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Teatro Modena, Piredda (IdV): “La Regione difenda un presidio di cultura e socialità anti-degrado a Sampierdarena”

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GENOVA – «Da tempo il Teatro dell’Archivolto si trova in una situazione di profonda difficoltà finanziaria che rischia di determinarne la chiusura. Se questa si verificasse, il danno conseguente sarebbe gravissimo per tutto il quartiere di Sampierdarena in termini economici, di depauperamento culturale e di ancora maggiore esposizione al degrado sociale». Così Maruska Piredda, capogruppo di Italia dei Valori in Regione, che ha presentato un ordine del giorno, approvato all’unanimità in consiglio, per impegnare il presidente e la giunta “a intraprendere le azioni meglio viste, anche mediante disposizione di bilancio 2014, per supportare l’attività del Teatro dell’Archivolto”.

«Genova tutta e Sampierdarena in particolare non possono perdere un presidio culturale e sociale di fondamentale importanza come quello rappresentato da un teatro stabile privato riconosciuto di rilevanza nazionale. La chiusura del Modena costituirebbe, non solo, una grave perdita dal punto di vista culturale, ma anche una grave danno per un territorio a forte disagio e con problemi quotidiani di sicurezza e microcriminalità. Vorrei sottolineare che l’Archivolto, nella sua sede del Gustavo Modena e della sala Mercato, porta a Sampierdarena oltre 60.000 persone all’anno provenienti dalla città, da tutta la Liguria e dalle regioni limitrofe, ospitando nomi importanti e prestigiosi del panorama nazionale e internazionale in campo artistico, letterario e culturale.
Inoltre, al destino del teatro è legato il futuro di ventidue dipendenti, oltre che di vari collaboratori artistici, che stanno dando il personale contributo, in termini di riduzione di compensi, in questo periodo di profonda difficoltà finanziaria del teatro.
Ricordo, infine, che il Comune di Genova ha approvato il 18 giugno 2013 un ordine del giorno con cui ha impegnato la giunta a programmare, insieme al presidente della Regione, un’azione forte di supporto e ricerca fondi, anche attraverso la formula di fund raising tra privati e possibili sponsor, oltreché a sollecitare il ministro Massimo Bray in un incontro ad hoc per reperire eventuali finanziamenti Ue o statali.
Siamo ben consci delle difficoltà di cassa che Regione e Comune si trovano a dover fronteggiare oggi. Tuttavia, non possiamo perdere di vista il ruolo fondamentale che eccellenze della cultura come il Teatro Modena svolgono a trecentosessanta gradi nel contesto sociale in cui sono calate.
Attorno all’Archivolto ruota la vitalità di un intero quartiere che con orgoglio non ha esitato, in più occasioni, anche a scendere in piazza per manifestare e difendere il proprio diritto alla cultura».

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