ha saputo, contro ogni luogo comune, ritagliarsi anche il tempo come moglie, madre e nonna. Conosciuta ai più come la “mamma” della missione Rosetta, partorita dall’ESA (Agenzia Spaziale Europea) per raggiungere e analizzare un nucleo cometario, Amalia Ercoli Finzi era responsabile “principal investigator” dell’esperimento SD2 della missione Europea Rosetta, vera pietra miliare dell’Agenzia Spaziale Europea incaricata di esplorare la cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko, obiettivo scelto dopo il fallimento dei lanci del vettore europeo Ariane 5 fallì il lancio dell’11 dicembre 2002, che doveva in origine portare la sonda ad analizzare la cometa 46P/Wirtanen. Il lancio di Rosetta avvenne il il 2 marzo 2004 alle 7:17 (UTC) e finalmente la missione ebbe inizio. I risultati, dopo molti anni di missione sono di primo livello e consentono all’ESA di proporsi come importante “antagonista” nella corsa all’esplorazione spaziale. Tecnica delle Costruzioni, Meccanica Razionale, Meccanica Orbitale, Meccanica Aerospaziale, sono i corsi di laurea ai quali Amalia Ercoli Finzi ha dato contributi innovativi formando intere generazioni di Ingegneri Aerospaziali e fisici in quel di Milano al Politecnico. Questa donna, che si è occupata dei problemi più importanti legati alle missioni spaziali, è considerata un esempio raro dalla comunità scientifica mondiale e le sue collaborazioni, studi, progetti, attività di insegnamento, sono da considerarsi un modello di riferimento non solo dell’universo femminile ma anche di quello maschile al pari delle blasonate colleghe di cui parlavamo all’inizio.

La premiazione avverrà mercoledì 9 agosto alle ore 21,30 in piazza San Pietro a Porto Venere e vedrà la partecipazione, di un’altra donna premiata in passato, la nota conduttrice televisiva e giornalista Carmen Lasorella.

Come al solito, saranno messi a disposizione i battelli gratuiti che dalla passeggiata Morin alla Spezia porteranno gli spettatori ad assistere alla cerimonia senza doversi preoccupare dei parcheggi e anche di una navetta che da Sarzana, attraversando Lerici e San Terenzo, permetterà di raggiungere il lato opposto del Golfo spezzino in tutta tranquillità.

Anche Amalia Ercoli Finzi avrà in dono la scultura realizzata appositamente per il Premio Porto Venere Donna dal maestro Francesco Vaccarone che con la sua opera intende valorizzare il percorso femminile quotidiano, fatto di coraggio e capacità, di sensibilità e soddisfazioni, contro l’oscurantismo e la prevaricazione maschile che ancora oggi, in molte parti del mondo ma anche e purtroppo in occidente, miete vittime fra le donne troppo spesso nell’indifferenza e nella rassegnazione di molti.

Claudia Verzani

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