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Consiglio Regionale di martedì 5 dicembre

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Dibattito sul Piano sociosanitario regionale 2017-2019

Questa mattina il dibattito sul provvedimento è ripreso con le repliche dei relatori di minoranza.

Fabio Tosi (Mov5Stelle) è intervenuto chiedendo conferma all’assessore alla sanità Sonia Viale sul blocco degli atti di programmazione delle asl liguri da parte di ALiSa avvenuto, secondo alcune notizie di stampa, nei giorni scorsi e su alcuni emendamenti presentati dalla giunta oggi in aula che riguardano, fra l’altro, un ruolo diverso per l’emergenza nell’ospedale di Rapallo rispetto alla versione originaria del Piano.

Gabriele Pisani (Mov5Stelle) ha avanzato perplessità sulle audizioni delle associazioni in commissione, che non avrebbero evitato il successivo malcontento manifestato in aula la settimana scorsa dagli operatori del settore disabili. «Questo Piano ha un indirizzo vago, a tratti astratto senza un cronoprogramma chiaro e preciso» ha aggiunto Pisani. «Non riusciamo a cogliere il tentativo di migliorare l’offerta del servizio sanitario. Si comprendono – ha detto – solo le buone intenzioni, che non possono che essere condivisibili, ma non individuiamo gli elementi che renderanno davvero competitiva la sanità ligure. Questo Piano – ha concluso – rappresenta una grande occasione persa per la nostra regione».

Andrea Melis (Movimento 5 Stelle) ha dichiarato che in questo piano non si riesce ad intravedere nulla di «realmente fattibile e misurabile». Il consigliere ha quindi criticato le modalità ed i criteri con i quali verranno effettuate le privatizzazioni che, a suo avviso, avrebbero senso soltanto se racchiuse nell’alveo che tende a puntare all’eccellenza e al miglioramento del servizio. Non è accettabile, secondo Melis, che si agisca per mere ragioni economiche. Per quanto riguarda il settore disabilità, il consigliere ha ricordato che c’è una grande platea di persone che attende soluzioni, «ma – ha ribadito – si continua a monitorare la situazione senza trovare soluzioni reali».

Luca Garibaldi (Pd) ha criticato il Piano, che ha «una sostenibilità economica incerta, non definita nei numeri» e – ha aggiunto – che apre ai privati in maniera indiscriminata. Il consigliere ha ribadito che il documento non affronta in maniera concreta il nodo della riduzione delle liste d’attesa e delle fughe sanitarie fuori Liguria. Il consigliere si è soffermato in particolare sull’Asl 4 e sull’ospedale di Rapallo, sottolineando che sul futuro del nosocomio la maggioranza procede per «tentativi» con continui aggiustamenti rivelando l’assenza reale di programmazione.

Francesco Battistini (Rete a Sinistra & liberaMENTE Liguria) ha esordito dichiarando: «E’ difficile fare una replica in aula quando dalla maggioranza non è arrivata nessuna osservazione alle nostre relazioni di minoranza, critiche sul Piano». «Nel Libro bianco ci sono dati che non sono stati usati in questo Piano» ha aggiunto il consigliere rilevando che in quel documento venivano segnalate carenze di personale a cui il Piano non avrebbe dato risposta: «Nel Piano c’è solo un programma di tagli e non c’è nemmeno chiarezza per indicare dove si andrà a tagliare. In realtà si taglierà non sui dirigenti, che anzi sono cresciuti, ma sul personale operativo in cui, invece, si dovrebbe spendere e investire per avere un servizio migliore». Battistini ha rilevato, infine, che non c’è programmazione nelle scelte effettuate: «E’ un piano – ha concluso – da buttare nel cestino».

Sergio Rossetti (Pd) ha dichiarato: «Mi associo alla difficoltà di parlare in replica in assenza di una discussione da parte dei colleghi del centro destra e credo che questo silenzio sia causato da un evidente imbarazzo». Rossetti ha criticato ALiSa:   «Doveva essere un soggetto di programmazione che avrebbe dovuto sciogliere i nodi, invece complica la vita delle asl». Rossetti ha rilevato, inoltre, i forti ritardi con cui viene pagato il fatturato delle aziende, che sono costrette a ricorrere a prestiti e pagare, così, interessi bancari. Il consigliere ha criticato la riorganizzazione delle autorizzazioni e degli accreditamenti per il mondo delle disabilità e ha chiesto di stralciare questa partita dal Piano.

Valter Ferrando (Pd) ha ribadito che era auspicabile superare le 5 asl che, sommate alle aziende ospedaliere e ad ALiSa, salgono a dieci. «Questo significa, considerando tutti i dirigenti per ciascuna asl, – ha spiegato – un aggravio di spesa di oltre 2 milioni di euro che avrebbero potuto essere impiegati per assumere infermieri, operatori socio sanitari e anche qualche medico». Rispetto al nuovo ospedale agli Erzelli, il consigliere ha espresso perplessità sulla creazione al suo interno un polo oncologico ad alta complessità, che si sovrapporrebbe a quello già esistente al San Martino Irccs e ha chiesto l’inserimento di una clausola di salvaguardia che preveda, una volta realizzato il nuovo polo agli Erzelli, l’utilizzo delle maestranze degli altri più piccoli ospedali del ponente genovese, che saranno inbevitabilmente superati.

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha replicato agli interventi della minoranza illustrando le tappe legislative che hanno preceduto l’elaborazione del Piano: la “governance” di sistema, con il mantenimento delle cinque ASL e il coordinamento di A.Li.Sa.; l’integrazione ospedale-territorio, con l’istituzione della figura del direttore sociosanitario e la realizzazione dei DIAR (Dipartimenti Interaziendali Regionali), e la riforma del sistema di autorizzazione accreditamento che, grazie ad ALiSa, ha dato omogeneità ad un settore dove vigevano regole diverse a seconda delle asl. «Il Piano sociosanitario – ha sottolineato – è un atto di programmazione che non contiene atti di organizzazione, che competono ad altri strumenti che sono una conseguenza del Piano sociosanitario». Viale ha sottolineato l’approccio diverso del Piano sociosanitario 2017-2019 rispetto a quello precedente, che era stato elaborato dalla giunta di centro sinistra: «Stiamo parlando di due modi diversi di affrontare i temi principali dei sistemi sanitari regionali. Da un lato – ha specificato – abbiamo visto la chiusura di ospedali, la chiusura di pronto soccorso e la trasformazione in punti di primo intervento, invece in questo Piano sociosanitario vi è il mantenimento di tutti gli undici presidi ospedalieri e, anche perché non era possibile sopportare quel tipo di impostazione, la riapertura di alcuni pronto soccorso». L’assessore ha sottolineato, inoltre, che come nel precedente Piano non era prevista nell’organizzazione territoriale la parte rete territoriale, ossia non veniva dettagliata dove veniva fatta la singola Casa della Salute perché, per legge, il Piano sociosanitario individua le linee di programmazione e la rete ospedaliera. L’altra novità importante – ha aggiunto – è aver centrato l’obiettivo sul tema dell’integrazione ospedale-territorio. L’assessore ha sottolineato che molti sindaci hanno condiviso questa diversa impostazione del piano relativa all’ integrazione ospedale-territorio: «Lì sta la vera sfida, – ha aggiunto – cioè nella trasformazione da un piano ospedalocentrico in un piano che vede, come priorità, l’integrazione ospedale-territorio, attraverso strumenti che non abbiamo individuato nel Piano sociosanitario, ma li abbiamo già individuati nella legge di riforma, ossia la figura del direttore sociosanitario e i DIAR. Chi chiede al Piano delle risposte che, per legge, non può dare – ha ribattuto – fa solo dialettica politica, ma perde di vista gli strumenti giuridici che devono essere utilizzati per affrontare un sistema complesso come quello della sanità». L’assessore ha, quindi, ricordato alcuni aspetti qualificanti del documento fra cui la riqualificazione del consultorio familiare, il “Meglio a casa”, le cure palliative, le cure domiciliari, l’appropriatezza e l’attenzione alle malattie rare e ha rilevato che anche al tema della prevenzione sono dedicati ampi spazi. Rispetto alle critiche su eventuali tagli al personale, Viale ha ricordato il concorso per infermieri, che permetterà a breve di assumere alcune centinaia di operatori. «Il Piano – ha aggiunto – dà la visione di come fare per affrontare i problemi, fotografa le linee di azione per risolvere i problemi». Secondo Viale « la sfida vera, in cui mi sento sfidata come amministrazione, è proprio nell’attuazione del Piano».

Al termine degli interventi Luca Garibaldi (Pd), Gianni Pastorino (Rete a Sinistra&liberaMente Liguria), Andrea Melis (Mov5Stelle), Ferrando Valter (Pd), Luigi De Vincenzi (Pd) hanno illustrato i rispettivi emendamenti al Piano Sociosanitario.

 

Via libera al Piano sociosanitario regionale 2017-2019

Con 16 voti favorevoli (maggioranza di centro destra) e 14 contrari (minoranza) è stata approvata la Proposta di deliberazione di “Piano Socio Sanitario Regionale” per il triennio 2017/2019.

Il Piano Sociosanitario Regionale 2017-19 è il nuovo documento di programmazione predisposto successivamente alla riconfigurazione dell’organizzazione del Sistema Sanitario Regionale, disegnata dalle Leggi di riforma numero 17/2016 e 27/2016. Il Piano nasce dall’analisi delle mutate condizioni socioeconomiche e demografiche avvenute nel nostro territorio: invecchiamento della popolazione, incremento della fragilità sociosanitaria e della cronicità, riduzione della natalità, impoverimento delle famiglie numerose  e delle criticità legate alla sostenibilità dei sistemi sanitari di tipo universalistico. Per l’attuazione del piano sono elementi costitutivi fondamentali: A.Li.Sa., l’azienda sanitaria struttura intermedia a cui sono attribuiti compiti di programmazione, coordinamento, indirizzo e controllo della aziende regionali, il Direttore Sociosanitario, regista del rafforzamento dell’attività assistenziale territoriale e delle risposte, necessariamente univoche e unitarie, ai bisogni sociosanitari e di protezione sociale, i Dipartimenti Interaziendali Regionali (D.I.A.R.), strutture orizzontali di governo clinico finalizzate a supportare la programmazione strategica, la rideterminazione degli assetti organizzativi delle Aziende (Processo Organizzativo Aziendale, P.O.A.) . Uno dei punti cardini del piano è rappresentato dalla riorganizzazione della rete ospedaliera, tesa a migliorare l’offerta per rispondere alle esigenze di massima sicurezza ed elevato comfort del paziente e di rinnovamento tecnologico. Nel lavoro di riorganizzazione, tra i principi fondamentali c’è il mantenimento della dotazione di posti letto per acuti e l’implementazione della dotazione di posti letto per riabilitazione e a media intensità. Viene tracciato il percorso verso la massima integrazione ospedale-territorio con implementazione dell’attività ambulatoriale e territoriale, il potenziamento dei reparti a media-bassa intensità, la sperimentazione di nuovi modelli organizzativi volti alla gestione integrata dei percorsi Uno degli obiettivi del piano, infatti, è lo sviluppo dell’integrazione socio-sanitaria tra ospedale e territorio per andare verso una sanità sempre più a chilometri zero, che metta al centro la persona.

Nel dettaglio è prevista la costruzione di 3 nuovi ospedali ad elevata innovazione tecnologica, che assumeranno un ruolo di riferimento nelle 3 aree ottimali regionali ed andranno integrare la rete ospedaliera regionale: Ospedale del Ponente dell’area metropolitana genovese (Erzelli), Ospedale Unico ad Arma di Taggia e Ospedale della La Spezia–Felettino, Dea di primo livelloIl panorama del rinnovo del parco ospedaliero regionale è completato dalla costruzione del nuovo ospedale Galliera. Prevista, inoltre, la riapertura dei reparti di pronto soccorso negli ospedali di Cairo Montenotte, Bordighera, Albenga e, ove si verifichino le condizioni di sostenibilità,   in quello di Rapallo. L’ospedale “Santa Corona” di Pietra Ligure resta Dea di secondo livello.  Viene ribadita, in maniera esplicita, la presenza dell’Asl IV nell’ambito della rete sanitaria ligure. Si prevede, in generale, la riduzione dei tempi d’attesa anche attraverso l’implementazione  del nuovo sistema unico di prenotazione Cup, con l’obiettivo di garantire la libertà di scelta nell’accesso al servizio sanitario, la presa in carico globale del cittadino e la continuità dei percorsi assistenziali: dall’accoglienza all’integrazione tra assistenza primaria, ospedaliera, domiciliare e residenziale. Previsto anche un percorso di apertura di ambulatori infermieristici sul territorio. Viene confermata la scelta di procedere con l’integrazione tra pubblico e privato accreditato, strettamente vincolata   alla programmazione regionale, per implementare  la capacità di risposta del sistema  ai bisogni  della popolazione. Insieme all’implementazione  del sistema Cup  a valenza regionale c’è l’utilizzo del catalogo  unico regionale delle prestazioni prescrivibili ed erogabili, entrambi volti a semplificare, razionalizzare e controllare l’accesso  alle prestazioni ambulatoriali, secondo i principi di equità e trasparenza. Questo sistema garantisce l’accesso alle agende di prenotazione di prestazioni specialistiche di tutta la regione da ogni punto della rete e consente, pertanto, all’assistito di poter prenotare  e pagare le prestazioni da ogni punto di accesso. Si prevede l’incremento  dell’utilizzo di nuove tecnologie  applicate all’assistenza sanitaria  e l’attivazione di azioni innovative in diversi settori, ad esempio per la gestione delle malattie rare.Per quanto concerne l’assistenza sociosanitaria, particolare attenzione viene riservata, tra l’altro,  alle cure domiciliari, alle dimissioni protette e alle cure palliative, che hanno  obiettivo primario il mantenimento a domicilio delle persone affette da determinate patologie.  Per la sanità ligure è previsto un piano di efficientamento per la progressiva riduzione delle perdite, rispetto al 2015, che si concluderà nel 2020.

E’ stato approvato un emendamento della giunta che non esclude la possibilità di apertura del Pronto soccorso nel nosocomio di Rapallo, ove si verifichino le condizioni di sostenibilità.

Giovanni Lunardon , Juri Michelucci, Luca Garibaldi, Raffaella Paita, Valter Ferrando e Sergio Rossetti del Pd, Francesco Battistini (Rete a sinistra&liberaMENTE Liguria), Gabriele Pisani e Fabio Tosi del Mov5Stelle hanno illustrato alcuni emendamenti al Piano Sociosanitario.

Approvati, fra gli altri, due emendamenti di natura formale: uno presentato dal Pd e uno dalla giunta. Approvato un emendamento del Movimento 5 Stelle, sub emendato dalla giunta, con il quale si prevede l’estensione dell’area di copertura a tutto il territorio regionale del Registro tumori e mesoteliomi. Il sub emendamento della giunta ha eliminato il termine temporale di un anno per l’estensione dell’area di copertura. Respinti altri emendamenti presentati dai gruppi di minoranza

Nelle dichiarazioni di voto finali sul provvedimento sono intervenuti Andrea Melis, Marco de Ferrari, Alice Salvatore del Mov5Stell; Luigi De Vincenzi, Luca Garibaldi, Sergio Rossetti e Raffaella Paita del Pd; Francesco Battistini e Gianni Pastorino di Rete a sinistra&liberaMENTE Liguria: tutti hanno ribadito netta contrarietà al Piano Sociosanitario. Claudio Muzio (FI) ha dichiarato, invece, voto favorevole al provvedimento.

 

Radiologia interventistica nei DEA di I livello

Il Consiglio regionale ha respinto l’ordine del giorno presentato dal Movimento 5 Stelle che impegna la giunta affinché “sia dato atto all’interno del Piano socio sanitario 2017-2019 dell’impegno precedentemente assunto prevedendo nella nuova programmazione sanitaria, per tutti i DEA di I livello, la disponibilità H24 di apparecchiature di diagnostica per immagini, in grado di permettere l’esecuzione di metodiche di radiologia e angiografia interventistica con personale dedicato anche attraverso accordi aziendali, interaziendali o con singoli professionisti”. Nel documento si ricorda che il Consiglio regionale aveva approvato all’unanimità il 1 agosto scorso un ordine del giorno per adottare queste misure presso l’ospedale di Savona.

 

Affidamento a privati degli ospedali Saint Charles di Bordighera, Santa Misericordia di Albenga e San Giuseppe di Cairo Montenotte

Il Consiglio regionale ha respinto l’ordine del giorno presentato dal Movimento 5 Stelle che impegna la giunta affinché “la Regione non proceda all’affidamento, mediante concessione, della gestione degli ospedali Saint Charles di Bordighera, Santa Misericordia di Albenga e San Giuseppe di Cairo Montenotte a soggetti privati accreditati”.

 

Potenziate sistema di informazione e estensione degli screening oncologici

Il Consiglio regionale ha approvato l’ordine del giorno presentato dal Movimento 5 Stelle che impegna la giunta affinché “sia potenziato il sistema di informazione, coinvolgendo maggiormente i medici di famiglia al fine di incentivare l’adesione agli inviti per gli screening oncologici, aumentando altresì la frequenza degli inviti stessi e la forbice anagrafica dei soggetti destinatari”

 

Presa in carico di persone affette da autismo

Il Consiglio regionale ha approvato l’ordine del giorno presentato dal Movimento 5 Stelle che impegna la giunta affinché il Piano socio sanitario preveda “la formazione specializzata degli operatori sugli specifici metodi diagnostici, terapeutici e assistenziali basato sulle migliori evidenze scientifiche disponibili”. Il documento impegna, inoltre, la giunta a prevedere l’adozione e definizione di percorsi diagnostici e terapeutici in linea con le indicazioni dell’Istituto superiore di sanità che devono essere addottati da tutti, compresi gli enti convenzionati per la riabilitazione; di un sistema di controllo della qualità e dell’efficacia degli interventi riabilitativi, di una lista di attesa unica per ogni asl; della presa in carico della famiglia, attraverso la definizione del progetti di vita e del “case manager” coordinando gli interventi in ambito famigliare scolastico lavorativo sociale”. Il testo infine chiede la promozione, l’incentivazione di un progetto per l’abilitazione, il lavoro, il sistema di vita, il “dopo di noi” di persone con autismo e l’avvio di progetti sperimentali che prevedano strutture specificatamente pensate per le persone con disturbi dello spettro autistico, in grado di effettuare la presa in carico dei minori, adolescenti e adulti nelle varie e diverse situazioni di gravità”.

 

Estensione del servizio di elisoccorso nelle ore notturne

Il Consiglio regionale ha approvato l’ordine del giorno presentato dal Movimento 5 Stelle che impegna la giunta affinché “sia potenziato il servizio di elisoccorso estendendo la sua operatività anche alle ore notturne, così come è previsto dal decreto ministeriale numero 70 del 2015”.

Contrasto alla violenza di genere e nei confronti delle donne

Il Consiglio regionale ha approvato l’ordine del giorno presentato da Stefania Pucciarelli (Lega Nord Liguria-Salvini) che impegna la giunta “ad adottare ogni azione idonea a collocare la donna al centro degli interventi e delle azioni a partire dal primo accesso e fino alla definizione concordata del percorso verso l’autonomia, a prevedere specifici percorsi dedicati ad accogliere e assistere le donne, soprattutto all’interno dei pronto soccorso della Liguria, luoghi strategici per intercettare il fenomeno della violenza; a consentire l’individuazione all’interno di ogni ospedale ligure di un referente per la violenza di genere, il quale collabori con il personale del pronto soccorso e sia responsabile della rilevazione dei dati e dell’adeguatezza dei percorsi diagnostici-terapeutici”. L’ordine del giorno chiede, inoltre, in caso di accesso al pronto soccorso di una donna vittima di violenza, di attribuirle il “codice giallo” indipendentemente dalle diagnosi successive e, infine, a mettere in atto una rilevazione preventiva di un caso di violenza, un’adeguata accoglienza e un idoneo spazio di ascolto, un percorso diagnostico e terapeutico, una corretta segnalazione ai servizi territoriali e all’Autorità giudiziaria, un avvio di percorsi di tutela/protezione e consapevolezza attraverso la collaborazione con la rete territoriale, percorsi di formazione ad hoc”.

 

La salute delle donne come obbiettivo strategico della Regione

Il Consiglio regionale ha approvato l’ordine del giorno presentato da Stefania Pucciarelli (Lega Nord Liguria-Salvini) che impegna la giunta “a mettere in atto azioni idonee a rendere centrale l’approccio di genere e costruire un punto di vista qualificato riguardo la salute di donne e bambini, uomini e bambini, per arrivare all’equità; a promuovere percorsi di diagnosi e cura definiti e orientati nel genere; a valorizzare l’uso della medicina di genere per difendere le politiche sulla salute della donna per ridurre le disuguaglianze e garantire il rispetto dei diritti umani delle donne e degli uomini”. Il documento impegna, inoltre, la giunta “a individuare e realizzare all’interno delle strutture sanitarie, percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali che garantiscano il rispetto delle differenze di genere dei pazienti e, al livello aziendale e territoriale, un approccio multidisciplinare e multi professionale alla malattia, promuovendo il lavoro di equipe attraverso l’integrazione e la comunicazione trasversale fra tutti gli operatori sanitari coinvolti; a inserire il tema della medicina di genere nei piani aziendali, prevedendo un’attività di formazione rivolta a tutti gli operatori sanitari”.

 

Incrociare i dati epidemiologici sui tumori

Il Consiglio regionale ha approvato l’ordine del giorno presentato da Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria, che impegna la giunta fra l’altro, “a incrociare i dati epidemiologici sui tumori raccolti con l’offerta attuale dei servizi sociosanitari del servizio sanitario regionale e delle prestazioni erogate, in modo da redigere un piano relativo agli investimenti sull’organico, ai posti letto, gli stessi servizi da implementare anche in relazione alle liste di attesa”. Il documento, inoltre, chiede alla giunta di presentare entro il 2018 alla competente commissione consiliare un primo piano di implementazione di progettazione dell’offerta sociosanitaria in relazione alla domanda di salute della comunità della Liguria.

 

Fabbisogno di personale infermieristico

Il Consiglio regionale ha respinto l’ordine del giorno presentato da Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria, che impegna la giunta “ad analizzare la situazione del comparto operativo (infermieri e operatori sociosanitari) nei reparti ospedalieri in tutte le asl liguri e nelle aziende ospedaliere afferenti al servizio sanitario nazionale per intercettare le criticità e prevenire eventuali situazioni a rischio per il lavoratore e per i pazienti; a relazionare alla competente commissione consiliare circa il report su queste situazioni e a predisporre e presentare alla commissione consiliare e alle organizzazioni sindacali un piano di risoluzione rispetto alle criticità che saranno rilevate, azzerando il deficit numerico degli infermieri e degli operatori sociosanitari in servizio nei reparti”.

 

Integrare i servizi forniti dai presidi ospedalieri della provincia della Spezia per recuperare la mobilità passiva

Il Consiglio regionale ha respinto l’ordine del giorno presentato da Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria, che impegna la giunta “a pianificare una corretta integrazione dei servizi forniti dai presidi ospedalieri della Provincia della Spezia”.

 

Mantenere DEA II livello e alcuni servizi destinati a chiudere sulla base del decreto 70 del 2015

Il Consiglio regionale ha respinto l’ordine del giorno presentato da Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria, che impegna la giunta “ a riconsiderare i bacini di utenza non in chiave territoriale ma su base regionale e a mantenere i tre DEA di II livello inseriti attualmente sul territorio e, soprattutto, a mantenere nelle asl, come nel caso della asl5, le strutture mediche che secondo un’osservanza stretta dei bacini di utenza del decreto 70 del 2015 sarebbero destinate alla chiusura con un ingente danno per i cittadini come pneumologia, chirurgia vascolare, geriatria ed emodinamica H24”.

 

Esternalizzazione  del comparto OSS E pulizie nell’Asl 5 e nelle altre Asl liguri

Il Consiglio ha respinto un ordine del giorno, presentato dal gruppo Rete a Sinistra-LiberaMENTE Liguria, con il quale si impegna la giunta: “a controllare nell’immediato la qualità e la convenienza degli appalti di esternalizzazione presenti nelle Aziende sanitarie liguri e nelle Aziende ospedaliere del sistema sanitario regionale e,  in particolare, a controllare in maniera puntuale l’appalto relativo alla  esternalizzazione  del comparto degli operatori sociosanitari della Asl 5, a seguito di una  nuova gara  che ha visto affidato a Coopservice sia l’assistenza al malato  sia il servizio di pulizie”. Il documento impegna, inoltre, la giunta “ad avviare un graduale piano di assorbimento del personale esternalizzato riportando all’interno del sistema sanitario regionale i lavoratori che prestano servizi basilari come quello delle pulizie e, soprattutto, quello degli operatori sociosanitari in Asl 5 e in ogni altra Asl ligure  o Azienda ospedaliera e  a bloccare per il triennio preso in esame dal Piano sociosanitario ulteriori operazioni di esternalizzazione di servizi di base”.

 

Carenza di personale infermieristico e tetto di spesa per il personale

Il Consiglio regionale ha respinto un ordine del giorno, presentato da Rete a Sinistra-LiberaMENTE Liguria, con il quale si ricordano i bandi di concorso per l’assunzione di collaboratore professionale sanitario-infermiere indetti in Asl 2, Asl 4 e Asl 5, a fronte di carenze di personale infermieristico, soprattutto nei territori periferici. Il documento impegna pertanto la giunta “a dar seguito, immediatamente, alle assunzioni previste dal bando di concorso per infermieri, a non effettuare alcuna razionalizzazione o risparmio di  spesa sul capitolo del personale operativo in capo al sistema sanitario regionale per tutto l’arco temporale  contemplato dal nuovo Piano sociosanitario regionale, ad innalzare il tetto  di spesa massimo per l’organico operativo bilanciandolo secondo le esigenze del territorio, a consentire un tetto di spesa maggiore e, conseguentemente, a distribuire maggiori risorse finanziarie in quei territori in cui è più basso  il rapporto tra infermieri e numero di abitanti”.

 

Progetto sulla prevenzione della rifrattura ossea

Il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno, presentato da Rete a Sinistra-LiberaMENTE Liguria, con il quale si impegna la giunta “a valutare di finanziare e valorizzare il progetto  pilota sulla prevenzione  della rifrattura ossea, che è stato  per il momento avviato in Asl 5 senza alcuna copertura di budget ma che, visto gli alti benefici economici e sociali che potrebbe portare, meriterebbe di essere reso strutturale, ben organizzato nei tempi e nelle metodologie  e, soprattutto, sviluppato non su mera base di volontariato”. Il documento, inoltre, impegna la giunta “a procedere fin da subito con la misurazione nell’arco del triennio a cui si riferisce il nuovo Piano sociosanitario, dei benefici che il progetto potrebbe portare sia dal punto di vista sociale che sanitario ed economico, a valutare di estendere questo progetto pilota, al termine di una prima valutazione dei benefici conseguiti, a tutto il territorio ligure istituendo  l’ambulatorio almeno laddove è presente una ortopedia traumatologia.

 

Reparto di riabilitazione dell’ospedale di Sestri Levante

Il Consiglio regionale ha approvato l’ordine del giorno presentato da Giovanni De Paoli (Lega Nord Liguria-Salvini) che impegna la giunta “a far sì che nella asl4 continui ad operare il reparto di riabilitazione intensiva dell’ospedale di Sestri Levante senza disperdere il bagaglio tecnico, strumentale e umano che ha fatto dell’ospedale di Sestri Levante un’eccellenza in materia”

 

Monitoraggio sulle liste di attesa

Il Consiglio regionale ha approvato l’ordine del giorno presentato dal Movimento 5 Stelle che impegna la giunta affinché “in attuazione del Piano nazionale delle liste di attesa sia pubblicato il flusso informativo dei tempi di attesa delle prestazioni erogate in libera professione intramuraria, con riferimento alle prestazioni definite dalla delibera regionale 545 del 2011(che individua i tempi di attesa delle prestazioni specialistiche ambulatoriali da monitorare), evidenziando il rapporto fra le liste di attesa delle prestazioni specialistiche ambulatoriali fornite in regime istituzionale e quelle erogate in libera professione”.

 

Nomina direttore generale di ALISA

Il Consiglio regionale ha respinto l’ordine del giorno presentato da Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria, che impegna la giunta “a nominare il direttore generale di ALISA nel più breve tempo possibile e a non procedere con ulteriori rinnovi l’attuale commissario straordinario visto che la direzione strategica, cioè il direttore sanitario, il direttore amministrativo e il direttore sanitario, è già stata nominata”.

 

Potenziare Punto Primo intervento Rapallo

Il Consiglio regionale ha approvato l’ordine del giorno presentato dal Fabio Tosi del Movimento 5 Stelle che impegna la giunta a “potenziare il Punto di Primo intervento dell’ospedale di Rapallo affinchè possa snellire il carico di lavoro del pronto soccorso dell’ospedale di Lavagna per quelli che sono definiti al triage codici bianchi e verdi”.

 

Potenziare chirurgia per trapianti di fegato in Liguria

Il Consiglio regionale ha respinto l’ordine del giorno presentato dal Pd, che impegna la giunta “a sostenere e potenziare l’attività chirurgica legata alla domanda di trapianto di fegato” . Nel documento si rileva che i trapianti di fegato in Liguria negli ultimi due anni sono superiori agli standard previsti dall’accordo Stato-Regione del 2012 e della normativa vigente. 

 

Rete specialistica per pazienti onco ematologici

Il Consiglio regionale ha approvato l’ordine del giorno presentato dal Pd, che impegna la giunta “a potenziare il servizio pubblico domiciliare per i pazienti onco ematologici e con gravi patologie croniche debilitanti”

 

Estensione della medicina integrata

Il Consiglio regionale ha approvato l’ordine del giorno presentato dal Pd, che impegna la giunta a “estendere gradualmente a livello regionale la sperimentazione della medicina integrata”.

 

Ricostituire l’Osservatorio della Salute mentale

Il Consiglio regionale ha approvato l’ordine del giorno presentato dal Pd, che impegna la giunta a “ricostituire l’Osservatorio della Salute Mentale aprendolo alle associazioni che rappresentano gli utenti, ai loro famigliari, ai servizi di salute mentale delle asl liguri, agli SPDC, all’Università, al ALISA, al dipartimento regionale socio sanitario e agli enti accreditati, a sostegno dell’attività regionale di programmazione e governance allo scopo di realizzare nel tempo un vero e proprio patto regionale per la salute mentale”

 

Ambulatori per malattie intestinali croniche

Il Consiglio regionale ha respinto l’ordine del giorno presentato dal Pd, che impegna la giunta a “sviluppare progressivamente sul territorio regionale una rete di ambulatori per la cura dei pazienti affetti da malattie croniche intestinali inserendola nel Piano sociosanitario”

Mantenere le cure palliative nell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure

Il Consiglio regionale ha respinto l’ordine del giorno presentato da Andrea Melis del Movimento 5 Stelle che impegna la giunta a “mantenere la struttura complessa di terapia del dolore e cure palliative come si presenta nello stato attuale all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure.

 

Mantenimento della struttura complessa terapia del dolore al Santa Corona

Il Consiglio regionale ha respinto l’ordine del giorno presentato da Luigi De Vincenzi (Pd) che impegna la giunta ad “attivarsi affinché la struttura complessa di terapia del dolore e cure palliative venga conservata nella sua natura attuale con tutte le specialità e l’organico medico e infermieristico”

 

Piano dei tagli previsti dal Piano sociosanitario 2017-2019

il Consiglio regionale ha respinto l’ordine del giorno presentato da Rete a sinistra&liberaMENTE Liguria che impegna la giunta a “presentare e discutere nella competente commissione consiliare un piano delle razionalizzazioni e dei tagli che la giunta intende effettuare per contenere la spesa e a presentare un dettagliato piano di investimenti, ripartito per ogni anno preso in esame dal Piano sociosanitario che l’assessorato intende mettere in campo per partecipare alle innumerevoli sfide sociosanitarie a cui sarà chiamato il servizio sanitario regionale”.

  

Sui pedaggi autostradali delle pubbliche assistenze

Il Consiglio regionale ha respinto l’ordine del giorno presentato dai gruppi di minoranza che impegna la giunta “a riconoscere un adeguato incremento Istat sulle tariffe presenti nelleconvenzione ANPAS/Regione Liguria già nella prossima sessione di bilancio preventivo; a prevedere nel bilancio sostegno economico, così come fanno altre Regioni per i costi dei pedaggi autostradali che sono costrette a pagare le pubbliche assistenze”.

 

Difficoltà economiche delle pubbliche assistenze

Il Consiglio regionale ha approvato l’ordine del giorno presentato dai gruppi di maggioranza relativo alle difficoltà economiche delle pubbliche assistenze aderenti all’ANPAS che denunciano la difficoltà a mantenere i pareggi di bilancio. Il documento impegna la giunta “a proseguire il confronto attualmente in atto presso i tavoli tecnici costituiti presso ALiSa, anche al fine di effettuare un’approfondita valutazione sul sistema di remunerazione; a intervenire presso il competente ministero e le società autostradali affinché venga riconosciuta la gratuità dei percorsi effettuati dalle pubbliche assistenze, a valutare l’integrazione dell’attuale sistema di remunerazione anche a in relazione agli adeguamenti Istat”

 

Organizzazione delle cure primarie nella asl5

Il Consiglio regionale ha respinto l’ordine del giorno presentato da Raffaella Paita (Pd) e sottoscritto da collega di gruppo Juri Michelucci che chiede alla giunta un impegno “affinché nella asl5 il dipartimento di cure primarie venga mantenuto sul modello di quanto accade nella asl3. Tale modello organizzativo, infatti, risulta maggiormente garantista per l’autonomia e la rilevanza effettiva del territorio nelle scelte di programmazione aziendale e nel ruolo di forte interlocuzione con i distretti sociali e i sindaci”.

 

Realizzazione svincolo A10 per ospedale San Paolo di Savona

Il Consiglio regionale ha approvato l’ordine del giorno presentato da Luigi de Vincenzi (Pd) e sottoscritto dal collega di gruppo Giovanni Lunardon che chiede alla giunta di “attivarsi presso la direzione di Autostrade Spa affinché sia avviato nel più breve tempo possibile uno studio di fattibilità per la realizzazione di uno svincolo autostradale dedicato per l’accesso all’area Valloria/ospedale San Paolo di Savona per i mezzi di soccorso provenienti dalla Valbormida”

 

Digitalizzazione e centralizzazione dei dati dei pazienti e riduzione carichi burocratici

Il Consiglio regionale ha respinto l’ordine del giorno presentato da Rete a sinistra&liberaMENTE Liguria che impegna la giunta a “provvedere all’informatizzazione centralizzata dei dati relativi ai pazienti e agli interventi di qualsiasi tipo svolti presso le strutture sanitarie facenti capo o in convenzione con il servizio sanitario regionale”. Il documento, inoltre, chiede di “semplificare le operazioni burocratiche a carico degli operatori e relative agli interventi svolti presso le strutture sanitarie che fanno capo o sono in convenzione con il servizio sanitario regionale e a rendere immediatamente reperibili agli stessi tutte le informazioni sanitarie già disponibili relative al paziente trattato”.

 

Assistenza sociosanitaria a favore di persone con disabilità grave e gravissima

Il Consiglio regionale ha respinto l’ordine del giorno presentato da Andrea Melis (Mov5Stelle) che impegna la giunta a costituire un tavolo permanente in cui poter trovare soluzioni condivise con le famiglie e le associazioni che forniscono assistenza ai non autosufficienti e ai soggetti con disabilità gravi e gravissime”

 

Apertura tavolo su sistema sociosanitario per i soggetti diversamente abili.

Il Consiglio regionale ha respinto l’ordine del giorno presentato dal Pd che impegna la giunta a sospendere le delibere riguardanti l’autorizzazione e l’accreditamento, ad aprire un tavolo di confronto con le associazioni di famiglie dei diversamente abili, con i sindacati e ai soggetti gestori che consenta di raggiungere un’intesa sulle modalità operative del sistema sociosanitario”.

 

Potenziare guardia attiva di neurologia e cardiologia all’Evangelico

Il Consiglio regionale ha approvato l’ordine del giorno presentato da Valter Ferrando (Pd) che impegna la giunta a “potenziare entro il triennio di vigenza del Piano sociosanitario la guardia attiva H24 di neurologia e cardiologia adeguando gli attuali organici”.

 

Azioni mirate contro la diffusione dell’epatite C

Il consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno presentato da Sergio Rossetti (Pd) con il quale si impegna la giunta ad effettuare uno screening  salivale sulla popolazione maggiormente esposta all’infezione  dell’epatite C sulla popolazione maggiormente esposta all’infezione stessa, rivolgendo azioni mirate  primariamente  presso: i medici di base, non sempre informati sulle nuove cure e sul numero dei pazienti infetti a loro carico in quanto inconsapevoli della malattia; presso i Sert e le carceri ove il contagio è a più elevato rischio.

 

Difesa dei lavoratori della sede genovese di “La Rinascente”

Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno,  sottoscritto da tutti i gruppi, relativo alla difficile situazione dei lavoratori della sede genovese  di “ La Rinascente”. Il documento impegna la giunta ad estendere il tavolo già fissato tra azienda ed istituzioni (Comune, Città Metropolitana e Regione) anche alle rappresentanze sindacali dei lavoratori.

 

Programma 2017 attuativo degli interventi regionali in materia di emigrazione

Con 16 voti a favore (maggioranza di centro destra) e 13 astenuti (minoranza) il Consiglio regionale ha approvato la proposta di deliberazione numero 73 “Programma attuativo degli interventi regionali in materia di emigrazione per l’anno 2017”.

Il Programma si articola in quattro sezioni: iniziative dirette della Regione Liguria; interventi in favore degli emigrati liguri; interventi di solidarietà; interventi finalizzati al rientro e all’inserimento nel territorio regionale.

Iniziative dirette della Regione. Fra le iniziative dirette della Regione Liguria c’è un contributo all’Associazione dei Liguri nel Mondo di Genova, che è impegnata nella pubblicazione del notiziario “Gens Ligustica in Orbe” in formato digitale e nel tradizionale cartaceo; risorse per 20 borse di studio da 500 euro ciascuna in modo da consentire la partecipazione al corso di lingua e cultura italiana del Centro Studi dell’Università di Genova a discendenti di origine ligure residenti all’estero; per corsi di francese organizzati dal FAI (Frontalieri Autonomi Intemeli) per il miglioramento e la conoscenza della lingua per i lavoratori che ogni giorno si recano per motivi professionali sia nel Principato di Monaco che in Francia.

Interventi in favore degli emigrati liguri Questa sezione individua le iniziative, consolidate negli anni, proposte da soggetti pubblici e privati che hanno continuato in questi ultimi anni, a sostenere e dare un fattivo contributo al tema dell’emigrazione. Tra gli interventi da sostenere sono da considerare di rilevanza regionale le iniziative per rinsaldare i rapporti con gli emigrati e le loro comunità, o assicurare la conservazione e lo sviluppo dell’identità culturale della regione. Sono previsti interventi a sostegno delle Associazioni rappresentative degli emigrati Liguri costituitesi sia in Italia sia all’estero, per lo svolgimento di attività in favore degli emigrati e delle loro famiglie, sia per le spese di funzionamento sia per i singoli progetti.

Interventi di solidarietà La Regione Liguria propone anche per l’anno 2017 un contributo per quegli interventi di solidarietà in favore di cittadini disagiati di origine ligure residenti all’estero, fino alla concorrenza delle risorse disponibili. Le Associazioni rappresentative degli emigrati liguri all’estero possono segnalare i cittadini o le famiglie che versano in condizione di accertata indigenza.

Interventi finalizzati al rientro e all’inserimento nel territorio regionale. Si tratta di interventi che rientrano nella sfera di aiuto socio-assistenziale per favorire la prima sistemazione e l’accoglimento degli emigrati liguri per nascita o residenza posseduta al momento dell’espatrio, dei loro coniugi e dei discendenti degli emigrati che siano rientrati definitivamente dopo almeno quattro anni di lavoro all’estero, per risiedere in Liguria.

I contributi sono erogati nei limiti delle risorse finanziarie disponibili.

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