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Odissea nello Spezia | Cara, il 9 gennaio ho un impegno…

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LA SPEZIA – Ed eccolo il regalo di Natale anticipato. Stroppa e la sua banda non sprecano la ghiotta occasione e piazzano sotto l'albero il balocco che gli sportivi spezzini si aspettavano. Certo per scartare il regalo bisognerá attendere l'epifania ed oltre, ma stavolta vale la pena di aspettare.

Il 3-0 al Pescara spedisce lo Spezia direttamente alla Scala del calcio, sponda rossonera, per un match che nessuno vuole perdersi e che, al di lá di come andrà a finire, rimarrà nella storia. “Cara, il 9 Gennaio ho un impegno…”, abbiamo più o meno farfugliato già dopo il triplice fischio del Signor Irrati, con l'aria di chi deve partecipare ad un’importante convention. Che poi proprio di questo si tratta: di riunirsi, di darsi un appuntamento per vivere appieno quel traguardo che, a pensarci bene, meritiamo fino in fondo. E forse non ha torto nemmeno chi ha scherzato dicendo che “a San Siro non ci fanno nemmeno entrare”, ma per fortuna non ci sarà bisogno di presentare nessun curriculum all’ingresso del Meazza. Un curriculum che, nel recente passato, può vantare tappe del calibro delle nebbie di Rivoli e Ciriè, la pizza al metro di Vico Equense, le poche case e le tante fabbriche di Lumezzane e via discorrendo, passando per un gol di Di Sabato segnato di domenica ma sufficiente a gettare nello sconforto un popolo, e per un triste pomeriggio di false speranze dal quale siamo riemersi senza più una squadra per cui tifare.

Ricordiamocelo bene quando ci lamentiamo per una sconfitta. Ricordiamocelo bene quando saremo a San Siro. Perchè, a ripensarci bene, questa soddisfazione ce la meritiamo fino in fondo.

Andrea Fazi

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