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CESENA – SPEZIA 1-0 | Amara Romagna, le trasferte e Castori restano una maledizione

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Al Manuzzi arriva la quarta sconfitta stagionale delle Aquile, la terza lontana dal Picco. Gara giocata con coraggio, ma Schiavone e la consueta sterilità sotto porta condannano i ragazzi di Gallo. A nulla serve l’ingresso di un Gilardino apparso comunque in discreta forma. 

PESSINA IN UNDER 21, GALLO LANCIA BOLZONI, PANCHINA PER GILARDINO, CASTORI RIPARTE DAL 4-4-1-1

Smaltito l’entusiasmo del post Gilardino, lo Spezia di Mister Gallo cerca conferme a Cesena dopo l’uno a zero rifilato al Bari.

Ancora a secco di vittorie e di gol segnati in trasferta, Gallo schiera il consueto 3-5-2 lanciando dal 1′ Bassi tra i pali, De Col, il rientrante Terzi e Ceccaroni dietro, Maggiore, Vignali, Bolzoni, Acampora e Lopez sulla mediana, con Granoche – Marilungo tandem d’attacco.

Ultimo in classifica e con Castori subentrato all’esonerato Camplone, il Cesena cerca la via del riscatto, affidandosi a un 4-4-1-1 che vede Agliardi, Perticone, Rigione, Esposito e Fazzi in difesa, Kupisz, Kone, Schiavone e Dalmonte a centrocampo, con Laribi dietro Jallow.

SCHIAVONE PORTA AVANTI I ROMAGNOLI

Primo affondo delle Aquile dopo appena cinquanta secondi con il diagonale di Maggiore in area cesenate, bravo Agliardi nel respingere la sfera, distendendosi sulla destra. L’occasione capitata sui piedi dell’Under 20 testimonia la manovra fluida dello Spezia, equilibrato in difesa ed efficace dalla mediana in su grazie ad un giro palla che in più occasioni ha come terminale l’instancabile Lopez, eroe nell’ultimo match contro il Bari.

D’altro canto, sul fronte opposto, lo stile Castori è già ben impresso nella rosa romagnola, tant’è che dopo mezz’ora di catenaccio e lanci alla viva il parroco, è Schiavone a pescare il jolly dell’uno a zero grazie ad una botta non troppo irresistibile da fuori nata dalla respinta di Bassi su situazione di corner.

Trovato il vantaggio, trovata l’America: sull’onda lunga dell’entusiasmo, il Cesena trova la forza per chiudersi ancor di più a riccio, non lasciando di fatto alcuna possibilità di rivalsa a uno Spezia punito al primo errore di una prima frazione di gioco giocata comunque a viso aperto.

GILARDINO NON BASTA, BRINDA IL CESENA

Ad inizio ripresa Gallo corre ai ripari, inserendo Soleri per Acampora e passando a tre davanti, con il chiaro obiettivo di scardinare la difesa cesenate: ma se il baricentro degli aquilotti si alza inevitabilmente, le occasioni continuano a latitare e così al quarto d’ora è il turno di Mastinu, dentro per uno spento Marilungo.

Due punte fresche per lo Spezia, ma a sfiorare il pareggio è un ottimo Ceccaroni, che dopo il corner battuto dalla destra da Mastinu, impatta perfettamente la sfera, trovando però i piedi di un attento Agliardi.

Da un estremo difensore all’altro, alla mezz’ora è invece il turno di Bassi, bravo a dire no alla conclusione ravvicinata di Kone scaturita dal più classico dei contropiedi.

Fisiologico che le Aquile mostrino il fianco agli avversari, specie in contropiede, anche se Gallo, a un quarto d’ora dal termine decide di giocarsi l’all in: dentro Gilardino, fuori Bolzoni e ultra offensivo 4-3-1-2. I padroni di casa, invece, rispondono con un doppio cambio, inserendo Cascione e Vita per la coppia Schiavone – Kupisz.

Riversata in avanti alla disperata del pari, la squadra di Gallo rischia però di capitolare a dieci minuti dalla fine con la combinazione Jallow – Laribi, ma Lopez è provvidenziale, salvando sulla linea.

Dalmonte per Panico la terza carta giocata da Castori per far fronte agli ultimi scampoli di gara in cui lo Spezia reclama un rigore dopo il contatto Fazzi – Vignali, anche se il resto è ormai purtroppo cosa nota: vince la sterilità aquilotta, vince la maledizione che vede le Aquile incapaci di trovare la via del gol e soprattutto punti lontano dal Picco.

Andrea Licari

 

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