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ASCOLI – SPEZIA 3 – 1 | Agorafobia incurabile, in trasferta è picchiata libera

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Si compie nella ripresa l’ennesima disfatta dello Spezia lontano dal Picco. Decidono le reti di D’Urso, Carpani e Favilli, nel mezzo l’inutile gol di Terzi: arriva il sesto k.o. stagionale. 

GILA AL DEBUTTO, CLEMENZA – FAVILLI – SANTINI GUIDANO L’ATTACCO ASCOLANO

Quattro sconfitte e un solo pareggio lontano dal Picco: lo Spezia vuole dire basta al mal di trasferta, presentandosi al Del Duca di Ascoli con il confermato 4-3-1-2 che vede davanti il debutto dal primo minuto dell’attesissimo Alberto Gilardino. Nel proprio undici titolare, Gallo si affida a Saloni in porta, quindi De Col, Giani, i rientranti Terzi e Lopez dietro, l’ex Giorgi, Pessina e Maggiore in mezzo al campo, con Mastinu dietro l’inedita coppia d’attacco Forte – Gila.

I padroni di casa di Maresca, reduci da cinque risultati utili consecutivi, ma penultimi a quota nove, schierano un 4-3-3 che vede Lanni tra i pali, Mogos, Padella, Gigliotti e Mignanelli in difesa, Bianchi, l’ex aquilotto Buzzegoli e D’Urso in mediana e il trio d’attacco composto da Clemenza – Favilli – Santini.

IL PIU’ PERICOLOSO E’ MASTINU, LANNI DICE NO

Schierate a viso aperto, Ascoli e Spezia non rinunciano sin dalle prime battute ad alzare il proprio baricentro, impensierendo da una parte e dall’altra i rispettivi portieri: se prima è Saloni a dire no a una conclusione defilata di Favilli, Lanni si supera poco dopo sul tentativo da fuori di Mastinu, reduce dalla prima rete in maglia bianca contro il Perugia.

Guidato dalla tenacia e dalla strapotenza fisica di Walter Lopez, lo Spezia sviluppa la propria manovra sull’out di sinistra, sfiorando al quarto d’ora la rete dell’uno a zero dopo che Mastinu, innescato dal terzino uruguiano,  non trova per un soffio l’accorrente Gilardino.

Sul fronte opposto, l’Ascoli ha dalla sua il possesso palla, ma il 4-5-1 in fase di non possesso da parte della squadra di Gallo non permette di fatto ai bianco neri di proporsi pericolosamente dalle parti del numero 22 spezzino: velleitari, difatti, i tentativi di Santini e D’Urso che certificano lo zero a zero della prima frazione di gioco.

IL MAL DI TRASFERTA COLPISCE ANCORA, L’ASCOLI NE FA 3

L’inizio del secondo tempo sembra presagire un copione del primo, dove le rispettive compagini lottano soprattutto in mezzo al campo cercando eventuali ripartenze: una calma apparente rotta dai padroni di casa, avanti al 10′ grazie al lob di D’Urso che supera un incerto Saloni.

Rotti gli equlibri, Gallo cerca forze fresche davanti, gettando nella mischia Marilungo, Granoche ed Okereke, dentro per Gilardino – non ancora al top della forma – Forte e Giorgi; e mentre l’Ascoli non rinuncia ad attaccare – sbroglia in qualche modo Saloni in mischia – Maresca decide comunque di passare a cinque dietro, inserendo il centrale di difesa Mengoni per Clemenza, oltre a Varela e Carpani, in campo per Santini e D’Urso.

Riversate in avanti alla ricerca del pari, le Aquile sfiorano il pari alla mezz’ora, ottima l’accelerata e la palla messa al centro di Okereke, sfortunata la girata di Marilungo, di pochissimo alla destra di Lanni.

E se lo Spezia sbaglia, l’Ascoli non è dello stesso avviso, chiudendo gioco, partita e incontro al 40′, quando Carpani deve solo spingere in rete un pallone più che invitante, punendo ancora una volta una difesa troppo disattenta sui calci piazzati.

Nei quattro minuti di recupero concessi dal signor Balice di Termoli c’è persino tempo per altri due gol, il primo messo a segno da Terzi di testa riapre, apparentemente, il match, perchè all’ultimo respiro arriva l’ingenuità di Lopez che, dopo essersi fatto superare da Favilli, causa rigore e definitivo tre a uno di giornata firmato proprio dall’ex Juve.

Arriva così la sesta sconfitta stagionale per i bianchi, la quinta lontano dal Picco, a testimonianza di una sindrome da Dottor Jekyll e Mister Hyde che non accenna ad allontanarsi.

Andrea Licari

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