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Il finanziamento dei partiti

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Mario Bonelli Dottore Commercialista e Revisore dei conti enti locali. 

LA SPEZIA – il decreto sui rimborsi ai partiti, varato dal Governo, non è un addio definitivo ai finanziamenti statali, ma un passaggio da finanziamento diretto, metodo in vigore, a indiretto. Attualmente lo Stato eroga 91 milioni di euro tra fondi diretti e indiretti (diretti, sono quelli dei rimborsi elettorali, indiretti sono le erogazioni liberali ai partiti politici che il contribuente deve mettere nella sua dichiarazione dei redditi ai (righi da RP17 a RP19, codice 19),  che danno diritto alla detrazione del 19%. Solo dal 2017 avrà termine il meccanismo che lo Stato versa nelle casse dei partiti in base voti ricevuti dalle elezioni politiche.  

Con il Decreto, si passa al metodo indiretto, lo Stato finanzia i partiti:

a) attraverso il 2 x 1000 dell'imposta sul reddito (la “propria” Irpef), a prescindere che i cittadini decidano o non decidano di destinarlo a favore di una organizzazione politica;

b) attraverso le sontuose detrazioni fiscali che lo Stato concede ai privati cittadini o altre organizzazioni che vogliono effettuare erogazioni liberali ai partiti o forze politiche. Infatti a decorrere dal 2014, dall'imposta lorda sul reddito si potranno detrarre le erogazioni liberali in denaro effettuate dai cittadini contribuenti in favore dei partiti per il 37% per importi compresi tra 30 e 20mila euro annui e del 26% tra 20.001 e 70.000 euro l'anno.

In un momento cosi particolare che vive il nostro Paese, dove vige la massima sfiducia degli italiani nei confronti della politica in generale, dove ogni giorno i media evidenziano appropriazione indebite dei politici, di soldi pubblici, versati dai cittadini per avere servizi, mi chiedo, ma la detrazione del 19% in dichiarazione dei redditi, per spese sanitarie; per spese per i mezzi di necessari per l'accompagnamento,  la deambulazione, … ei disabili; spese per l'acquisto e la riparazione di veicoli dei disabili; spese per l'istruzione secondaria e universitaria; spese per canoni di locazione sostenute da studenti universitari fuori sede, ecc. non è ridicola, provocatoria e offensiva per gli italiani, rispetto al 37% e il 26% di detrazioni per le erogazioni liberali in denaro a favore dei partiti politici?

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