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Rossetti: ”Emendamento per esentare fasce più deboli”

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GENOVA – Un emendamento alla Legge Finanziaria   per esentare dalla maggiorazione regionale dell’addizionale IRPEF i redditi fino a 28.000 euro lordi per l’anno d’imposta 2013. E’ stato presentato dall’assessore al bilancio della Regione Liguria, Pippo Rossetti.  Un’azione migliorativa rispetto al 2012 quando gli esenti erano i contribuenti con redditi fino a  27.000 euro lordi l’anno che si prefigge di salvaguardare le fasce piu’ basse.

“Si tratta di una decisione – chiarisce Rossetti – che viene assunta in un quadro di incertezza per quanto riguarda il riparto sanitario nazionale del 2013 che ci auguriamo possa chiarirsi quanto prima”. Inoltre in attesa del responso da parte del Parlamento sulla richiesta presentata dalle Regioni  di posticipare al 2015 l’introduzione dell’IRPEF per scaglioni di reddito anche sulle addizionali regionali, l’assessore al bilancio ha proposto un ulteriore emendamento per andare incontro alle esigenze dei cittadini meno abbienti, esentando i redditi fino a 15.000 euro e parallelamente introducendo aliquote piu’ alte, in maniera progressiva, sui redditi maggiori.

“Abbiamo cercato di sostenere le fasce meno agiate – spiega Rossetti – all’interno dei limiti dati dalla normativa nazionale per esentare fino a 15.000 euro lordi l’anno attraverso un sistema di contribuzione progressivo che prevede il massimo sui redditi non esentati del 2013”. Per il 2014 è prevista l’applicazione della maggiorazione sull’aliquota base dell’ 1,1% sui redditi oltre i 75.000 euro lordi l’anno, dell’1,09% per i redditi tra i 55 e i 75.000, dell’1,08% per i redditi dai 28.000 ai 55.000 e dello 0,58% sui redditi tra 15.000 e 28.000 euro.  “Dopo tanti anni di esenzione – spiega Rossetti – nel 2014 le tasse sono previste anche per i redditi compresi tra i 15.000 e i 28.000 euro lordi l’anno, ci auguriamo che Camera e Senato accolgano il nostro appello per ritardare l’applicazione di una norma iniqua e particolarmente lesiva dei cittadini in un momento così critico per l’economia nazionale”.

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