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Premiato per la prima volta l’ospedale Sant’Andrea per la prevenzione, diagnosi e cura delle malattie femminili

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I politici dicono basta alla strumentalizzazione della sanità al ribasso.

LA SPEZIA – Per la prima volta  l’ospedale San’Andrea  della Spezia  è stato premiato  dall’Osservatorio  Nazionale  sulla salute  della donna per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi  e cura delle malattie femminili. Il nosocomio  ha ricevuto due  Bollini Rosa  per il biennio 2018-2019.

L’annuncio è stato dato questa mattina  nel corso di una conferenza stampa  dai dirigenti dell’Asl 5, alla presenza dei medici e primari dei vari reparti che hanno contribuito al riconoscimento della struttura.

La consigliera  regionale  Stefania Pucciarelli  ha colto l’occasione per  evedenziare “che alla Spezia  ci sono  delle  eccellenze  nel nostro ospedale, che non vengono mai messe  in rilievo. Purtroppo  non è facile lavorare  quando  la politica cerca di strumentalizzare la sanità. E’ ora che finisca  al più presto tutto questo”.

L’assessore comunale alla sanità Gianmarco Medusei ha ribadito “che la salute e la sanità  non sono nè di Destra nè di Sinistra, non c’è colore politico. E’ arrivato il momento di   far conoscere  i nostri medici  che valgono veramente”.

Dal punto  di vista sanitario è emerso che le donne soffrono di più di depressione, ansia e  stress rispetto agli uomini.  Attualmente oltre 20 regazze in età  adolescenziale  sono in cura per distrurbi alimentari (parliamo di anoressia e abulimia) e molte altre sono in lista d’attesa.

Passi avanti  sono stati fatti  sulla sclerosi multipla: le donne possono portare avanti una gravidanza.  Per quanto riguarda  i tumori: oggi  le  donne colpite  da una neoplasia all’utero non solo guariscono, ma riescono ad avere dei figli.  E sempre in questo campo si guarda anche all’aspetto estetico della persona. In oncologia arriva l’estetista.  La chirurgia  senologica fa parte integrante  della chirurgia plastica.  Un altro dato da evedenziare è la procedura del “partoanalgesia”: da aprile 2017 ad oggi  70 donne hanno partorito  in questo modo.

Grazie al “Codice Rosa” al Pronto Soccorso è stata realizzata una stanza che permette la privacy  della persona. Inoltre  Asl5, Tribunale e Forze dell’Ordine hanno  condiviso un protocollo. Nel 2017  i casi di abuso sono stati 386, mentre nel 2016  erano 501.

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