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Pietro Ceccaroni e l’esordio dei sogni con la maglia bianca

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Pescara-Spezia, la partita dell'esordio tra i professionisti per Ceccaroni: emozione, maturità e i complimenti di Juande

LA SPEZIA – Un ragazzo cresciuto con la maglia bianca: passione, dedizione, impegno e sacrificio, questi gli ingredienti che hanno portato all’esordio tra i professionisti Pietro Ceccaroni. Classe ’95, diciannove anni ancora da compiere, ma tanta maturità e serietà per il difensore aquilotto.

Un giovane dalla storia singolare, che ha iniziato la sua carriera calcistica da “jolly” del reparto offensivo negli Allievi Nazionali dello Spezia, dove veniva utilizzato un po’ in tutti i ruoli, da esterno a trequartista, da mediano a mezzala; poi con la Primavera bianca, Pietro Fusco lo ha provato come terzino sinistro ottenendo buoni risultati e successivamente mister Cei, nel finale di campionato, a causa di assenze e squalifiche, lo ha reinventatocentrale difensivo.

Sabato 1° Novembre, a Pescara, la sua prima volta tra i professionisti con la maglia dello Spezia, la squadra della sua città, e un’emozione incredibile, gestita con grande professionalità e personalità. Chiamato da mister Bjelica per sostituire Datkovic, Ceccaroni si è fatto subito trovare pronto e ha vissuto tutte le fasi cruciali del match. Dopo il pareggio degli avversari e l’inferiorità numerica, lo Spezia ha lottato e si è difeso egregiamente: protagonista di diversi interventi importanti nell’ultima mezzora di gioco e aiutato in campo dai consigli dell’esperto Ceccarelli, il numero 6 aquilotto, si è guadagnato così l’esordio dei sogni.

Una vittoria importantissima per gli aquilotti, ma un giorno che rimarrà impresso a fuoco nella memoria di questo ragazzo. Nello spogliatoio, il compagno di squadra Juande, ha richiamato l’attenzione di tutti per fare un elogio particolare a Ceccaroni: un gesto chiaro di stima nei confronti del giovane difensore e allo stesso tempo un segnale importante di unità di gruppo, merito sicuramente dei singoli calciatori, ma anche della mentalità chemister Bjelica sta cercando di trasmettere alla squadra.

Il tecnico aquilotto ha dimostrato più volte di puntare sui giovani, schierando ragazzi come Acampora, Canadjija, Milos e infine Ceccaroni: per lui un debutto da incorniciare, atteso sin da quando era bambino e una soddisfazione incredibile per i suoi genitori. Commozione e gioia nel vedere il proprio figlio giocare la sua prima partita da professionista. Certamente il coronamento di un percorso, fatto di sacrifici, di gioie e  di dolori, di anni passati in giro per i campi di tutta Italia, inseguendo il sogno di un bambino come tanti, di poter diventare un calciatore professionista.

E certe volte i sogni si avverano, caro Pietro!

Giulia Lorenzini – © Riproduzione Riservata
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