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Ornati (Sel) e la sostituzione dell’Assessore Diego Del Prato

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Andrea Ornati, Coordinatore provinciale Sinistra Ecologia Libertà

LA SPEZIA – «Apprendiamo dalla stampa locale la decisione del Sindaco della Spezia, Massimo Federici, di sostituire l’Assessore Diego Del Prato, rappresentante di SEL in Giunta, con Luca Basile, decisione assunta dal primo cittadino in piena autonomia e senza alcun tipo di confronto, né con noi né con le altre forze del centro-sinistra.
Comportamento, questo, che ancora una volta pone in evidenza l’assoluta carenza di dialogo e confronto tra le forze politiche che compongono la coalizione.

Un avvio di secondo mandato che, è innegabile, si sta caratterizzando per la carenza di dialogo, ascolto, partecipazione, non solo, come detto, tra partiti, ma soprattutto tra i cittadini, tra associazioni e movimenti che troppo spesso non trovano risposte a domande e critiche legittime mosse nei confronti dell’operato dell’amministrazione.
L’esempio principale è, senza dubbio, la gestione del progetto di Piazza Verdi.
Forse, ciò che preoccupa realmente è l’indirizzo politico assunto da SEL a seguito del Congresso provinciale dello scorso 7 dicembre.

Indirizzo basato, essenzialmente, sulla ricostruzione della politica non su logiche autoreferenziali o, peggio, di mero interesse, bensì sulla elaborazione di un serio e condiviso progetto di provincia che, muovendo dall’aiuto dei cittadini, dei movimenti, dei comitati, riporti al centro del dibattito tematiche a questo punto davvero non più rimandabili.
Non ci preoccupa la nostra assenza dalla Giunta spezzina e nemmeno dal Consiglio comunale: ciò che ci preoccupa è la linea politico-amministrativa che questa amministrazione assumerà nei prossimi anni, specie oggi che il PD, dopo le dichiarazione del Presidente della Regione Liguria, sembra aprire ad una alleanza anche a livello locale con il Nuovo Centro Destra.

Non capiamo come il Partito Democratico possa avvicinarsi a quella parte politica che, anche ultimamente, propone l’incenerimento quale strada per chiudere il ciclo dei rifiuti, che guarda al consumo costante di suolo come unica soluzione per uscire dalla crisi economica, liberandosi di chi, invece, guarda a soluzioni diverse, realmente vicine al bene della collettività e lontane dagli interessi di pochi.»

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