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Ciriello (SEL): “Critici con ANCE spezzina, noi contro il consumo di suolo”

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Diana Ciriello, segreteria regionale SEL, responsabile ambiente e territorio.

LA SPEZIA – Nel pomeriggio di ieri a La Spezia nella sede di Confindustria, organizzato da Ance, si è tenuto un convegno sul tema “Consumo del suolo – falsi problemi e vere emergenze”.
Dall'introduzione del suo Presidente Carlo Agnese, si è capito in quale sentiero sarebbe stato condotto l'argomento: «"consumo del suolo” è un termine sbagliato, un termine “di moda”».
Secondo tale interpretazione, la causa della vulnerabilità del nostro territorio di fronte al rischio idrogeologico, non sarebbe causata dagli edifici costruiti in zone esondabili (magari completamente impermeabilizzate dall'asfalto!) bensì dai terreni incolti a monte.
Parole dure e senza ragionamento di base, nonostante la perdita di vite umane e i disastri che, ormai con cadenza annuale, si verificano in Liguria.

Ci sono campagne nazionali contro il rischio idrogeologico, come “Terra Nostra”, la campagna che Sinistra Ecologia Libertà porta avanti da anni, denunciando e soprattutto proponendo soluzioni concrete per la messa in sicurezza ed il risanamento di territori a rischio idrogeologico e sismico.
Si può comprendere che la categoria dei costruttori e delle grandi imprese edili, abbiano il loro punto di vista, ma riteniamo che il territorio dovrebbe essere considerato nella sua natura complessa e trasversale, per poterlo vivere in modo sano e sostenibile, accettando nuovi termini che speriamo diventeranno “di moda”, come"riqualificazione e rigenerazione urbana".
La crisi economica, occupazionale, sociale ed ambientale che stiamo vivendo, non si supera continuando ad agire come è stato fatto fino ad oggi.

Noi di Sinistra Ecologia e Libertà crediamo nel diritto alla qualità urbana e non è certo con criteri obsoleti come la saturazione del poco suolo rimasto libero dentro e fuori i centri urbani che la Liguria riuscirà a riqualificarsi e ad uscire dalla crisi.
Non sono d'aiuto, a tale scopo, la frammentazione e la complessità delle normative che governano l'urbanistica e il territorio, soprattutto a livello regionale, che creano invece confusione e difficoltà in tutti i settori.
In questo contesto confuso e nebuloso alcune lobby di costruttori sembrano preferire che tutto resti invariato e che il concetto di spazio vuoto debba per forza essere colmato (di cemento).
In Italia si consumano giornalmente più di cento ettari di suolo al giorno ed è in aumento il fenomeno degli sprofondamenti nei centri urbani, un fenomeno che costituisce un ulteriore preoccupante indicatore della fragilità delle nostre città. Per trasformare le città e promuovere l’innovazione è necessario investire sulla centralità delle Smart Cities o Città intelligenti, promuovendo processi partecipativi.

Crediamo inoltre che un aspetto decisivo per il recupero della qualità nelle nostre città siano la riqualificazione e la manutenzione urbana, considerando il patrimonio edilizio esistente, le reti impiantistiche, i sistemi fognanti, le aree esondabili dei fiumi, soprattutto quelli che attraversano i centri urbani.
Una mole di interventi di manutenzione ordinaria che, se praticata, ridurrebbe l’emergenza, riqualificherebbe il territorio e creerebbe innumerevoli opportunità e posti di lavoro.
Al contempo dovranno essere preservati i pochi spazi di territorio ancora liberi, evitando di aggredirli come fino ad oggi è successo nella nostra vessata Liguria, con la violenza, la miopia generata dalla poca qualità architettonica e dal poco studio effettivo del bisogno di edificato.
Apprezziamo quindi le attività e i processi politici adottati da alcune amministrazioni comunali come quella spezzina, che si è fatta carico di mettere un freno e una logica virtuosa al costruibile.

Poco chiara ancora resta, invece, la posizione della Regione. Sarebbe opportuno aprire un tavolo di lavoro tra chi amministra e chi sul territorio vive e lavora.
Dalla tavola rotonda, che è seguita all'esposizione del Prof. Moroni, sono emerse alcune differenti valutazioni e opinioni su “consumo – riuso- riqualificazione”, che, in modo diverso, hanno contribuito a rafforzare comunque la nostra convinzione che l'intenzione di rendere il tutto come un falso problema è stato un tentativo poco credibile.
Non è quindi emersa la posizione di apertura sul tema della riqualificazione urbana, che invece ha dimostrato Ance a livello Nazionale, con il contributo di Legambiente.
Sinistra Ecologia Libertà di La Spezia, nell'assemblea pubblica precongressuale tenutesi a Sarzana il 16 novembre scorso, ha parlato di questi temi in maniera chiara e concreta, rifuggendo posizioni ideologiche, dialogando con le varie categorie e sottolineando come la riqualificazione del territorio e la rigenerazione urbana producano positive ricadute sul settore del lavoro edile.
In tale occasione sono state inoltre messe in evidenzia tutte le iniziative che da anni ci vedono impegnati, come la sopra citata Campagna Nazionale “Terra Nostra” ed il disegno di Legge che Sel propone in Parlamento su “Consumo di suolo e rigenerazione urbana”.
Se, per alcuni, questi concetti sono esclusivamente “spot” e frasi d'effetto alla moda, per noi sono obiettivi nei quali ci identifichiamo da sempre e che continueremo a perseguire per gestire e vivere sempre meglio il territorio e le nostre città.

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