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Confartigianato diploma undici panificatori

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Menchelli: “Il consumo di pane cala ma al tempo stesso c'è una riscoperta del pane artigianale”

LA SPEZIA – Terminato con successo per 11 giovani allievi il corso di panificazione di Confartigianato. Ieri nel corso di una dimostrazione pratica che ha visto LA preparazione di pane, focacce con olive, salsiccia, pizze, pane integrale, ecc. sono stati consegnati i diplomi da parte del presidente di Confartigianato Alfredo Toti.

«Il consumo di pane – spiega il direttore di Confartigianato Giuseppe Menchelli – cala del 5,5% risentendo della crisi economica, ma al tempo stesso c'è una riscoperta dei pani artigianale e dei pani tradizionali tipici di alcune zone del Paese. Insomma l'italiano preferisce comprare meno pane ma mangiare quello buono artigianale. In Italia contiamo ventitremila panificatori, un esercito di operosi e invisibili lavoratori che lavorano di notte per sfornare al mattino pagnotte e filoni che profumano, tutta un'altra cosa rispetto al prodotto industriale». Il corso di panificazione si è articolato in un mese di lezioni intensive teoriche e lezioni pratiche tenute da tecnologi della panificazione e panettieri professionisti, vertendo su materie prime, valori nutrizionali, tecniche di impasto, lievitazione, cottura e metodi di preparazione dei prodotti da forno. Docenti del corso gli esperti Marco Chiappini e Mario Vangeli.

«Il corso – conclude Marco Chiappini, vice presidente del settore alimentazione Confartigianato e coordinatore del corso di panificazione – deve innanzitutto far capire ad un giovane allievo se la panificazione sarà oppure no il suo mestiere del futuro, deve far innamorare rispetto ad una professione tosta. Panificare artigianalmente significa produrre pane per lo più con farine che provengono dal territorio e non conoscono additivi per migliorarlo, necessari invece per reggere i processi di surgelazione e di confezionamento. Un'altra cosa che distingue il pane industriale da quello tipico è il tipo di lavorazione e il lievito. Infatti spesso viene impiegato il lievito madre, che può essere un pezzetto di pasta della precedente lavorazione oppure un impasto a base di farina, acqua e zuccheri che, mescolati tra di loro, fermentano spontaneamente, producendo anidride carbonica, da cui la lievitazione naturale. Il lievito madre è considerato l'anima del pane, ciò che gli da forma e gusto. Considerando il tempo e la lavorazione che ci vuole per realizzare il pane artigianale è certamente più costoso rispetto al pane di produzione industriale, ma ne guadagna in naturalezza, digeribilità e in qualità».

Ecco gli allievi 'diplomati': Cadente Massimiliano, Gardoni Alberto, Guelfi Daniele, Guelfi Riccardo, Menchi Agnese, Marcenaro Matteo, Atanasiu George, Vasti Marco, De Batte’ Alessio, Tartamella Stefano, Puglia Alessandro. Per informazioni sui prossimi corsi è possibile contattare l'Ufficio formazione al numero di telefono: 0187.286648 o all’indirizzo e-mail formazione@confartigianato.laspezia.it

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