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Università. Pagano: «Imboccata la strada giusta»

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Giorgio Pagano, Presidente dell’Associazione Culturale Mediterraneo

LA SPEZIA – Sull’Università la città ha imboccato, dopo qualche difficoltà, la strada giusta. Su tutti i punti di criticità venuti alla luce nei mesi scorsi, sono stati fatti passi in avanti consistenti. L’Università di Genova, che aveva deciso di unificare nel capoluogo regionale i corsi di Ingegneria navale (che si tengono a Genova) e di Ingegneria nautica (che si tengono a Spezia), ha fatto macchina indietro, perché ha capito che se Spezia cresce crescono anche Genova e la Liguria. E’ vero che Ingegneria navale rimane a Genova; ma intanto Ingegneria nautica si consolida a Spezia, e la nostra città diventerà sede della formazione magistrale degli ufficiali del Genio Navale della Marina: l’Ingegneria navale della Marina, quindi, oggi dispersa in varie sedi, si concentrerà a Spezia. E’ una svolta, che può prepararne altre nel futuro.

L’altro grande passo avanti l’ha fatto la classe dirigente locale, finalmente consapevole dell’importanza decisiva dell’Università e unita  nei suoi propositi, sotto la guida del Comune e il pressing degli studenti. E grazie al supporto di un ex ammiraglio -Dino Nascetti, guida tenace e creativa di Promostudi, la società che gestisce l’Università- e di un ammiraglio in attività, il Comandante in Capo del Dipartimento Marittimo Alto Tirreno Andrea Toscano, che ha capito che era necessario concedere spazi e strutture alla città in cambio di un luogo formativo utile anche alla Marina. Ecco allora che la Fondazione Cassa di Risparmio ha aumentato la sua quota in Promostudi, che nella società è entrata l’Autorità Portuale, che il Distretto ligure delle Tecnologie Marine ha contribuito alle spese per le docenze. Un impegno corale, all’altezza del momento.

C’è stata, inoltre, la svolta sulla nuova sede. Proposi, da sindaco, la caserma Duca degli Abruzzi, e sono convinto che fosse la scelta migliore. Ma riconosco che l’Ospedale Militare è un’ottima soluzione. La legge consente al Comune di diventarne proprietario, a differenza della caserma; e i costi di ristrutturazione sono minori. L’occasione andava quindi colta: avremo una sede immersa nel verde, tre volte più grande dell’attuale, con spazi anche per la costruzione di alloggi per gli studenti, vicina al Montagna, e con accanto i laboratori di ricerca della Marina in Arsenale, raggiungibili in pochi minuti attraversando viale Fieschi. L’interscambio tra didattica e ricerca è garantito anche dal fatto che qui potranno essere trasferiti i laboratori tecnologici dell’ex Mariperman, oggi a San Bartolomeo: un contesto unico e irripetibile in qualsiasi altro territorio italiano. Avremo quindi un vero e proprio campus, vicinissimo al centro città e al quartiere umbertino, occasione perciò anche di rinnovamento urbano.

Infine c’è stata la “benedizione” del Ministro dell’Università e Ricerca Maria Chiara Carrozza, in visita alla Spezia nei giorni scorsi (piccolo merito dell’Associazione Culturale Mediterraneo). Insomma: l’Università del mare è sempre più vicina. Ora va aperta la riflessione su come riusare l’attuale sede. Dovrebbe rimanere un luogo per i giovani: o una struttura formativa, p. es. la sede del Conservatorio e di altre attività per la musica; oppure una sede per coloro che si associano nei coworking, puntano sull’autoimpresa, creano comunità di mutuo aiuto e di scambio reciproco. Cominciamo a discuterne.

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