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L’associazione Libera e la destinazione dei beni confiscati spezzini

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LA SPEZIA – All’esito di un lungo procedimento in seno all’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata, è finalmente arrivata la firma del direttore Caruso sui decreti che trasferiscono ai comuni della Spezia e di Sarzana ben tre immobili confiscati alla criminalità, ora finalmente pronti per essere avviati sul cammino del riutilizzo sociale.
Il coordinamento di Libera La Spezia apprende questa notizia con grande favore, e ringrazia tutti gli attori istituzionali che hanno permesso di arrivare a questo risultato – tra gli altri, la stessa Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati e la Prefettura della Spezia, cui va la stima di Libera per l’ottimo lavoro svolto.

«Mai come oggi è importante ricordare che i beni confiscati sono il segno più tangibile della presenza e della forza delle mafie anche nei nostri territori – afferma Marco Antonelli, referente provinciale di Libera – ci auguriamo che la firma di questi decreti porti presto all’effettiva assegnazione di questi immobili. Libera – che per scelta non si fa mai carico della gestione diretta dei beni confiscati, ma incoraggia progettualità locali – mette il proprio bagaglio di esperienze a disposizione degli enti locali, per gestire la fase dell’assegnazione dei beni con la maggiore efficienza e partecipazione possibile, per arrivare quanto prima al vero riutilizzo delle strutture, buoni segni di legalità. Da mesi Libera La Spezia si adopera per favorire la nascita di progetti sociali di riutilizzo – prosegue Antonelli – e oggi numerose realtà presentano proposte interessanti e complete, che Libera ha già provveduto a segnalare, in particolare, per i due beni sarzanesi, il progetto “Ghigliolo Terre Libere” e il “Progetto Bene Confiscato”».

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