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TERNANA – SPEZIA 4 – 2 | A.A.A. cercasi psicologo

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Avanti di due reti dopo appena dodici minuti con Marilungo e Granoche, la squadra di Gallo crolla tra primo e secondo tempo subendo la reazione rabbiosa dei padroni di casa. Non bastano i gol ritrovati in trasferta, lontano dal Picco le Aquile sono irriconoscibili.

NOVITA’ SALONI E 3-4-1-2 PER LO SPEZIA, POCHESCHI CONFERMA IL 4-3-1-2

L’ossessione del gol, dei punti e della vittoria: Mister Hyde Spezia vuole trasformarsi definitivamente in Dottor Jekyll e mettere da parte lo spauracchio trasferta. Dopo la sconfitta maturata a Cesena, la quarta stagionale e la terza lontana dal Picco, i ragazzi di Gallo cercano riscatto sul campo di una Ternana distante tre punti, ma già invischiata nelle zone pericolose della classifica.

Senza Bassi e Di Gennaro, out per infortunio, tocca allo spezzino classe ’96 Saloni difendere la porta degli aquilotti: oltre al debutto dell’estremo difensore, la novità è il passaggio dal 3-5-2 a un 3-4-1-2 che vede una linea di difesa composta dall’intoccabile terzetto Ceccaroni, Terzi e De Col, centrocampo con Vignali, Pessina, Maggiore e Lopez, Mastinu agisce invece in posizione di trequartista dietro il tandem Mastinu – Granoche.

Sul fronte opposto, nonostante le assenze di Favalli, Paolucci e Signorini, Pocheschi non rinuncia al 4-3-1-2, lanciando dal 1′ Plizzari tra i pali, Valjient, Marino, Gasparetto e Ferretti dietro, Varone, Bordin e Defendi sulla mediana, con Tremolada dietro le due punte Albadoro – Montalto.

FOLLIE AL LIBERATI: MARILUNGO – GRANOCHE IN AVVIO, ALBADORO – TREMOLADA LA RIAGGIUSTANO
La seconda peggior difesa contro il peggior attacco sono le premesse di una sfida che deve aspettare appena 38 secondi per vedere la prima rete del match: ottimo giro palla degli aquilotti, discesa sulla sinistra di Lopez, cross al bacio per la testa di Marilungo e uno a zero Spezia.

Termina così, dopo 471 minuti di attesa, il mal di gol che attanagliava le Aquile fuori casa; merito di un coraggio e di uno spirito del tutto diverso rispetto a quello delle precedenti trasferte che permette agli uomini di Gallo di aggredire i padroni di casa, non pervenuti in campo nel primo quarto d’ora.
Un dominio totale quello dei bianchi, che al 12′ trovano persino il raddoppio grazie alla prima rete del Diablo Granoche, perfetto nello stacco di testa nato da un’illuminante apertura di Marilungo per Vignali, preciso, a sua volta, nel pennellare un cross al bacio per l’accorrente e solitario attaccante uruguaiano.
L’uno – due subito dalle Fere costringe Pocheschi a correre ai ripari, con Ferretti vittima sacrificale che lascia spazio a Carretta.

Una mossa che dà ragione al tecnico degli umbri, perchè proprio dai piedi del neo entrato nasce il gol di Alabdoro che riaccende la speranza dei padroni di casa: nell’occasione, sterile il tentativo di contrasto di Terzi, colpevole nel lasciare troppo spazio alla punta della Ternana, che fulmina così un incolpevole Saloni.
La rete dell’uno a due rianima come d’incanto l’entusiasmo dei rosso – verdi, vicini alla rete del clamoroso pareggio prima con la botta da fuori di Defendi, quindi con l’incursione di uno scatenato Carretta, ma in entrambe le occasioni Saloni dimostra tutto il suo valore salvando i suoi.

La fiducia è però tutta dei padroni di casa e così al 35′, ancora dal neo entrato, nasce un cross dalla sinistra sul quale Saloni non è questa volta impeccabile, permettendo a Tremolada di appoggiare facile facile in rete e far esplodere tutto il Liberati.

Raggiunto l’incredibile due a due, una Ternana assatanata non accenna a mollare il piede dall’acceleratore, sfiorando il ribaltone con la conclusione ravvicinata di Varone e l’ormai consueta diagonale di Carretta, ma è bravo Saloni ad opporsi e a mantenere il pareggio in un primo tempo a dir poco folle.

ANGIULLI E MONTALTO COMPLETANO L’INCUBO
La seconda frazione di gioco si apre all’insegna del nervosismo e a farne le spese è il tecnico degli umbri Pochesci, allontanato per le continue proteste dal direttore di gara Rapuano: motivo per cui, nel primo quarto d’ora di fatto non si gioca, complice anche l’infortunio di Tremolada che deve cedere il passo all’ex Pisa Angiulli.

Dal 16′, però, torna a farsi vivo lo Spezia, con la doppia occasione di Marilungo che prima vede murarsi da Plizzari, quindi è sfortunato nel colpire di testa da pochi passi il palo. E se la mala sorte si unisce alle leggerezze difensive, ecco che il ribaltone è servito: al 20′ il neo entrato Angiulli riceve infatti palla dal limite, posizionandosi sul vertice sinistro senza ricevere troppe pressioni dalla retroguardia aquilotta e scagliando un tiro a giro all’incrocio dei pali.

Colpito e affondato, lo Spezia cerca di raddrizzare la gara con l’ingresso in campo di Acampora, Forte e Gilarino – out Mastinu, Maggiore e Granoche – mentre i padroni di casa si difendono, affidandosi all’ esperienza di Zanon, dentro per Albadoro.

Minuti finali d’assalto per lo Spezia, ma il contraccolpo psicologico subito dai bianchi è troppo devastante e così le Fere, dopo aver eretto un’efficace muraglia, servono il gol del quattro a due, sfruttando un contropiede dello scatenato Carretta, perfetto nel servire alla testa di Montalto la rete che sancisce la quinta, pesantissima, sconfitta stagionale.

Andrea Licari

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