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Interventi urbanistici nel Comune di Lerici: i suggerimenti dell’Osservatorio ecospirituale

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LERICI – «Leggiamo frequentemente nei quotidiani locali che l’Amministrazione del Comune di Lerici sta per procedere a alcuni interventi urbanistici significativi, in particolare in relazione al lungomare di Lerici, e che probabilmente si interverrà anche sull’illuminazione.
     
Come Osservatorio ecospirituale, fermamente convinti dell’importanza di conservare la bellezza e il genius loci di Lerici, che è costituito anche dalle architetture e dagli arredi urbanistici ereditati dal passato,  sia a fine di attrazione turistica che e soprattutto allo scopo di salvaguardare l’identità culturale e psicologica della cittadinanza, ci permettiamo di segnalare a titolo preventivo alcune cose che a nostro avviso vanno e non vanno fatte:
 
– occorre dare assoluta priorità al ripristino delle zone devastate dai fenomeni franosi
– occorre lasciare i bellissimi pini del Lungomare come sono, e per evitare che deformino il manto stradale, intervenire come si è fatto a Fezzano e Cadimare e alle Grazie, scarificando alla base degli alberi, coprendo con rete metallica e poi pavimentando, meglio se non con asfalto
– occorre assolutamente evitare di uniformare la pavimentazione del lungomare lericino, adesso dotata delle piastrelle rosse fabbricate dalla ceramica Vaccari, con il resto del lungomare pavimentato con un materiale grigio da centro commerciale, del tutto estraneo alla tradizione ligure. Altrettanto vale per il muretto in sasso che costeggia la passeggiata: niente di più terribile delle ringhiere metalliche che ormai deturpano il paesaggio, in particolare in prossimità del Colombo, e che andrebbero ridimensionate.
– i lampioni del lungomare sono perfetti come sono adesso, con la loro calda luce dorata, più che sufficiente: niente di peggio che potenziare l’illuminazione con luci bianche, che insquallidiscono e disanimano il romantico paesaggio notturno lericino. Le luci sono di fondamentale importanza: segnaliamo che tutta la Lerici vecchia che si estende alle pendici del castello è dotata adesso di orribili luci bianche, che dovrebbero essere convertite alla stessa tonalità calda dei lampioni dei Giardini
– occorre evitare l’inserzione di ulteriori arredi urbani metallici, che stridono con l’architettura ligure, lasciando le belle panchine di legno e pensando a come liberarci dalle graticole di acciao introdotte da qualche le Courbousier nostrano negli anni precedenti.

Lerici non è Rimini: è un paese di mare con un vecchio borgo ancora integro perché non attaccato da forme di urbanizzazione modernista. Occorre intervenire sulle urbanizzazioni recenti in modo da attenuarne l’impatto disarmonico con l’habitat tradizionale.

Come esempio di tipo di intervento da evitare citiamo il progetto della giunta Fresco di ristrutturazione della Marina di San Terenzo, fortunatamente bocciato dalla Regione.
   
Confidiamo nella capacità di ascolto dell’Amministrazione, che sicuramente non vorrà rischiare l’errore politico della Giunta Federici con Piazza Verdi, e che può cominciare a porre rimedio ai danni provocati da tutte le amministrazioni lericine precedenti, a partire dagli anni Sessanta, restituendo a Lerici il suo appeal di Golfo dei Poeti, fino a pochi anni fa capace di attrarre turisti da tutto il mondo in virtù della sua caratteristica di borgo ligure integro e armonico con il suo passato.»
 
Il Coordinamento dell’Osservatorio Ecospirituale
Francesco Pelillo Tae Hye Sunim Kusalananda Sunim Angelo Tonelli

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