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Mauro Bornia: “Uno schiaffo alla salute degli Spezzini”

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LA SPEZIA – La salute è un bene del singolo individuo, ma anche di una comunità, in sostanza diventa un patrimonio di tutti e come tale va tutelato con estrema fermezza.

Ciò nonostante ci sono molte difficoltà e criticità nel salvaguardare tale principio, soprattutto nel nostro territorio e dunque, occorrerebbe uno sforzo generale, cioè di tutti gli attori che ruotano intorno al mondo della sanità, operatori, sindacati, medici, politici, (compresi conferenza dei Sindaci e giunta Regionale) per uscire o quantomeno provare a farlo, dalle secche in cui da troppo tempo siamo impigliati.

Il nuovo ospedale del Felettino era l’occasione per traguardare questo percorso, percorso lungo e irto di ostacoli, non ultimo il decreto Balduzzi, che per un DEA di 2° livello impone un bacino di utenza superiore alla reale capacità del nostro territorio.

Questo in termini generali, poi ci sono le eccezioni e proprio basandosi su queste possibilità, dettate dall’orografia territoriale della Liguria, sulla possibilità di “allargare” il bacino d’utenza alla vicina Lunigiana e il Tigullio ( possibilità di accorpamento della ASL4 con la nostra ASL5, ) avrebbero permesso una deroga, motivata e non priva di buon senso.

D’altronde era questo un progetto condiviso, da tutti gli attori che avevano voce in capitolo, dall’ASL5, alla precedente giunta del Comune Della Spezia, dall’attuale Regionale, dai sindacati, ecc. progetto approvato formalmente, con tanto di atti e progetti firmati, così doveva essere…

Invece, scopriamo che di quelle promesse non se ne fa più niente, tutto finito, archiviato, resettato, deciso ieri nella riunione di giunta Regionale sul piano della sanità, malgrado meno di un anno fa, l’assessore delegato in materia, tale Sonia Viale, avesse promesso solennemente che avrebbe chiesto una deroga al ministro.

La motivazione di questo dietrofront? “che il decreto Balduzzi non lo prevede” ma mi viene da dire che non è cambiato assolutamente nulla rispetto ad un anno fa, che il numero dei ricoveri è rimasto lo stesso, compresa la popolazione e allora perché mai? E ancora, perché mai non era presente il sindaco della Spezia, 2° città della Liguria ad un incontro così importante per le sorti della sanità del nostro territorio?

E la “Generalessa” Assessore Viale quale “folgorazione sulla via di Pontida” ha avuto, visto che è stata molto attiva sulla creazione dell’ agenzia “Alisa” un contenitore di parole con a capo un manager Lombardo che dovrebbe fotocopiare l’esperienza della “Padania” in Liguria, con il risultato di aver mantenuto le 5 ASL (su quattro Province) e per il futuro tagliare i distretti socio sanitari, (da 3 a 2) depotenziando la capillarità territoriale e aggiungendo la mitica figura del direttore socio sanitario, di cui francamente non se ne sentiva l’esigenza.

Non mi voglio dilungare oltre sull’esempio sanitario Lombardo-Veneto, se non rimarcando che di pubblico c’è rimasto ben poco e la corruzione nell’intreccio manager-politici è quantomeno preoccupante, per non parlare del depotenziamento dello strumento della Conferenza dei Sindaci, che sempre meno incidono sulle scelte distrettuali in materia di sanità. L’enorme gap dell’assistenza territoriale, iniziando dai consultori, Dove Sert e salute mentale sono allo sbando, senza medici e operatori, non garantendo nemmeno la minima progettualità.

Le liste d’attesa infinite sono sotto gli occhi di tutti, senza parlare della fuga dei pazienti e la carenza di personale e posti letto.

Speravamo francamente in un futuro migliore, ma la scure che si è abbattuta ieri sulla nostra sanità non promette nulla di buono, anzi!

Mauro Bornia

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