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Costituzione, lettera delle Associazioni ai politici nazionali

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Rapporto democratico tra istituzioni e cittadini, incontro sabato 7 dicembre Sala della Repubblica alle ore 16.30

SARZANA – Illustri Senatori e Senatrici, Illustri Onorevoli.

Partendo dalla manifestazione di Bologna del 2 giugno e  passando per le manifestazioni del 12 ottobre u.s., decine migliaia di cittadini hanno espresso, in maniera forte e chiara, la volontà di poter esprimere il loro parere in merito alle modifiche della Costituzione, che verrebbero a coinvolgere circa la metà del totale degli articoli, e in particolare in riferimento alle deroghe previste per l'articolo 138.

Nonostante la richiesta espressa in quell'incontro dai cittadini – per il tramite del prof. Rodotà – molti senatori hanno votato, pochi giorni dopo, a favore della procedura straordinaria di modifica costituzionale, raggiungendo la maggioranza dei 2/3 che, di fatto, impedisce il referendum costituzionale, così frustrando il legittimo diritto dei cittadini di potersi esprimere su un'inedita e rilevante deroga alla Carta.

Ma tale risultato di voto non deve indurre a ritrarsi da una discussione che trova talora toni dialetticamente contrapposti. Impone, invece, di compiere ogni sforzo perché una questione davvero fondamentale possa essere affrontata in modo rispettoso delle diverse posizioni in campo. Infatti, quello di cui si sta discutendo è l'assetto futuro della Repubblica, il rispetto dei diritti dei cittadini, il ruolo stesso della politica, il rapporto tra istituzioni e società, e quindi in definitiva il "contratto sociale" al quale sono consegnate le ragioni del nostro stare insieme.
Inoltre tale risultato di voto non può "accelerare" la decisione su questioni fondamentali. Noi riteniamo che, quando sono in discussione i principi fondanti del nostro stare insieme, i tempi delle decisioni debbono allungarsi per favorire la partecipazione dei cittadini e per individuare idonee procedure di discussione finalizzate alla massima condivisione delle riforme proposte. Quando si tratta di garanzie – e qui sono quelle che vengono in ballo – , la regola sulla procedura è tutto, dà la certezza che un obiettivo così impegnativo, come la revisione costituzionale, non venga piegato a esigenze strumentali, a logiche congiunturali (del tipo di "false" ragioni di economia in una relazione perversa tra emergenza economica, impotenza politica e cambiamenti della Costituzione).

Con un'accelerazione violenta, e senza una vera discussione pubblica, nel 2012 è stata approvata una modifica dell'articolo 81 della Costituzione, prevedendo il pareggio di bilancio. Allora si chiese, invano, ai parlamentari, di non approvare quella riforma con la maggioranza dei due terzi, per consentire di promuovere eventualmente un referendum su un cambiamento tanto profondo. La ragione era chiara. Si parla molto di coinvolgimento dei cittadini, e si dimentica che quella maggioranza qualificata era stata prevista quando la legge elettorale era proporzionale, dando così garanzie al Parlamento che sono state fortemente ridotte dal passaggio al maggioritario (in virtù di ciò, attualmente, partiti che alle Politiche non hanno raggiunto il 47% dei votanti, hanno alla Camera più del 62% dei seggi).

Oggi, pertanto, la stessa richiesta viene rivolta ai deputati che si accingono a votare in seconda lettura la modifica dell'articolo 138 alla Camera; un articolo posto a protezione della democrazia italiana, fino ad oggi garantita da una Costituzione scritta da un'Assemblea eletta specificamente per essere “Costituente”.
Vi sarà tra loro un gruppo dotato di sensibilità istituzionale che accoglierà questo invito, affidando anche ai cittadini il giudizio sulla sospensione di una procedura di garanzia che altri, in futuro, potrebbero utilizzare invocando qualche diversa urgenza o emergenza? Non basta, infatti, aver previsto un referendum alla fine dell'iter della riforma finale, se rimane un dubbio sulla correttezza del modo in cui quel cammino è cominciato.
La discussione sulle procedure di riforma, e sul merito delle proposte, assume significato essenziale nel rapporto democratico tra istituzioni e cittadini, pertanto Vi invitiamo a partecipare all'incontro che si terrà  il 7 dicembre p.v. a Sarzana presso la Sala della Repubblica alle ore 16.30.
Nostro obiettivo sarà quello di un sereno confronto, dando riscontro alla cittadinanza di quanti di Voi potranno portare il loro contributo a questo importante passaggio istituzionale.

ANPI Castelnuovo Magra
ANPI Lerici
ANPI Sarzana
ANPI Vezzano Ligure
Acli Sarzana
Circolo Dossetti
Comitato Acqua bene comune
Comitato Arci val di Magra
Comitato Salviamo la Costituzione La Spezia
Comitato Sarzana che botta
Comitato Viva la Costituzione AC La Spezia
Emergency La Spezia
Libera – Presidio Dario Capolicchio
Progetto Uomo

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