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Punto di Vista. Sanità ligure, bravo chi taglia!

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di Marco Ursano

LA SPEZIA – Due news che testimoniano come va la nostra sanità, ed anche il nostro paese. La prima è una notizia di dominio pubblico: qualche giorno fa il solerte Assessore alla salute della Regione Liguria Claudio Montaldo ha deliberato un’integrazione retributiva per i massimi dirigenti delle Asl liguri. “Per il 2011 la Giunta ha deciso di corrispondere non più del 5% dello stipendio; per il 2012, ha detto Montaldo, visto il raggiungimento dei risultati prefissati che hanno portato ad un risparmio di 160 milioni di euro abbiamo scelto di conferire un’integrazione retributiva del 14 per cento” ( da La Repubblica di Genova). Per capirci, Montaldo ha premiato i manager delle Asl che hanno tagliato: sono questi gli “obiettivi” strombazzati, tagli. Davvero manager capaci, come i “nostri” Renata Canini e Gianfranco Conzi, che però sono stati premiati di meno perché hanno tagliato di meno in confronto ad un top come Barabino del San Martino di Genova, e quindi messi in “seconda fascia”: pur avendo tagliato lo scorso anno circa 9 milioni e mezzo di euro alla sanità spezzina, per Montaldo non hanno tagliato abbastanza. Un’informazione: i dirigenti della sanità ligure guadagnano, in media, 130mila euro l’anno.

L’altra è invece una storia privata. Qualche giorno fa mia moglie è andata al centro vaccinazione in Via Fiume. Il centro è il luogo in cui si recano anziani e categorie a rischio per fare le vaccinazioni anti influenzali. Mia moglie lo ha definito “un bunker della seconda guerra mondiale”. Di solito è una persona misurata, ma io ho voluto fare il bravo giornalista e sono andato a verificare di persona. Sono entrato e l’ho girato un po’, tanto nessuno ti ferma e nessuno ti chiede dove vai. Mia moglie si sbagliava: è molto peggio di un bunker anti bombardamento. E’ un luogo insalubre, che cade a pezzi, neanche fatiscente, è oltre la fatiscenza. E’ un insulto materializzato al cittadino chi ha bisogno di usufruire del servizio pubblico e al personale costretto a lavorare lì dentro. E’ un luogo, semplicemente, indegno. E’ un esempio, ce ne sono tanti altri.

Solo per questo, Montaldo i dirigenti di questa ASL dovrebbero essere gentilmente accompagnati verso altre destinazioni. Invece, vincono la logica della sanità gestita come un’azienda, l’austerity e la riproduzione ad infinitum delle classi dirigenti (Montaldo è un renziano della seconda ora, il nuovo che avanza). Che per noi sudditi vuol dire più sovraffollamento del pronto soccorso e dei CUP, diminuzione di posti letto, liste di attesa infinite, mobilità passiva verso altre regioni, chiusure temporanee di reparti, meno qualità e posti nei servizi di assistenza, emergenze continue, carenze croniche di personale, strutture fatiscenti come quella di Via Fiume. E, naturalmente, un fiume di soldi pubblici alle strutture private convenzionate. Certo, tutto in nome della efficienza e della razionalizzazione e, qui da noi, del nuovo Ospedale del Felettino che, siatene certi, si farà, eccome se si farà. 

Non è vero che la nostra sanità è solo questo. Ci sono medici e infermieri encomiabili che danno tutto e di più, ci sono eccellenze cliniche, reparti belli come pediatria, dove è un sollievo portare i propri figli se ce n’è bisogno. E ci sono anche regioni, tipo la Toscana, dove le cose funzionano molto meglio, dove una gestione corretta della sanità pubblica è possibile. A noi sono toccati i Montaldo. Ricordiamocelo quando torneremo a votare. Punto di Vista.

Marco Ursano

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