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Finisce l’era D’Alessandro al Parco delle Cinque Terre. Si apre un periodo di transizione

“C’è ancora tanto da fare, ma il bilancio è positivo. Chi arriva dopo di me è fortunato.” 

MANAROLA  –  Finisce l’era di Vittorio D’Alessandro al Parco Nazionale delle Cinque Terre, lascia e ritorna nella sua Sicilia.  Stamani al termine dell’ultimo  consiglio direttivo il Presidente ha tenuto una conferenza stampa nella sede del Parco a Manarola per fare  il resoconto del suo mandato. 

Adesso si apre una fase  ancora tutta da scrivere.  Per il momento, sembra, che il vice presidente Vincenzo Resasco assuma l’incarico sino alla nuova nomina.

“Il mio – ha dichiarato D’Alessandro – è un bilancio positivo, sia dal punto di vista personale che professionale.  Il mio rammarico è non vedere il  “Nuovo Piano del Parco”. Sono stati anni difficili, anche per l’assenza di una figura importante come il direttore la cui nomina è avvenuta tramite un decreto legge con il quale lo Stato ha dedicato alle Cinque Terre un gesto di revisione organizzativa.  Ho avuto un buon rapporto con i Sindaci e tramite loro sono venute fuori le voci della popolazione, che si sono espresse anche attraverso la novità dell’associazionismo. Grande soddisfazione è stata  la nascita della Fondazione  Manarola.  Abbiamo risolto in parte, il problema dei treni, in particolare  il Cinque Terre Express è stata un”ottima scelta,  con la giusta differenziazione tra residenti e turisti e garantendo sostenibilità al territorio: ogni Carta treno, infatti, è fonte di ricchezza per le Cinque Terre.

La vicenda delle cooperative, (un centinaio di lavoratori ) ad esempio: erano destinate alla chiusura, e invece il loro lavoro è proseguito con un contratto europeo che riconosce loro la dignità del loro lavoro, senza alcun ricatto. Fanno parte anche loro della bella umanità che ho incontrato alle Cinque Terre.

DAlessandro

“Il nuovo Presidente – ha spiegato D’Alessandro –  sarà fortunato e avrà di fronte una realtà fatta di vantaggi e criticità, che spesso sono la stessa cosa, come nel caso del turismo. Spero che il mio successore prosegua sulla stessa strada di oggi.  L’agricoltura e il vino devono essere supportati il più possibile, non solo per una questione etica, ma perché rappresentano anche il futuro delle Cinque Terre. Poi sarà fondamentale lavorare ancora per il turismo sostenibile. Chi viene deve capire che qua tutto è sudato, che niente è regalato. Infine, da uomo di Marina, dico che qui il mare è impastato con la terra. Credo sia importante farne la continuazione delle Cinque Terre, e in questo il ruolo delle scuole sarà decisivo”.

“Quello del turismo sostenibile  – prosegue ancora  il presidente D’Alessandro – è un problema che si pone per l’Italia e a Roma forse non è ancora chiaro che questo territorio può essere il laboratorio per eccellenza per comprendere i fenomeni, visti la sua fragilità, la residenzialità e i flussi enormi. Deve rimanere la sostanza delle Cinque Terre. Non è facile, ma vale la pena porre la questione: riguarda noi e i turisti. Se qua in inverno chiude tutto, se non presentiamo la qualità del prodotto locale, faremo cattivo turismo. Bisogna far capire questo”.

Claudia Verzani