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Laghezza: «Le autorità competenti si mobilitino a sostegno dei nostri concittadini bloccati in Congo»

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LA SPEZIA – «Da un circa un mese una famiglia di nostri concittadini si trova bloccata in Congo assieme ad altre 25 coppie, provenienti da varie parti d’Italia, che si sono recate nello stato africano per poter abbracciare finalmente i loro figli adottivi.

Ad inizio novembre, dopo la risoluzione di alcuni problemi burocratici che ne avevano bloccata la partenza, queste coppie sono riuscite a raggiungere Kinshasa e i bambini che a tutti gli effetti, sia per il governo italiano che per quello congolese, sono i loro figli: i bambini portano già i loro cognomi.

Purtroppo al momento del rientro a casa le famiglie sono state informate che non sarebbe stato possibile  intraprendere il viaggio perché le Autorità locali rifiutavano l’apposizione del visto sui documenti dei bambini.  Sostengono infatti che tutto questo sia fatto nell’interesse dei minori per i quali si teme che, una volta arrivati in Italia, possano essere nuovamente dati in adozione ad altre famiglie, cosa assolutamente impossibile per lo stato Italiano. Da quel momento sono trascorse parecchie settimane senza che la situazione sia mutata, anzi è stato consigliato loro di tornare in patria lasciando i loro figli in Congo: chi di noi lo farebbe?

Dopo quasi un mese di permanenza la famiglia spezzina e tutte le altre, oltre a rischiare la vita a causa della guerra e dei ribelli, si trova in difficoltà sia da un punto di vista economico sia da un punto di vista medico: i vaccini ed i medicinali che avevano portato con loro stanno ormai terminando esponendoli così di fatto al rischio di contrarre malattie che, per le note condizioni del territorio, è elevatissimo.

Sembra impossibile che il sogno di queste famiglie possa essere distrutto da cavilli burocratici pretestuosi e tutti coloro che sono coinvolti in questa vicenda si augurano solo di poter tornare a casa con i loro i figli.

Chiedo quindi alle Autorità competenti di mobilitarsi a sostegno di questi nostri connazionali ed intervenire presso le Autorità congolesi affinchè quest’odissea abbia fine ed i nostri connazionali possano fare ritorno in Italia con i loro figli adottivi.»

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