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Ferrando e Rosso: «Più fondi dal governo per la formazione medica post laurea»

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GENOVA – Valter Ferrando (Pd), e Matteo Rosso (Pdl), rispettivamente presidente e vicepresidente della Commissione sanità del Consiglio regionale, dopo aver incontrato questa mattina il presidente nazionale di Federspecializzandi Cristiano Alicino e il rappresentante degli studenti di medicina di Genova Luca Andreol,  si sono fatti promotori di un ordine del giorno che presenteranno in Consiglio regionale nella prossima seduta, prevista per martedì 10 dicembre.

Attraverso questo documento, il Consiglio solleciterà il Governo a provvedere con urgenza al reperimento ed allo stanziamento delle risorse necessarie per incrementare il capitolo di spesa relativo ai contratti di formazione medica specialistica: il finanziamento permetterà di bandire  6 mila nuovi contratti di formazione specialistica per l’anno accademico 2013/2014 e, parallelamente all’aumento del numero dei laureati in medicina e chirurgia, un numero crescente di contratti per gli anni accademici successivi.

«Questa iniziativa – spiegano i consiglieri regionali – va a sostegno dei giovani medici che rischiano di non avere futuro. Il documento, infatti, nasce dall’analisi dei dati relativi al numero di accessi al corso di laurea di medicina che dall’anno accademico 2007/2008 all’anno accademico 2013/2014 sono passati da circa 7 mila 800 unità ad oltre 10 mila 500 unità; questi numeri indicano che nei prossimi anni avremo un numero di laureti in medicina destinato a superare le 9 mila-9 mila 500 unità per anno accademico. A fronte di questo dato vi è quello legato ai pensionamenti: si prevede che nei prossimi 10 anni i pensionamenti saranno massicci fra medici dipendenti o convenzionati con il Servizio sanitario nazionale.  Il problema, quindi, sorge dalla riduzione del numero di nuovi contratti di formazione medica specialistica, requisito essenziale per poter lavorare all’interno del Servizio Sanitario nazionale,  verificatosi lo scorso anno accademico, che è passato da 5 mila unità a 4 mila 500 unità». 

Continuano i due consiglieri: «Purtroppo lo stanziamento per contratti di specializzazioni per l’anno accademico 2013/2014 è sufficiente a garantire circa 2 mila nuovi contratti a fronte di circa 7 mila 500 laureati in medicina, che nel prossimo anno accademico concorreranno per accedere alla formazione medica post-laurea. Le giovani generazioni di medici che non accederanno alla formazione medica post-laurea sono destinati ad un ruolo professionale marginale nel nostro Paese, oppure ad emigrare verso Paesi esteri per completare la loro formazione, ma non è detto che questi ultimi siano in grado  di  assorbire l’esodo di migliaia di medici italiani che, quindi, resterebbero senza alcuna possibilità formativa e lavorativa».

Ferrando e Rosso concludono: «Poiché il comma 246 del Disegno di Legge di Stabilità, attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, dispone il finanziamento di 50 milioni di euro per l’anno 2014 e di 35 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2015 al 2024 in favore dei policlinici universitari gestiti direttamente da università non statali, per un ammontare complessivo di 400 milioni di euro in dieci anni, chiediamo che parte di queste risorse vengano reperite destinando alla formazione medica specialistica i fondi stanziati a favore dei policlinici universitari non statali». Il presidente ed il vicepresidente della Commissione sanità auspicano che iniziative analoghe possano essere promosse in tutte le altre Regione d’Italia.

Sull’iniziativa si esprime molto favorevolmente il presidente nazionale di Federspecializzandi, Cristiano Alicino: «Si tratta di un’ iniziativa politica importante a sostegno delle giovani generazioni di medici. Auspichiamo che la sensibilità dei consiglieri regionali della Liguria sia dimostrata anche dai consiglieri delle altre Regioni italiane e, soprattutto, dal Governo che deve assolutamente reperire le risorse necessarie nell’ambito del dibattito sulla legge di Stabilità, per garantire un futuro professionale, nel nostro Paese, alle nuove generazioni».

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