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L’omelia del vescovo in apertura della festa di Lerici

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Notizie dalla Diocesi

LA SPEZIA –  «Il Vangelo di Gesù Cristo: profumo di verità»: su questo tema ha preso il via, a Lerici, la trentanovesima edizione della festa nazionale di “Avvenire”. Il tema della festa è stato al centro dell’omelia pronunciata dal vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti, nel corso della Messa presieduta insieme al parroco don Federico Paganini e ad altri sacerdoti. Nel tema, ha detto il vescovo, “si congiungono in un unico sguardo la concretezza della persona e dell’opera di Cristo, la gioia dell’annuncio della salvezza, l’oggettività di un cammino”. Proprio nel brano del Vangelo proclamato poco prima, che presenta il mistero del Regno di Dio attraverso le similitudini del tesoro, della perla e della rete, “viene esposta con chiarezza e serena accessibilità la presenza di un valore nuovo e decisivo, un bene particolarmente prezioso, alla luce del quale far sorgere in noi atteggiamenti e risposte nuove”. Di qui anche l’invito di Papa Francesco che ha concorso ad ispirare il tema della festa: “Gli enormi e rapidi cambiamenti culturali richiedono che prestiamo una costante attenzione per cercare di esprimere le verità di sempre in un linguaggio che consenta di riconoscere la sua permanente novità. Poiché, nel deposito della dottrina cristiana una cosa è la sostanza […] e un’altra la maniera di formulare la sua espressione” (”Evangelii Gaudium, n. 41). Ma c’è un secondo passaggio importante, ha detto il vescovo, quello che porta “dall’informazione al coinvolgimento”: il Regno di Dio, infatti, è “un Regno che ha urgenza di essere accolto, cioè di essere conosciuto, ma ancor più di venire annunziato”. Anche su questo aspetto si sofferma a lungo Francesco nell’”Evangelii Gaudium”. Un terzo passaggoo sottolineato da monsignor Palletti è il passaggio “dall’antico al nuovo”: “Lo sviluppo e la crescita del Regno avvengono nella novità più impensabile e nel contempo in quella continuità che già aveva visto caratterizzato il grande discorso della montagna. Essa viene così a segnare quella continuità di verità e nel contempo quella varietà di modalità che è necessaria per comprendere correttamente l’Opera di Dio. Il Signore stesso nel Vangelo ce lo ricorda: Non sono venuto ad abrogare ma a portare a compimento. Ed è in questo compimento che troviamo la strada che conduce alla pienezza vera del Regno”. Nell’ultima parte dell’omelia, il vescovo ha esortato tutti, partendo dalla gioia dell’incontro festoso con il quotidiano cattolico, ad “essere capaci di diffondere il buon profumo di Cristo”: “Più volte il Santo Padre ci ha ricordato la necessità di essere sempre più missionari. Possiamo così concludere questa riflessione ascoltando ancora un piccolo ma significativo brano dell’”Evangelii gaudium”, al numero 34: “ Se intendiamo porre tutto in chiave missionaria, questo vale anche per il modo di comunicare il messaggio. Nel mondo di oggi, con la velocità delle comunicazioni e la selezione interessata dei contenuti operata dai media, il messaggio che annunciamo corre più che mai il rischio di apparire mutilato e ridotto ad alcuni suoi aspetti secondari. Ne deriva che alcune questioni che fanno parte dell’insegnamento morale della Chiesa rimangono fuori del contesto che dà loro senso. Il problema maggiore si verifica quando il messaggio che annunciamo sembra identificarsi con taluni aspetti secondari che, pur essendo rilevanti, per sé soli non manifestano il cuore del messaggio di Gesù Cristo. Dunque, conviene essere realisti e non dare per scontato che i nostri interlocutori conoscano lo sfondo completo di ciò che diciamo o che possano collegare il nostro discorso con il nucleo essenziale del Vangelo che gli conferisce senso, bellezza e attrattiva”.
 
Un incontro-show sui “falsi miti di progresso”
Uno dei momenti clou della festa di “Avvenire” a Lerici sarà “Contro i falsi miti del progresso”, incontro–show che ha per protagonisti padre Maurizio Botta, Costanza Miriano, Mario Adinolfi e Marco Scicchitano. L’iniziativa, lunedì alle 21 alla rotonda “Vassallo”, è la replica di una serata, tenutasi a Roma, realizzata dai quattro amici, che hanno voluto ritrovarsi e riflettere in modo “controcorrente”. Ora, per il pubblico della Festa si presenta l’opportunità di partecipare dal vivo a quella che, almeno finora, è la prima ed unica replica. Mario Adinolfi, giornalista e saggista, è stato uno dei fondatori del Partito Democratico, da cui è in seguito uscito. Da una posizione “di sinistra”, Adinolfi è molto critico nei confronti della deriva laicista in cui è caduto il progressismo, a svantaggio dei più deboli ed indifesi. Il suo libro “Viva la mamma” ha avuto  notevole successo editoriale ed invita i lettori a ribellarsi a tutta una serie di pregiudizi del “pensiero unico” su argomenti quali matrimonio omosessuale, aborto, eutanasia, utero in affitto e fecondazione eterologa. Costanza Miriano, giornalista Rai, è autrice di vari libri: “Spòsati e sii sottomessa”, “Spòsala e muori per lei” ed il recente “Obbedire è meglio”. Il libro, che “vanta” un tentativo di censura in Spagna, racconta con simpatia ed arguzia la bellezza della vita familiare, rivelando, attraverso gli episodi di ogni giorno, come la dottrina sociale della Chiesa indichi la via giusta per la realizzazione della persona. Marco Scicchitano, psicoterapeuta e ideatore dello spettacolo, ha scritto con Tonino Cantelmi il libro “Educare al femminile e al maschile” che, sulla base delle più aggiornate evidenze scientifiche, intende mostrare l’infondatezza e i gravi pericoli connessi alla teoria del gender. Completa il quartetto padre Maurizio Botta, sacerdote oratoriano, che tiene a Roma catechesi e conferenze molto seguite dai giovani.
 
Nove giorni di festa in sintesi
La festa di “Avvenire” a Lerici prosegue sino a domenica prossima quando, alle 18.30, ci sarà la celebrazione di chiusura presieduta dal vescovo emerito Bassano Staffieri. Lunedì alle 9.30 ci sarà la caccia al tesoro di “Popotus” e alle 21 l’incontro sui “Falsi miti di progresso”. Martedì alle 19.15 l’”Aperitivo con gli autori” Nello Scavo e Lucia Capuzzi, intervistati da Lucia Bellaspiga di “Avvenire”. Mercoledì, alle 21.15, alla rotonda “Vassallo”, sarà consegnato il premio “Narducci” all’arcivescovo Claudio Maria Celli, il quale, al mattino terrà una conferenza al clero, presente il vescovo Palletti. Giovedì alle 19.30 “Apericena giovani” con don Alessio Albertini e veglia notturna per le vocazioni. Venerdì alle 21.15 spettacolo in dialetto. Sabato alle 7.30 pellegrinaggio da Lerici a Maralunga, guidato dal vescovo Palletti. Ricordiamo infine le cene insieme nelle sere dei sabati e delle domeniche, a partire dalle 20.
 
Un libro di storia religiosa sarà presentato a Brugnato
Mercoledì alle 21.30, nella concattedrale di Brugnato, verrà presentato un libro sul “Crocifisso di Michelangelo”, scritto dallo studioso Francesco Mione. Il libro tratta di un celebre e controverso caso di successione, con protagonisti personaggi della nobiltà di Genova e di Sestri Levante nel Settecento e due oggetti, conservati ancora oggi nel museo diocesano brugnatese: una tela che rappresenta la Madonna della Seggiola di Raffaello e un crocifisso d’avorio attribuito a Michelangelo. Relatori monsignor Paolo Cabano, responsabile diocesano per i beni culturali, e lo storico Renato Francesconi. A seguire la presentazione del restauro del dipinto. Tutti sono invitati.
 
Festeggiato a Caracas don Giovanni Marchi
lla fine di giugno don Giovanni Marchi, sacerdote diocesano nato a Sarzana nel 1931, ha festeggiato sessant’anni di sacerdozio, dei quali quarantotto vissuti in Venezuela come missionario “Fidei donum”. La sua missione a Caracas, svolta con passione e con fedeltà, ha incontrato ed incontra l’affetto e la riconoscenza delle comunità locali: la comunità del seminario, dove è stato direttore spirituale, i confratelli cappellani militari (dei quali ha fatto parte) e i militari stessi. Nella parrocchia di San Martin de Porres, dove è stato parroco e dove ha dato vita ad un dispensario medico che ancora oggi accoglie non meno di cinquanta pazienti al giorno, una vetrata della chiesa è stata realizzata in suo ricordo, per il suo venticinquesimo di sacerdozio. Affetto e riconoscenza sono stati bene espressi dal vescovo “castrense” Josè Herman Sanchez Porras durante la Messa del sessantesimo. Monsignor Porras ha voluto ringraziare la diocesi di origine di don Marchi per avergli permesso un così lungo ministero in Venezuela, ed ha ringraziato lui per la bella testimonianza di cooperazione tra due Chiese particolari. Anche don Giovanni ci tiene a ringraziare la comunità diocesana della Spezia – Sarzana – Brugnato per il sostegno spirituale della preghiera e per i tanti gesti di solidarietà. A Caracas c’erano anche il direttore dell’ufficio Missionario diocesano don Giovanni Tassano e il vice direttore diacono Bruno Canese, con la moglie Patrizia Avesani (vedi foto sotto). «Abbiamo voluto essere presenti in rappresentanza della diocesi – ci hanno detto al ritorno– e ringraziamo il Signore del dono di grazia ricevuto per l’incontro con il nostro caro missionario. Ora gli auguriamo un felice e fruttuoso proseguimento della sua missione a Caracas. Il nostro sentito grazie va al vescovo Sachez Porras e a tutti gli amici, in particolare alla signora Maria Ramos, per l’affetto  con cui si prende cura di don Giovanni».
 
Pellegrinaggio delle confraternite diocesane
Il priorato diocesano delle Confraternite ha organizzato l’altro sabato un pellegrinaggio al santuario di Caravaggio ed a Sotto il Monte Giovanni XXIII. Erano presenti il vescovo Luigi Ernesto Palletti, il diacono Mikhail Cereghino, il priore generale Luciano Curarino, le confraternite di Borghetto Vara, Buto, Carro, Carrodano Superiore, Corvara, Castello, L’Ago, Mattarana, Montale di Levanto, Monterosso, Santo Stefano e molti fedeli. Arrivati a Caravaggio verso le 10, i pellegrini sono entrati in processione all’interno del celebre santuario, dove il vescovo ha celebrato la Messa. Luciano Currarino era all’organo ed a guidare i canti. L’omelia del vescovo si è incentrata sul tema della pace. Nel pomeriggio, la visita al paese di san Giovanni XXIII, al museo ed alla casa natale del Papa del Concilio.
 
Cassego, il “campo famiglie”
Anche quest’anno, l’ufficio diocesano per la Pastorale della famiglia organizza, dall’11 al 17 agosto (quindi proprio nei giorni di Ferragosto) un campo di vacanza e di riflessione per sposi e per famiglie alla casa diocesana di Cassego, in alta Val di Vara. Il tema di quest’anno, molto attuale, sarà “Maschio e femmina: nella loro reciprocità la bellezza della differenza”. Guideranno le riflessioni, oltre al direttore dell’ufficio don Roberto Poletti, don Gianluigi Figone, i coniugi Leonardo e Giordana Fogassi e i coniugi Giovanni e Paola Ranieri. La quota di partecipazione è di ventidue euro al giorno a persona, gratis per i bambini sino a cinque anni, dieci euro per quelli da sei ad undici anni, dodici euro sopra i dodici anni. Le iscrizioni devono pervenire entro il 3 agosto, rivolgendoi a Margherita e Marco Piselli (tel. 0187.718471 – mail arcomargi@yahoo.it) o a don Roberto (tel. 338.2638581 – mail roby.pole@gmail.com).
 
Ripalta, chiesa restaurata dopo l’alluvione
Domenica prossima alle 17 il vescovo inaugurerà i lavori di restauro della chiesa di san Nicolò di Bari a Ripalta di Borghetto Vara, chiusa a seguito dell’alluvione del 2011. I lavori sono stati realizzati con il contributo dell’otto per mille. Domenica monsignor Palletti celebrerà alle 17 la Messa col parroco don Tommaso Fasoli, seguita dalla processione della Madonna della Neve e da un rinfresco offerto dalla popolazione. La chiesa attuale è del Settecento, ma ci sono ancora elementi di un tempo romanico molto più antico. Il progetto di restauro è stato studiato dall’architetto Augusto Marchioni e dall’ingegner Raul Copelletti, e realizzato dalla ditta Del Vigo di Cassana.
 
Tesi di laurea
Con un interessante tesi sullo “Sviluppo del turismo nella Bassa Lunigiana: da Sigerico ai giorni nostri”, si è brillantemente laureata presso a Firenze Giulia Tassora di Ortonovo. Relatrice Angela Orlandi. La tesi molto documentata, grazie anche al materiale bibliografico e documentario reperito presso la biblioteca “Niccolò V” del seminario di Sarzana, prende in esame lo sviluppo turistico del territorio a partire dalla fondazione di Luni, con le prime testimonianze di villeggiature in epoca romana. Alcuni capitoli sono dedicati alla nascita dei borghi della Bassa Lunigiana, come Ortonovo, Castelnuovo, Nicola, Fosdinovo, fino ad arrivare al turismo culturale di scrittori e poeti a Bocca di Magra, da Pavese a Sereni, da Montale a Vittorini e Soldati, sino al turismo balneare dei giorni nostri. A Giulia Tassora, che collabora come animatrice con la parrocchia del Preziosissimo Sangue di Luni guidata da don Andrea Santini, i più vivi rallegramenti.

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