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Nuovi parcometri con l’obbligo di digitare la targa del veicolo. Violano la privacy?

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Lo dice l'esperto dello "Sportello dei Diritti"

LA SPEZIA – Le inventano tutte pur di fare a tutti i costi cassa a danno delle tasche dei cittadini. Non è la prima amministrazione che si rivolge a questo sistema, ma i nuovi parcometri elettronici che prevedono l'indicazione preventiva del numero di targa al momento del pagamento del ticket per la sosta, nel primo capoluogo di provincia del Sud per costo procapite di multe pagate, confermano la vocazione del Comune di Lecce quale ente "tartassatore".Un sistema sul quale abbiamo chiesto il parere dell'avvocato leccese Graziano Garrisi, consulente privacy ed esperto in "Diritto delle Nuove Tecnologie", secondo il quale raccogliere le targhe dei cittadini per consentire il pagamento dei cosiddetti "grattini" viola il principio di necessità, proporzionalità, pertinenza e non eccedenza nel trattamento dei dati.Infatti, com'è noto tutti i trattamenti dovrebbero avvenire riducendo al minimo l'utilizzazione di dati e bisognerebbe non trattarli se le finalità possono essere comunque raggiunte mediante dati anonimi o senza una specifica raccolta.Poiché sino ad oggi la finalità del pagamento della sosta a pagamento era comunque realizzata senza l'utilizzo del numero di targa, e poiché questo è a tutti gli effetti un dato personale, i rischi per gli interessati sono elevati perché si verrebbe a creare una banca dati di grandi dimensioni, che senza adeguati controlli e misure di sicurezza esporrebbe, almeno in astratto, i cittadini a possibili utilizzi differenti rispetto alle finalità della raccolta.Ecco, dunque, che risulta necessario che tutti i cittadini vengano preventivamente informati secondo le prescrizione dell'articolo 13 del decreto legislativo 196/2003, altrimenti ciò potrebbe comportare una grave violazione della privacy e i dati dei cittadini sfuggirebbero al loro controllo, contrariamente ai diritti che sono loro riconosciuti dal vigente Codice Privacy. Quindi, al di là degli aspetti pratici che riguardano le ovvie difficoltà per gli automobilisti e le perdite di tempo necessarie alla digitazione del numero di targa del veicolo, specie per gli anziani e per chi non è proprietario del mezzo, per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” è necessario un chiarimento immediato da parte del locale comando di Polizia Municipale e della partecipata cittadina S.G.M. che, com'è noto, gestisce la sosta a pagamento nel centro urbano, per far conoscere alla collettività se tutti i requisiti richiesti dal Codice della Privacy sono rispettati dal nuovo sistema adottato.In caso contrario, sarà necessario un immediato ravvedimento e quindi la sostituzione di tutti i nuovi parcometri dotati di una metodologia che altrimenti non risulterebbe ossequiosa della legislazione vigente.

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