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Rete Imprese Italia soddisfatta dell’incontro con l’On. Lara Comi

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LA SPEZIA – La Direttiva Bolkestein sta minacciando l’economia italiana e soprattutto la sopravvivenza di 35.000 imprese del settore turistico e la difesa del Made in Italy: per discutere di questi punti l’eurodeputata Lara Comi è stata invitata da Rete Imprese Italia La Spezia, e l’attesa per l’incontro con la giovane ma preparatissima parlamentare non è stata delusa.

Rete Imprese – che raggruppa Cna, Confcommercio, Confartiganato e Confesercenti – aveva richiesto questo appuntamento per capire meglio, a livello europeo, come sta evolvendosi la problematica legata alla direttiva Bolkestein che ha già portato e porterà una serie di liberalizzazioni che in Italia hanno già creato gravi danni all’economia e che rischia di colpire a breve anche il settore del turismo, con particolare riferimento a quello balneare, minacciato dalla possibilità di vedere espropriate le concessioni demaniali degli stabilimenti balneari con l’apertura di aste che vedrebbero i nostri litorali andare al miglior offerente, cancellando così aziende locali, indotti, ricadute sul territorio ma soprattutto storie e tradizioni di un settore che per la sua pecularietà non ha eguali in Europa.

Su questo punto Lara Comi ha spiegato come gli europarlamentari italiani si stiano dando da fare, in una situazione però difficile mancando una regia centrale da parte del Governo, ma soprattutto da parte dell’altalena dei governi e ministri che vi è stata negli ultimi anni. Ad ogni cambio di guida ai vertici del paese vengono sostituiti Ministri, staff, consulenti ed è difficile programmare qualsiasi cosa, diversamente dalla Spagna che ha saputo difendersi, vedendosi prolungare le concessioni di ben 75 anni, contro la scadenza italiana al 2015.

Una situazione risaputa su cui gli operatori presenti di Cna e Confcommercio hanno proposto idee, progetti, possibili soluzioni e non hanno risparmiato critiche al modo nel quale è stata condotta tutta la questione.
Sul “Made in Italy” e la sua difesa, valorizzazione e protezione dal “falso” e l’abusivismo la Comi è stata chiara: la battaglia è grande, dura ma si può portare a casa, però occorre un grande aiuto anche da parte delle politiche locali e dai singoli controlli sui territori. L’Europa sta varando leggi e normative che possano difendere la qualità e il valore del “Made in Italy”, che è un celebre marchio di qualità del nostro paese ma soprattutto un volano per l’economia non solo Italiana ma Europea. Basti pensare i volumi che esso genera con l’export e di conseguenza l’aiuto sui traffici, spedizioni e relativi indotti. Ma è stato soprattutto chiarito come aldilà della fase legislativa l’Europa stia perfezionando i controlli sugli ingressi di merci, nei porti, alle dogane, ai confini.
Questo è una parte del lavoro, perché arrivano comunque ancora ingenti quantità di falsi, smerciati poi alla luce del sole nelle nostre strade, vie e piazze.

È su questo punto che la Comi ha promesso ancora attenzione, disponibilità ed aiuto, domandando però che anche le associazioni, i cittadini e il senso del rispetto delle leggi di tutti si muovano, segnalando alle Forze dell’ordine e alle Polizie locali tutte quelle situazioni di illegalità ed abusivismo che sono sotto gli occhi di tutti. La Comi ha specificato che non si tratta di una questione di razzismo, ma di rispetto delle leggi, di lotta alla criminalità organizzata che si arricchisce alle spalle di chi viene sfruttato, dell’evasione fiscale e del danno alle imprese che pagano regolarmente le tasse, senza dimenticare i rischi che possono portare per la salute e la sicurezza.

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