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Ricorrenza dei Santi e dei Morti

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LA SPEZIA – Grande affluenza nei cimiteri spezzini per la ricorrenza dei Santi e dei Morti, ieri e oggi. Il vescovo Luigi Ernesto Palletti ha celebrato sabato mattina la Messa del giorno dei Santi in cattedrale, ricordando non sono solo i santi canonizzati dalla Chiesa, ma anche «quanti hanno vissuto in santità, magari nel nascondimento», perché «la santità non è un privilegio per pochi, ma una chiamata per tutti».


Palletti ha ricordato che la Chiesa è santa, nonostante il peccato delle sue membra. «La Chiesa è santa perché il suo capo, Gesù, è santo. Alcune membra della Chiesa – Maria e i Santi – sono già stabilizzati nella santità, mentre noi siamo in cammino. La Chiesa, inoltre, ha i sacramenti, che sono santi perché sorgenti di vita, ha la Parola di Dio».
La comunione con Dio, però, viene rotta dal peccato. «Dobbiamo re-imparare a chiamare “bene” il bene e “male” il male. Non giudichiamo nessuno – questo è competenza di Dio -. Però bisogna conoscere ed evitare il male, correggere il fratello e lasciarsi correggere. I santi sono i primi a riconoscersi peccatori e sempre bisognosi di conversione. La santità passa anche attraverso mille cadute e il perdono. Ma sa discernere tra i progetti di vita e indica che laddove c’è un progetto dell’anti-evangelo, lì non c’è santità né umanità». I santi si fanno carico delle difficoltà degli uomini, chinandosi sulle nostre ferite e infondendo fiducia, ma anche correggendo, per riportarci alla luce, alla verità. Perché la prima carità è la verità, non la menzogna. Chi dice a uno quello che vuole sentirsi dire, non lo sta guarendo. Il medico autentico vuole la salvezza. Il Signore Gesù viene in mezzo a noi ammonendoci e dicendo la verità non per mandarci nello sconforto, ma per portare la luce».


Venerdì sera, nella notte dei Santi, oltre duecento persone hanno partecipato alla processione di chiusura del mese di Ottobre, dedicato al Rosario. La processione – organizzata dall’Unitalsi, associazione che si occupa del trasporto e la cura di malati e invalidi a Lourdes – è partita dalla chiesa di Mazzetta e si è conclusa nella cripta di Cristo Re, dopo una breve preghiera all’esterno della chiesa dell’ospedale Sant’Andrea. Durante il percorso, ricordando il carattere internazionale del pellegrinaggio e della permanenza a Lourdes, i fedeli hanno recitato il rosario in varie lingue: italiano, latino, francese, inglese, nigeriano e rumeno.


La processione era presieduta dal vescovo Palletti, che nell’omelia conclusiva ha invitato i fedeli a «presentare a Maria tutti i nostri piccoli e grandi problemi, fiduciosi che lei non solo prega per noi, ma ci precede, vedendo ciò di cui abbiamo bisogno. Ci chiede la conversione, perché la salvezza è dono gratuito, non magico, e richiede sempre il “se vuoi”».
Monsignor Palletti ha espresso le “richieste” della Chiesa spezzina, in particolare il dono di vocazioni alla famiglia, alla vita consacrata e al ministero ordinato. A tal riguardo, ha ricordato l’importante appuntamento di sabato 22 novembre, quando saranno ordinati sacerdoti i giovani Mikhail Cereghino, Manrico Mancini e Verich Marozza.
Il vescovo ha infine esortato i fedeli a pregare per i cristiani perseguitati, specie in Iraq, che sono «privati del diritto fondamentale di manifestare la propria fede».

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