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Carispezia Sarzana Campione d’Europa con Leonardo Squeo

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SARZANA – La Nazionale Italiana di Hockey su Pista è CAMPIONE D’EUROPA conquistando l'oro ad Alcobendas in Spagna. E dopo sette successi di fila, la nazionale spagnola è costretta alla resa. Il Carispezia Hockey Sarzana è protagonista di questo successo con Leonardo Squeo,  l’atleta molfettese che da due campionati veste la maglia rossonera del Sarzana. Grande entusiasmo della dirigenza ligure che oltre alla vittoria della nazionale festeggia il primo atleta della sua storia a conquistare un trofeo con la maglia azzurra.  Presente in tribuna la tifosissima, nonché cronometrista, del Carispezia Dalia Tendola. (nella foto Leonardo Squeo con la Coppa di Campione d’ Europa).
 
“Quella di Leonardo Squeo è stata una scommessa vinta dal sottoscritto e da  mister Cupisti e questo titolo Europeo conquistato da Leonardo lo sentiamo anche un poco il nostro – esordisce il presidente Corona – quando è arrivato a Sarzana in molti hanno storto il naso; invece sono stati due anni in crescendo con la maglia rossonera, 44 le reti segnate in questa stagione, il ritorno in maglia azzurra. Leonardo aveva vestito la maglia della Nazionale Italiana, con la quale aveva giocato ben 2 Mondiali, a San Josè (2005) e Montreux (2007,) e 2 Europei, Monza (2006) e Oviedo (2008) e ora la conquista del titolo continentale. Questa Nazionale spero possa ridare slancio a tutto il movimento – conclude Corona – noi come società ci abbiamo creduto, abbiamo dato tre giocatori alla causa Squeo, Corona e Borsi, poi rimasti in due ed infine culminata con la convocazione di Leonardo”.

Leonardo Squeo non è stato impiegato moltissimo da Mister Mariotti però è stato determinante nella partita più critica della competizione quando in svantaggio con la Germania nella seconda parte della gara ha cambiato il volto della partita e  ha fornito un assist prezioso a Davide Motaran per la rete del momentaneo pareggio.  E’ il primo successo di una lunga carriera per Leonardo Squeo, soprannominato lo squalo, classe 1982, cresciuto nel vivaio dell’Hockey Club Molfetta dove fin da ragazzino mette in mostra tutte le sue enormi potenzialità tecniche ed atletiche, indossando tutte le maglie azzurre delle nazionali giovanili. Doti naturali che gli faranno bruciare le tappe e lo faranno arrivare quasi subito in prima squadra, mentre i suoi pari età disputavano ancora i tornei giovanili. Di lui non tarderanno ad accorgersi i grandi club e così Leonardo Squeo, a soli 16 anni, lascia Molfetta per andare a giocare nel Roller Salerno. Dopo Salerno, è la volta dell’Amatori Vercelli, poi 3 anni a Novara, uno nella Rotellistica e due nella Roller. In seguito il ritorno nell’altra squadra di Salerno, la Salernitana, poi nuovamente Vercelli. Ma è a Viareggio, con mister Cupisti, che il talento di Leonardo Squeo esplode definitivamente. Milita con i bianconeri toscani per 4 stagioni dal 2006 al 2010, collezionando da difensore l’ invidiabile bottino di 42 reti realizzate, play-off esclusi, giocando le più importanti competizioni a livello di club come la Coppa Campioni e la Coppa Cers. Poi Seregno, una stagione divisa tra Molfetta e Lodi e l’approdo a Sarzana dove ritrova Mister Cupisti e l’affetto dei tifosi rossoneri che riportano Leonardo Squeo ad essere il trascinatore della formazione ligure e a riconquistare la maglia azzurra.  Ritornando al Campionato Europeo, dopo la sofferta vittoria all’esordio contro la Svizzera, e la soffertissima vittoria sulla Germania a 8” dal suono della sirena, pareggio contro la Spagna e poi la grande impresa  battendo il Portogallo, la formazione azzurra chiudeva  battendo la Francia nell’ultimo match del torneo. Agli azzurri serviva un regalo da parte del Portogallo: a parità di punti con la Spagna, infatti, gli iberici si sarebbero imposti grazie ad una differenza reti nettamente superiore. 

Ed il miracolo, sotto i cieli di Alconbendas, si è materializzato: i lusitani, in vantaggio per quasi tutto l’incontro, hanno imposto ai padroni di casa un beffardo pareggio per 6-6 che di fatto ha spalancato all’Italia le porte della gloria. Per la selezione tricolore, già vincitrice in passato di quattro Mondiali, si tratta del terzo titolo continentale della sua storia dopo quelli del 1953 e 1990. Un trionfo strameritato, con gli azzurri usciti imbattuti dopo aver pareggiato con la Spagna (con tanti rimpianti) e sconfitto il Portogallo, due potenze che alla vigilia sembravano inarrivabili. Gli uomini di Mariotti, invece, con il passare delle partite hanno compreso di poter compiere l’impresa, costruita mattone dopo mattone a suon di prestazioni superlative.

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