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I lavori del consiglio regionale di oggi, martedì 10 dicembre

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Datasiel: rateizzare la restituzione degli incrementi retributivi
E’ stato approvato con 28 voti a favore (i consiglieri di maggioranza; Torterolo della Lega Nord Liguria- Padania; Aldo Siri di Liste civiche per Biasotti presidente; Gino Garibaldi e Alessio Saso del Pdl-Ncd) e con l’astensione di Raffaella della Bianca (Gruppo misto-Riformisti italiani) il Disegno di legge  318 “Applicazione dell’articolo 4, comma 11 del decreto legge 6 luglio 21012, n.95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario” convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n 135”
I consiglieri del Pdl-Forza Italia e due consiglieri della Lega Nord Liguria-Padania non hanno partecipato alla votazione.
Il disegno di legge prevede che gli incrementi retributivi corrisposti nel 2011 e 2012 ai dipendenti di Datasiel, in  seguito all’applicazione  dei contratti collettivi nazionali ma che secondo  l’articolo 4 del disegno di legge 195/2012 (convertito dalla legge 7 agosto 2012, numero 135) devono essere recuperati, saranno restituiti dai dipendenti mediante rateizzo, entro 12 mesi dall’entrata in vigore del testo approvato questa mattina.
 
All’inizio della seduta Rosario Monteleone (Udc) ha domandato e ottenuto l’inversione dei lavori in calendario per la mattinata, chiedendo di aprire la seduta con l’esame del disegno di legge 318,  approvato all’unanimità dalla prima commissione. «Questo disegno di legge – ha detto – ha come fine l’interesse dei 400 lavoratori di Datasiel e mette fine a una situazione di incertezza e di disagio. Il consiglio di amministrazione dell’azienda avrebbe dovuto comportarsi in maniera diversa e ha sicuramente grosse responsabilità ma di queste discuteremo in un secondo momento. Oggi dobbiamo discutere e approvare questo disegno di legge ricordando che senza questo provvedimento i lavoratori avrebbero subìto un taglio consistente della loro tredicesima. Ringrazio – ha concluso – l’assessore Guccinelli, che è stato uno dei promotori del disegno di legge, perché ha percepito il disagio che si sarebbe creato fra i lavoratori». 
Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) si è associato alla richiesta, sottolineando la necessità di adottare al più presto il provvedimento che prevede il rateizzo delle somme da restituire, anziché l’immediata restituzione.
Gino Garibaldi (Pdl-Ncd) , che soltanto formalmente fa ancora parte del Pdl, avendo già dichiarato la sua adesione a Ncd, ha annunciato il suo voto favorevole alla legge «che vuole aiutare i lavoratori», sottolineando «che la maggioranza di fatto sembra abbia un po’ sfiduciato questo consiglio di amministrazione di Datasiel».
Edoardo Rixi (Lega nord Liguria-Padania) ha ribadito: «Non posso accettare il contenuto dell’intervento di Monteleone, non si comprende se la maggiorana abbia o meno fiducia nei vertici di Datasiel. Non mi pare questo un modo serio di gestire le aziende: la maggioranza ha idea di cosa accade all’interno di questa azienda? Se così non è, forse dovrebbe cambiare mestiere. Soltanto nel 2014 il centrosinistra si accorge che forse qualcosa non va all’interno di Datasiel, che ci sono inefficienze e disfunzioni anche informatiche. Non ce l’ho certo con i lavoratori, che anzi sono divenuti vittime di questo sistema.  Per la gestione di questa azienda si utilizzano soldi pubblici e in quest’aula non si può dire semplicemente che ora si tratta di un problema di management. I membri del Consiglio di amministrazione vengono nominati dalla Regione Liguria, dalla giunta e dal Consiglio.  Se ci sono errori, è dovere della politica intervenire, prima che diventino deleteri, anche per il sistema sanitario ligure, nel quale comunque Datasiel gioca un ruolo»,
Aldo Siri (liste civiche per Biasotti presidente) ha ribadito l’importanza della legge, per evitare pesanti ricadute sui lavoratori: «Dal collegato alla finanziaria mi auguro emergano aspetti diversi rispetto alla restituzione. Ad ogni buon conto è responsabilità di tutti fare in modo che la restituzione venga dilazionata in12 rate.  Evitiamo che sotto Natale i lavoratori di Datasiel debbano restituire l’intera somma». 
Marco Melgrati (Pdl-Forza Italia) ha detto: «Siamo in difficoltà a votare a favore di questa legge. Il gruppo che aderisce a Forza Italia non ha appositamente votato in commissione perché, come questa mattina, noi siamo in difficoltà a votare favorevolmente: questa legge va a sanare un grosso pasticcio fatto dai dirigenti di Datasiel nominati da una precisa parte politica di questo Consiglio». Melgrati ha quindi preannunciato l’intenzione sua e dei consiglieri che aderiscono a Forza Italia  di non partecipare al voto. 
Alessio Saso (Pdl-Ncd), in quanto aderente a Ncd, ha puntualizzato la sua posizione: «Sono a favore della legge che evita di far pagare in un colpo solo i lavoratori. – ha detto – Confido comunque nel fatto che la legge di stabilità eviti alla radice la restituzione da parte dei lavoratori».
L’assessore allo sviluppo economico, Renzo Guccinelli, ha precisato: «Con questo ddl si creano le condizioni affinché non ricada sulla busta paga di dicembre dei lavoratori la conseguenza di una serie di atti. – ha detto – Non si va quindi a sanare nulla. Per quanto riguarda l’attività di questa partecipata e del suo consiglio di amministrazione sarebbe opportuno trovare una sede per un approfondimento di merito sulle qualità messe in campo, sulla sua efficienza e sull’attività che svolge, con funzioni sul sistema regionale allargato. Questo disegno di legge è frutto di una valutazione complessiva della giunta e non soltanto mia».
Raffaella Della Bianca (Gruppo Misto-Riformisti italiani): «Finita questa emergenza occorre affrontare le problematiche di Datasiel. Con il mio voto di astensione auspico si avvii quanto detto da Guccinelli e si intraprenda il percorso da compiere da qui a fine legislatura».
 
Luigi Morgillo (Pdl): «Ci viene chiesto di toglier le castagne messe sul fuoco da altri. Qui vige la regola dello scarica barile. Gli amministratori di Datasiel sono stai nominati dalla maggioranza e quando hanno applicato l’aumento contrattuale se ne sono assunti la responsabilità e, all’epoca, i meriti, di fronte ai lavoratori. Questo ddl può essere impugnato dal governo. C’è  anche la possibilità che questi soldi non vengano comunque tolti ai lavoratori. Noi – ha concluso – non parteciperemo al voto».
Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) ha puntato l’indice sul consiglio di amministrazione di Datasiel e sui suoi membri: «Mi pare che neppure il membro  votato dalla minoranza si sia opposto con particolare forza all’applicazione, a suo tempo, dell’aumento contrattuale, causa della situazione attuale – ha detto – Con lo stipendio dei lavoratori, tuttavia, non si scherza». Bruzzone ha quindi criticato «certe scelte azzardate». 
Roberto Bagnasco (Pdl-Forza Italia) ha difeso la posizione assunta dal Pdl-Forza Italia: «Un partito autenticamente liberale».
Antonino Miceli (Pd) nel confermare il voto favorevole alla legge, ha detto: «Nel momento in cui l’elargizione è avvenuta, nel rispetto di un contratto nazionale di lavoro, e non si trattava di un’elargizione unilaterale o decisa autonomamente, ci si trovava in una fase antecedente a successivi pronunciamenti della Corte dei conti sulla “spending review” che hanno definito meglio che cosa fosse o non fosse possibile fare sulla base di quella norma dello Stato. Non credo affatto, quindi, che vi sia stato un abuso prima o una cattiva gestione, almeno non su questo punto. In merito ad altre questioni, si svilupperà un dibattito più generale. Penso che questa Amministrazione nel corso del tempo, per ciò che riguarda Datasiel, si sia fatta carico di risolvere alcune pendenze e ha provveduto a regolarizzare un certo numero, anche piuttosto significativo, di lavoratori precari».  Ha concluso: «Pensiamo che sia utile e opportuno consentire ai lavoratori che hanno ricevuto questi aumenti contrattuali che oggi vengono richiesti indietro, di rateizzare la restituzione. Chi non voterà questa legge si assumerà la responsabilità della restituzione in un’unica rata, che certamente rappresenterebbe un peso per molti lavoratori».
Armando Capurro (Noi con Claudio Burlando) ha precisato: «E’ tutto legale, non c’è nulla di strano. Il bilancio è ineccepibile. Ci sono regole e provvedimenti contabili. Si tratta di uno storno che le aziende peraltro applicano quando commettono errori che qui, invece, non ci sono stati. La legge, inoltre,  non vieta il rateizzo: anche Equitalia rateizza»
Nicolò Scialfa (Diritti e Libertà) ha difeso il provvedimento ed ha annunciato il voto favorevole del suo gruppo.
Maurizio Torterolo (Lega Nord Liguria-Padania) si è schierato a favore del provvedimento, spiegando che nel suo gruppo non c’è frattura politica: «Stiamo parlando di un provvedimento di natura amministrativa – ha detto – Si discute di un rateizzo di 12 mesi, non c’è niente di politico»
Maruska Piredda (Idv) ha ribadito che votare il provvedimento rappresenta un atto di coerenza: «Si tratta di un atto di responsabilità nei confronti dei lavoratori che stanno pagando scelte gestionali non dipendenti dalla loro volontà» e ha precisato che  «Idv non ha nessuno nel consiglio di amministrazione di Datasiel».
 
Fondazione Orchestra sinfonica di Sanremo
Marco Scajola (Pdl) con un’interrogazione sottoscritta anche da Roberta Gasco (Pdl) ha affrontato la questione della Fondazione Orchestra sinfonica di Sanremo. In particolare Scajola ha ricordato che nei mesi di agosto i dipendenti della Fondazione non hanno ricevuto in busta quanto a loro dovuto, a causa del  ritardo di pagamento del contributo della Regione Liguria, «Questo contributo, che dovrebbe aggirarsi intorno ai 200 mila euro divisi in due tranche, una relativa al 2012 ed una al 2013, è stato più volte sollecitato – ha spiegato – , ma fino ad oggi  non sarebbe stato ancora erogato». Il consigliere ha sottolineato che negli ultimi mesi si è molto discusso  all’interno del Consiglio regionale sull’importanza che ricopre l’Orchestra sinfonica di Sanremo  per la città dei fiori e per tutta la Liguria: tra gli impegni presi c’era anche quello che questa importante realtà avesse un riconoscimento regionale per essere maggiormente coinvolta in iniziative in Liguria e nel  resto d’Italia. Scajola, quindi, ha chiesto a che punto sia la pratica, ha sollecitato garanzie sul fatto che la Fondazione riceva a breve il sostegno economico della Regione ed il riconoscimento promesso e a quanto ammonti la cifra che la Regione intende erogare alla Fondazione.
Per la giunta ha risposto l’assessore allo spettacolo Angelo  Berlangeri «Insieme al Teatro dell’Opera Giocosa di Savona e alla Fondazione Luzzatti Teatro della Tosse di Genova, l’Orchestra sinfonica di Sanremo viene sovvenzionata con una contribuzione in conto spese ma anche in conto gestione, attraverso un bando e sulla base del risultato del bando si ripartiscono le risorse». Berlangieri ha spiegato che l’intero capitolo aveva nel 2009 un  budget di 330 mila euro ma che nel 2013 si è scesi fino a 200 mila euro e nell’anno in corso L’Orchestra sinfonica di Sanremo nel 2013 si è aggiudicata 50 mila euro poi saliti a 64 mila euro mentre 50  mila euro sono andati al polo savonese e 96 mila al Teatro della Tosse.  «Questo è il massimo che si può fare – ha spiegato l’assessore – E’ stato fatto un accordo fra Opera Giocosa e Orchestra di Sanremo in modo che si crei una sinergia fra le istituzioni». Berlangieri ha concluso sottolineando che l’Orchestra di Sanremo è l’unica ad avere avuto un incremento mentre le altre hanno ricevuto finanziamenti ridotti anche  ad un terzo di quello che veniva loro attribuito.                                   
Scajola ha accolto favorevolmente il fatto ma ha concluso: «Devo però sottolineare che in passato gli altri poli avevano preso, probabilmente per motivi politici, molti più fondi dell’Orchestra sinfonica e  dà un po’ fastidio che si siano fatti figli e figliastri».
 
Situazione delle piscine genovesi e liguri
Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente) ha presentato un’interrogazione in cui ha  chiesto alla giunta  quali iniziative la Regione abbia adottato per sostenere il movimento della pallanuoto ligure e per gli sport natatori in generale nonché quali risorse siano destinate a tali scopi; quali siano le ipotesi di stanziamento di fondi per l’efficientamento energetico volto alla riduzione delle spese dei consumi energetici e di funzionamento delle piscine liguri; come la Regione intenda affrontare e risolvere la suddetta situazione della “Mameli 1904 A.S.D.” e quali siano le condizioni gestionali in cui operano le restanti 12 piscine genovesi ed in particolare la piscina “N. Sapio” di Multedo e la “Mario Massa” di Nervi.
Pellerano ha ricordato che “Sporting Genova”, società costituita nel 2006 dal Comune di Genova sotto la Giunta Pericu con lo scopo di rilanciare gli impianti cittadini di atletica, rugby, calcio e nuoto, è attualmente in liquidazione dopo aver accumulato, in 7 anni, 16 milioni di debiti, e ha rilevato che la pallanuoto rappresenta una punta di eccellenza della regione nel panorama sportivo nazionale ed internazionale, che Genova ogni anno è sede di un meeting di livello internazionale quale il “Nico Sapio” e che la Liguria è stata più volte sede dei campionati italiani di categoria ed assoluti. «La pallanuoto e gli altri sport natatori richiedono – ha aggiunto  – investimenti commisurati al prestigio, alla tradizione ed ai risultati che questi portano alla nostra regione anche in termini di visibilità. Purtroppo  il Presidente della società sportiva “Mameli 1904 A.S.D.” – Edoardo Cola – ha recentemente comunicato la decisione di riconsegnare, il 30 settembre 2013, le chiavi della struttura al Comune di Genova decretando, così, nella sostanza, la chiusura della piscina di Voltri. Tale decisione, in verità,  era già stata annunciata un anno fa e si era ipotizzato il 3 agosto 2013 come data di riconsegna delle chiavi, ma il termine era slittato perché Comune di Genova e Regione Liguria si erano detti interessati a farsi parti attive nel trovare una soluzione percorribile per la società “Mameli”». Attualmente delle 13 piscine comunali presenti nel territorio genovese almeno tre versano in condizioni critiche: la “N. Sapio” di Multedo, la “Mameli” di Voltri e la “Mario Massa” di Nervi. Proprio  la società “Mameli” di Voltri è in attività dal 1904 ed è una delle società più dinamiche a livello sportivo e ha, negli anni, sfornato numerosi campioni a livello nazionale. La Regione Liguria a settembre 2013 aveva annunciato il superamento della fase critica per la gestione della piscina di Voltri, mediante intesa con “Utri Ma”, per la gestione della parte di spiaggia antistante la piscina, e attraverso un piano economico tale da rendere possibile un dialogo con i creditori. «Tuttavia, nonostante quanto annunciato dalla Regione Liguria, a metà settembre 2013 il Presidente della “Mameli 1904 A.S.D.” evidenziava – ha concluso Pellerano  –  le problematiche  che portavano l’impianto alla chiusura: la mancata ristipulazione della convenzione; lo stato di precarietà indotto dalle strategie comunali; la mancanza di adeguata strategia politico-amministrativa; lo stato debitorio della “Mameli”; la mancanza di spazi acqua alternativi; la revoca di concessione d’udasbili impnatistica sportiva so spiaggia».
Per la giunta ha risposto l’assessore allo sport Matteo Rossi «La legislazione regionale dello sport si è posta l’obbiettivo di salvaguardare l’identità culturale delle tradizioni popolari riconoscendo e valorizzando le discipline di tradizione ligure fra cui è compresa la pallanuoto». Rossi ha ricordato, a questo proposito, la legge regionale 40 del 2009 e il Programma di promozione sportiva 2013-15 che prevedono una valorizzazione degli impianti e delle manifestazioni legate a tali discipline. «Inoltre la delibera di giunta del 31 ottobre 2013 ha dato una priorità  specifica di intervento nella concessione dei contributi per l’anno 2014 proprio alle manifestazioni che riguardano il nuoto, il ciclismo e le attività degli atleti diversamente abili. Le risorse corrispondono agli stanziamenti del bilancio regionale che per il 2013 ammontano a 150 mila euro e a 300 mila euro per l’organizzazione delle manifestazioni sportive». Per quel che riguarda l’efficientamento energetico con una delibera del marzo scorso sono stati stanziati 551 mila euro per gli impianti sportivi. Rossi ha poi invitato «a superare la visione campanilistica che i territori spesso manifestano». Per quanto riguarda la piscina di Voltri l’assessore ha ricordato che la competenza è del Comune di Genova mentre la Regione ha una competenza solo di tipo regolamentare: «Come Regione – ha aggiunto  – abbiamo fatto un bando che può dare respiro alle casse della Società Mameli, ma bisogna pensare a come finanziare un impianto molto vecchio e che richiede forti investimenti perché occorre superare la logica del passato quando venivano dati contributi senza chiedere investimenti nell’impianto». E ha comunicato la nascita di un tavolo tecnico con enti istituzioni, autorità portuale Consorzio Utri Mare e la dirigenza della Mameli per concordare gli interventi strutturali necessari e trovare soluzioni per mantenere il presidio sportivo sul territorio.
Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente) ha replicato: «Occorre cambiare la logica e non sostenere soltanto le società sportive ma guardare agli e  investimenti e alla qualità degli impianti».
 
Parcheggio a pagamento dell’ospedale di Imperia.
Alessandro Benzi (Sel con Vendola) ha presentato un’interrogazione sull’appalto del parcheggio interno dell’ospedale di Imperia a una ditta esterna. «La situazione preesistente – ha spiegato Benzi – vedeva 221 posti macchina e 40 stalli per moto e  l’accesso al parcheggio era sempre stato gratuito, sia per i dipendenti che per i familiari dei pazienti. La stima dei ricavi del parcheggio si aggirerebbe sui 400 mila euro l’anno di cui solo un’irrisoria percentuale andrebbe all’Asl1». Il consigliere  ha ricordato che i lavori sono comunque iniziati nel corso dell’estate, nonostante gli appelli delle confederazioni sindacali e di associazioni di cittadini perché la delibera venisse revocata e la richiesta di sospensiva inoltrata al Prefetto. Benzi ha chiesto alla giunta «se non ritenga opportuno procedere all’ascolto delle confederazioni sindacali in merito alle criticità dell’opera deliberata e se non intenda, appurati eventuali danni a lavoratori ed utenti, verificare la possibilità di arrivare alla sospensione dei lavori ancora agli inizi, in attesa di una verifica dell’effettiva utilità dell’opera; se la giunta non ritenga, infine, verificare con la direzione dell’Asl1 l’eventualità di poter recedere dal contratto di appalto ai sensi dell’articolo 30 “Risoluzione del contratto” del capitolato d’appalto e, nel caso i lavori fossero, comunque, portati a termine, non intenda adoperarsi nei confronti della direzione dell’Asl1 per arrivare ad una revisione del capitolato con tariffe gratuite per quelle categorie di lavoratori con turni prolungati ed ai veicoli condotti da portatori di handicap, invalidi civili e loro familiari».
Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo: «Siamo in presenza di una gara che risale al dicembre 2010. Scopo della gara era verificare gli accessi e regolamentare la viabilità interna come già fatto in altri presidi ospedalieri . Sono in corso  lavori di adeguamento: è stata completata la struttura sopraelevata per 26 nuovi posti auto e una nuova area per la sosta di 50 moto. I lavori saranno conclusi entro questo anno. Alla fine sono previsti 222 posti, contro i 198 attuali; 25 posti gratuiti sono destinati alle ambulanze, ai disabili, ai pazienti sottoposti a dialisi e al carico e scarico merci. Altri 43 posti gratuiti sono riservati ai dipendenti. I restanti 179 posti auto – ha aggiunto  – sono a pagamento con fasce orarie per i vari turni, di notte sono tutti gratuiti. In seguito ad alcuni incontri con le organizzazioni sindacali è stato trovato un accordo, oltre ai 43 gratuiti, per altri 54 posti auto ai dipendenti con tariffa agevolata di 2,5 € per turno di servizio. Riviera Trasporti, inoltre, si è impegnata a attivare un bus-navetta interno e il Comune si è impegnato a valutare l’utilizzo per i dipendenti di un’ulteriore zona parcheggio molto vicina all’ospedale. Comunque – ha concluso Montaldo  – queste esperienze di gestione dei parcheggi negli ospedali consente di evitare situazioni di disordine e consente anche ai parenti dei pazienti un accesso più ordinato e in maggiore sicurezza».
Alessandro Benzi ha concluso: «Sono soddisfatto per le intese che sono maturate e che vengono a mitigare un clima di profondo disagio economico dei lavoratori».  
 
Autorizzazione per cure fuori Regione e dato negativo della mobilità passiva in Liguria.
Marco Melgrati (Pdl) ha presentato un’interrogazione per conoscere «a quanto ammontino i risparmi dalle fughe in altre regioni, quanto gli stessi incidano sul bilancio della Sanità e i costi degli esami fuori Regione; a quanto ammontino i risparmi che avrebbero prodotto le soppressioni dei reparti di Ortopedia, Chirurgia dell’ospedale di Albenga e i pesanti ridimensionamenti, con la soppressione delle degenze di otorino-laringoiatra e oculistica, del pronto soccorso trasformato in punto di primo intervento dell’ospedale di Albenga».
Melgrati ha evidenziato che la facoltà di farsi curare dove si vuole è un diritto insopprimibile previsto dagli articoli 13, 22 e 117 della Costituzione quindi «l’introduzione della richiesta per l’autorizzazione preventiva per andare a farsi curare fuori regione viola, il diritto alla salute per il cittadino ed in Campania il Tar ha già bocciato questa prassi. Mi è stato segnalato – ha aggiunto – l’ennesimo caso di una persona che a metà di giugno ha avuto la necessità di eseguire una risonanza magnetica e, rivoltasi all’ospedale di Albenga, ha ottenuto l’appuntamento a fine settembre mentre a Fossano (CN) lo stesso esame è stato fissato dopo tre giorni e che, per un intervento di necrosi-coccigea, il paziente dopo un anno che attendeva risposta, ha deciso di farsi operare a Pavia». Secondo il consigliere basterebbe migliorare il servizio esistente e potenziare il personale addetto, per impedire il formarsi di liste di attesa che inducono i pazienti a effettuare esami e farsi operare fuori regione, «Prendiamo esempio dal Veneto – ha detto – dove gli ospedali sono aperti anche la sera». 
Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo «Il tema delle fughe è delicato e complesso. In Liguria continuiamo ad avere un saldo negativo nella mobilità sanitaria. Tuttavia è calata per un milione di euro la mobilità verso le altre regioni. Questo risultato lo si è ottenuto nell’attività ospedaliera ed è un primo segnale anche del lavoro messo in atto, fra l’altro, nel centro specialistico di ortopedia di Albenga, che ha realizzato un volume di attività di 8 milioni di euro nel 2012. L’abbattimento dei livelli di mobilità passiva è significativo del fatto che i tempi di attesa stanno calando in tutta l’area savonese e imperiese. Molto c’è ancora da fare: in campi come la diagnostica nelle aree spezzina, savonese e imperiese è ancora vistosa la migrazione verso le regioni vicine. In entrambi i casi, sia in Piemonte che in Toscana, le prestazioni hanno tempistiche molto più rapide rispetto alle nostre. Addirittura, ormai, assistiamo a una campagna di accaparramento dei pazienti da parte di altre regioni: occorre una politica di moralizzazione in questo campo. L’altro problema è che spesso i nostri medici quando prescrivono visite e analisi non segnalano se sono urgenti, differibili o programmabili. Nel trattamento delle urgenze, infine, siamo competitivi mentre dobbiamo recuperare parecchio nei tempi previsti per le visite programmabili anche se comunque i nostri tempi rientrano nella norma di legge». Riguardo all’ipotesi di aprire i servizi anche di notte, Montaldo ha replicato: «E’ facile dire: assumiamo e teniamo aperto di notte, poi bisogna fare i conti con le risorse economiche e umane disponibili. A Sanremo e Imperia abbiamo autorizzato l’assunzione di cardiologi e tecnici di radiologia che erano indispensabili, in molti altri casi dobbiamo utilizzare meglio le strutture delle Asl vicine. Spero che nel 2014 riusciremo a rompere la logica dei fortini e molte rigidità nelle gestioni aziendali».
Marco Melgrati si è dichiarato insoddisfatto della risposta: «Ha del miracoloso che l’assessore mi dia ragione sulle fughe, ma non sono soddisfatto ugualmente della risposta: se i tempi dei nostri servizi rientrano nelle norme vuol dire che le norme sono da cambiare. E’ paradossale: la vostra amministrazione sta avvantaggiando il servizio privato a scapito di quello pubblico».
 
Una legge regionale per il Teatro dell’Archivolto
E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno, primo firmatario  Gino Garibaldi (Pdl) e sottoscritto dai gruppi di maggioranza e minoranza,che “impegna la giunta ad attivarsi in tempi brevissimi per trovare una soluzione concreta, di concerto con le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali del settore, per dare un forte sostegno e soprattutto riuscire a trovare i fondi necessari per scongiurare la chiusura del Teatro dell’Archivolto e mantenere i livelli occupazionali attuali; a favorire un incontro con il Ministro della Cultura per sostenere il teatro anche attraverso eventuali fondi europei o ministeriali; a incoraggiare, in collaborazione con le altre istituzioni locali interessate, una azione di raccolta fondi fra i privati per trovare potenziali sponsor; a stabilire, possibilmente con legge regionale, anche per il Teatro dell’Archivolto il riconoscimento dello scopo sociale e culturale del lavoro svolto con la loro attività, affinché già nel prossimo bilancio 2014 venga previsto un contributo permanente”.
 
Fondi per i corsi di specializzazione dei giovani medici
E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno, primi firmatari Valter Ferrando (Pd) e Matteo Rosso (Pdl) e sottoscritto dai gruppi di maggioranza e minoranza, che impegna la giunta a sollecitare il Governo a provvedere con urgenza al reperimento ed allo stanziamento delle risorse necessarie per incrementare il capitolo di spesa relativo ai contratti di formazione medica specialistica: il finanziamento permetterà di bandire  6 mila nuovi contratti di formazione specialistica per l’anno accademico 2013/2014 e, parallelamente all’aumento del numero dei laureati in medicina e chirurgia, un numero crescente di contratti per gli anni accademici successivi. Nel documento si spiega che parte di queste risorse possono essere reperite destinando alla formazione medica specialistica i fondi stanziati a favore dei policlinici universitari non statali.
 
Sostenere  il Teatro dell’Archivolto
E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno, primo firmatario  Maruska Piredda (Italia dei valori) e sottoscritto dai gruppi di maggioranza e minoranza, che impegna la giunta a “intraprendere le azioni meglio viste, anche mediante disposizioni nella previsione di bilancio 2014, per supportare l’attiivtà del teatro dell’’Archivolto”. Nel documento si ricorda la grave situazione economica del teatro genovese e il conseguente rischio di chiusura che coinvolgerebbe i 22 dipendenti e i collaboratori artistici e si sottolinea che ogni anno oltre 60 mila persone assistono agli spettacoli rappresentati all’Archivolto.
 
Fondi regionali nel 2014 al Teatro dell’Archivolto
E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno, primo firmatario  Alessandro Benzi (Sel con Vendola) e sottoscritto dai gruppi di maggioranza e minoranza, che impegna la giunta a “predisporre un emendamento al bilancio regionale 2014 per un finanziamento specifico al fine di consentire al teatro dell’Archivolto di continuare ad esistere e a svolgere la sua attività; a programmare un incontro  con il Ministro della Cultura per sostenere il Teatro anche attraverso eventuali finanziamenti europei o ministeriali; a promuovere un’azione di fund raising fra i privati per raccogliere possibili sponsor”.
 
Tutelare il vero made in Italy
E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno, primo firmatario  Sergio Scibilia (Pd) e sottoscritto dai gruppi di maggioranza e minoranza, che impegna la giunta a “prendere in concreta considerazione la discussione e la condivisione dell’azione che Coldiretti sta portando avanti per la tutela del vero made in Italy agroalimentare, con particolare riguardo al settore delle olive e dell’olio, del latte e delle carni suine; ad assumere tutte le iniziative che l’amministrazione considererà utili (…) e impegnarsi a intraprendere iniziative per sollecitare il ministero competente per l’applicazione dell’origine di tutti i prodotti lattiero caseari, per tutte le produzioni casearie; a sollecitare i ministeri competenti alla piena attuazione del decreto legge n. 1 del 24 gennaio 2011 soprattutto laddove i prezzi pagati agli allevatori risultino palesemente al di  sotto del costo di produzione medio dei prodotti oggetto delle relazioni commerciali e delle cessioni da parte di imprenditori agricoli; a sollecitare sempre presso i ministeri competenti il rispetto del termine del 13 dicembre 2013 per attuare l’obbligo di indicazione del paese di origine o del luogo di provenienza con riferimento alle carni suine”.
 
Albergatori: prorogare l’adeguamento alle norme anti incendio
E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno, primo firmatario  Sergio Scibilia (Pd) e sottoscritto dai gruppi di maggioranza e minoranza, sull’adeguamento imposto agli albergatori dal decreto del Ministero dell’Interno del 16 marzo 2012, relativamente alle nuove norme antincendio: l’adeguamento  deve essere completato entro fine anno. Poiché questa operazione ha tempi ristretti e costi elevati, il documento impegna la giunta a “intervenire presso il Governo affinché rimoduli i tempi e le modalità di applicazione delle disposizioni contenute nel decreto del Ministero dell’Interno del 16 marzo 2012, concedendo un’ulteriore proroga”
 
Incontro con i lavoratori della Bombardier
Al termine della seduta del Consiglio, i capigruppo , il presidente della giunta Claudio Burlando e alcuni assessori hanno incontrato i lavoratori e i rappresentanti sindacali dello stabilimento Bombardier di Vado Ligure.
I lavoratori oggi erano in sciopero per difendere occupazione e carico di lavoro per l’azienda di Vado Ligure .
«Occorre un’azione coordinata a livello nazionale – ha detto il presidente Burlando – rispondendo all’appello dei lavoratori – non tanto nei confronti dell’azienda di Vado Ligure ma nei confronti del gruppo internazionale nel suo complesso. Di questo ci faremo promotori già nei prossimi giorni a livello nazionale». E Renzo Guccinelli, assessore allo Sviluppo economico ha spiegato che un primo incontro ci sarà giovedì prossimo. «Nella riunione – ha spiegato Burlando – diremo che l’azienda non può affidarsi sempre allo stesso prodotto e ne deve certificare di nuovi e più moderni. Nel piatto dobbiamo mettere la nostra volontà di investire nel trasporto pubblico. Non siamo la Lombardia e non abbiamo la sua disponibilità economica, ma grazie alla legge sui trasporti dove prevediamo un unico bacino regionale per il trasporto ferro – gomma integrato possiamo investire in materiale rotabile utilizzando anche fondi europei. E’ solo attuando quel disegno d’integrazione regionale del trasporto locale che possiamo fare passi avanti, altrimenti si va a bagno tutti, aziende di trasporto e produttori di mezzi. Chiederemo ai ministeri dello Sviluppo economico e del Lavoro, per la parte relativa agli ammortizzatori sociali, di convocarci al più presto e nella prima seduta di Consiglio approveremo un ordine del giorno che spero possa essere unitario. E’ evidente che c’è un problema di gestione dello stabilimento di Vado, ma il vero nodo sono le intenzioni del gruppo a livello internazionale».
Durante la riunione, coordinata dal presidente del Consiglio regionale Michele Boffa, i rappresentanti di tutte le sigle sindacali hanno espresso la loro grande preoccupazione per le sorti dello stabilimento che occupa direttamente 650 lavoratori, ma ne coinvolge complessivamente più di mille, considerando l’indotto. I lavoratori vogliono ottenere da parte dell’azienda l’investimento per l’omologazione e l’adeguamento dello stabilimento per la produzione del Polis (treno regionale a potenza distribuita) e della TYRAXX.DC3 (locomotore elettrico-diesel) e la garanzia che non si procederà con i licenziamenti almeno fino al completamento della commessa di Trenitalia per le ventinove locomotive a corto e medio raggio E464 già commissionate.
Alla Regione Liguria i lavoratori hanno chiesto l’impegno per avviare un tavolo di confronto presso il ministero dello Sviluppo economico per affrontare la crisi, evitare i licenziamenti e il fallimento delle aziende dell’indotto. I sindacalisti hanno ricordato che l’azienda ha prodotto 573 treni e ottenuto finanziamenti per tre miliardi di mezzo di euro: 1,5 per l’alta velocità, 1,1 per i treni regionali, 527 milioni per l’adeguamento delle ferrovie della Lombardia. «Ma il gruppo fa lavorare tutti gli stabilimenti d’Europa mentre noi di Vado siamo in cassa integrazione. I quattrini li hanno presi, ma li hanno portati all’estero. Negli incontri con la dirigenza a livello aziendale è stato evidente che manca un piano industriale e che il carico di lavoro sta diminuendo vertiginosamente: abbiamo commesse per 20 mila ore, ce ne servirebbero per 220-240 mila».
Alla discussione hanno partecipato gli assessori allo Sviluppo economico Renzo Guccinelli, ai trasporti Giovanni Enrico Vesco, alle infrastrutture Raffaella Paita, all’urbanistica Gabriele Cascino.
Sono intervenuti anche numerosi consiglieri fra i quali: Antonino Miceli (Partito Democratico), Marco Melgrati (Pdl-Fi), Alessio Saso (Pdl-Nuovo centrodestra), Francesco Bruzzone e Maurizio Torterolo (Lega Nord Liguria-Padania), Maruska Piredda (Idv), Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente), Marylin Fusco (Diritti e Libertà).

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