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Il vescovo Luigi Ernesto Palletti celebra la Messa per le aggregazioni laicali

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LA SPEZIA – «Nella bellezza del presepe, in quel bambino nella mangiatoia di Betlemme ammiriamo la fedeltà di Dio, che si è fatto uomo per amore». Lo ha detto il vescovo Luigi Ernesto Palletti alla Messa per le aggregazioni laicali, celebrata presso la cappella dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di via Malaspina.

Commentando il Vangelo del giorno, che presentava la genealogia di Gesù secondo Matteo, monsignor Palletti ha sottolineato che «Gesù prende in sé tutta la nostra umanità». La genealogia di Gesù, infatti, annovera persone grandi sia nel bene sia nel male. «Il progetto di Dio non si ferma davanti all’infedeltà, ma percorre tutta la nostra storia, la modella e infine giunge dove vuole Lui, a darci il frutto più bello, il Signore Gesù». Il progetto di Dio non si fa neanche rallentare, come testimonia la scansione della genealogia in tre gruppi di quattordici generazioni: da Abramo a Davide, da questi alla deportazione in Babilonia e infine fino alla nascita di Gesù.

Significativo è che la genealogia abbia origine in Abramo, perché «Gesù è il grande frutto della fede». In Gesù, Dio mantiene la promessa fatta ad Abramo di dargli una discendenza numerosa. «La discendenza di Abramo – di cui anche noi, in Cristo, facciamo parte – non conosce più i confini dello spazio e del tempo». «Stupisce il Natale, perché vi contempliamo il Verbo che si è fatto carne dentro questa discendenza, dentro questo progetto di salvezza».

Ma la grandezza di Gesù è particolare. «La scena della natività, con Maria, Giuseppe, un asino, un bue, i pastori e gli angeli nulla ha a che fare con i potenti di questo mondo. Noi desideriamo sempre qualcosa di eclatante. Eppure, alla fine di una genealogia che pure annovera personaggi potenti, come il grande re Davide, c’è quella luce di Betlemme, quella sobrietà. E anche la nostra vita diventa efficace e significativa se sa assumere quella semplicità e povertà». «Guardare al presepe per vedervi la luce vera», che è capace di trasformare e rendere significativo ogni momento della nostra storia, anche quelli bui. E’ questo l’augurio di monsignor Palletti per il Natale imminente.

Al termine della celebrazione, Piergiorgio Bellotti, in rappresentanza delle aggregazioni laicali, ha porto al vescovo gli auguri di Natale.

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