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Pucciarelli (Lega): togliere casa popolare assegnata all’immigrato arrestato per violenza sessuale

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Stefania Pucciarelli, consigliere regionale Lega Nord Liguria.

GENOVA – “Non si possono dare i nostri alloggi ai maniaci sessuali, come hanno lasciato fare e tollerato i buonisti del centrosinistra. Ora vengano fuori nomi e cognomi dei responsabili di Arte che, alla Spezia, hanno assegnato la casa popolare al marocchino arrestato per violenza sessuale e già conosciuto dalle Forze dell’Ordine per dei precedenti.

Occorre aprire un’inchiesta interna e togliere subito l’appartamento al pericoloso immigrato per consegnarlo agli italiani onesti e in difficoltà economiche, che da anni attendono in graduatoria.

L’assessore regionale Marco Scajola si schieri a difesa delle donne e dalla parte della Giustizia, intervenendo subito in tal senso. Senza se e senza ma”.

Lo ha dichiarato oggi il consigliere regionale della Lega Nord Liguria, Stefania Pucciarelli, a seguito dell’allarmante episodio avvenuto sabato scorso alle Cinque Terre. Secondo la Procura della Spezia, il pericoloso marocchino ha aggredito e violentato, tentando di stuprarla in pieno giorno, una giovane turista che camminava da sola sul sentiero tra Corniglia e Vernazza. L’immigrato 50enne era già stato denunciato per reati di natura sessuale, ma risulta che nel 2005 avesse ottenuto la casa popolare dai responsabili di Arte e continuasse ad abitarci tranquillamente.

“Ora il vento è cambiato – ha aggiunto Pucciarelli – e quindi il marocchino, evidentemente già coccolato dai buonisti del centrosinistra, deve sloggiare dall’alloggio popolare per far posto a chi si comporta onestamente e rispetta gli altri. Inoltre, occorre che i responsabili di Arte si adeguino al nuovo corso in Comune e Regione, senza dar più retta ai politici che hanno ridotto il Paese in queste condizioni.

Bisogna reagire e difendere la cittadinanza senza arrendersi all’attuale stato di insicurezza e degrado, causato principalmente dall’invasione senza regole e dall’incapacità dei vari Governi a trazione Pd.

Pertanto, non bisogna comportarsi come il sindaco di Vernazza, Vincenzo Resasco, che a pochi giorni dall’allarmante episodio, capitato all’ennesima vittima di un pericoloso immigrato, lasciato libero e mai rimpatriato, ha dichiarato di avere intenzione di chiudere il sentiero alle Cinque Terre.

Il nostro territorio, infatti, non può essere ostaggio dei delinquenti e della malagestione del sistema sociale e giuridico, da sempre tollerata dai buonisti del centrosinistra. Semmai, il sentiero è da tenere aperto ed il marocchino è da tenere ben chiuso in galera per poi essere effettivamente rimpatriato al suo Paese.

Inoltre, appare inaccettabile la posizione del Presidente del Parco nazionale delle Cinque Terre, Vittorio Alessandro, che peraltro si era schierato contro la nostra proposta di richiedere un contingente di militari del progetto Strade Sicure da utilizzare in ausilio alle Forze dell’Ordine, ormai in numero insufficiente rispetto alla vigente emergenza sicurezza, per il presidio e l’attività di controllo delle stazioni ferroviarie e del territorio del Parco.

Il Presidente buonista ha infatti cercato di minimizzare il gravissimo episodio commesso dall’immigrato perché ha riferito che si è trattato di un caso isolato che non deve creare allarme, ma ‘solo’ mettere in guardia. Senza avere un minimo di rispetto per la giovane turista violentata e le altre donne che, come me, da tempo hanno paura a viaggiare sui treni ed a percorrere da sole i sentieri delle Cinque Terre pur avendo il sacrosanto diritto di farlo e di sentirsi protette dalle Istituzioni.

Dopo che Regione Liguria aveva già votato una mozione condannando la sua frase antisemita pubblicata su Facebook, Vittorio Alessandro ha quindi dimostrato di voler discriminare anche le donne. Anziché dimettersi, è rimasto attaccato alla poltrona. Per fortuna, fra poco scadrà il suo mandato e la smetterà di far danni al nostro territorio”.

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