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Comitato “Liberiamoci dai piccioni”: neanche l’arresto ha fermato il ‘rifornimento’ ai piccioni

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LA SPEZIA – Pensavamo che l’arresto della “donnina dei piccioni” avvenuto ieri mattina a La Spezia  avrebbe rappresentato un punto di svolta nella risoluzione del problema dei piccioni che affligge da diversi anni alcune aree della nostra città ed in particolare il quartiere Umbertino.
La signora Ornella è stata arrestata per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni volontarie perché, sorpresa dalla polizia municipale  mentre stava dando da mangiare ai piccioni, nonostante il divieto, non ha esitato a ingranare la marcia della sua autovettura, che guidava nonostante il ritiro della patente, e a investire i due vigili che le avevano chiesto i documenti.
Come ormai è tristemente noto a molti, la donna da oltre venti anni alleva i piccioni della nostra città nonostante i divieti. Inizia il suo itinerario predefinito  partendo alle 5 del mattino dalla sua abitazione sita nei pressi di Piazza Brin e  prosegue il percorso fino alle 9. Poi ancora un altro itinerario dalle 13 fino alle 15,30.
Nelle altre fasce orarie i piccioni sono allevati su davanzali e balconi della sua abitazione o addirittura all’interno dello stesso appartamento.
Questo suo atteggiamento da alcuni definito come “una passione ossessiva per i piccioni”, crea forti disagi alla nostra città e in particolare nel quartiere umbertino a quegli abitanti che vivono nello stesso condominio della donna o in quelli limitrofi.
Ci sono abitanti che vivono segregati in casa con persiane e finestre sempre chiuse perché aprire quest’ultime significherebbe farsi invadere l’abitazione da piume, guano secco, pidocchi e zecche di piccione. Balconi, marciapiedi, strade, panchine, di Piazza Brin e dintorni sono spesso ricoperti da manti di guano che, quando piove o le giornate sono umide, si trasforma in una melma scivolosa. Senza considerare poi che il valore di alcune abitazioni si è sminuito sensibilmente proprio per questo problema. Chi vorrebbe vivere in un appartamento nel quale non è concesso aprire le finestre?
Negli anni in  tutti i modi si è cercato di  fermare questa donna. Hanno provato a convincerla con il dialogo gli amici, i condomini, vari assessori comunali, alcuni medici dell’ASL. Ci ha provato la Polizia Municipale elevando negli anni diverse contravvenzioni. Ci hanno provato 400 persone che si sono costituite  nel comitato cittadino “Liberiamoci dai piccioni”  per chiedere alle istituzioni di fermarla. Ci ha  provato anche Barbara D’Urso invitandola ad una nota trasmissione televisiva. Nulla da fare, la donna non ha mai ascoltato nessuno. Anzi più le si chiedeva di smettere più lei intensificava la sua attività. Questo perché tutto sommato alla donna  dei piccioni interessa poco.  Lei utilizza i piccioni come strumento per manifestare la sua intolleranza alla società civile, la sua intolleranza alle istituzioni, la sua intolleranza alle regole.
L’evidenza è che nonostante le contravvenzioni della polizia municipale, nonostante le cause civili, nonostante un processo in corso a suo carico, a seguito di denuncia penale per lesioni colpose  presentata da  un abitante  finito in ospedale perché punto da una zecca di piccione,  lei ha continuato imperterrita la sua attività.
La piccionaia ha sfidato procure, istituzioni, corpi di polizia, abitanti comuni, manifestando sempre un atteggiamento spavaldo di onnipotenza del tipo “Non m’interessa cosa fate voi ma io continuerò a fare quello che voglio”
L’epilogo della sua intolleranza alle regole c’è stato ieri quando ha investito i due vigili che l’avevano fermata per svolgere il loro dovere.

Questo Comitato, auspicava che questo triste episodio avesse rappresentato anche l’epilogo di questa storia che ha davvero dell’incredibile. Purtroppo non è così.  Stamattina all’alba il quartiere umbertino, in moltissimi punti, risultava seminato da graniglie con tutti i piccioni intenti a mangiare.
Non vorremmo che questa storia dell’arresto dia ancora più forza e onnipotenza alla signora Ornella libera di girare per la città, nelle fasce orarie in cui non è agli arresti domiciliari, con i suoi soliti sacchi di mangime ancora più forte e onnipotente di prima perché anche in questo caso le Istituzioni nulla hanno potuto fare per fermarla.
Cosa si aspetta ancora per intervenire drasticamente? Forse ieri era necessario che ci scappasse il morto? Fortunatamente non è stato così, ma il problema è sempre presente ed è sempre più grave.

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