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Quaretti, FILT CGIL: “Sul TPL non c’è una strategia della politica locale, siamo preoccupati per il futuro”

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LA SPEZIA – Fabio Quaretti, segretario FILT CGIL della Spezia, interviene sul futuro del trasporto pubblico locale:

“L'incontro che si è tenuto ieri in Provincia, alla presenza del neo-eletto Presidente Federici, rappresenta il compimento di un percorso che abbiamo avviato con gli scioperi di Maggio, con lo scopo di capire se le risorse messe in campo fossero sufficienti a mantenere il servizio di Trasporto Pubblico almeno ai livelli attuali.

Non possiamo che esprimere forte preoccupazione per un quadro che è ancora molto incerto riguardo alle prospettive del TPL sul nostro territorio. La Regione si è impegnata a stanziare le stesse risorse dello scorso anno, senza però dare una garanzia da questo punto di vista; la Provincia non è in grado di assicurare nulla, stante la situazione di pre-dissesto che rischia di essere ulteriormente aggravata dai pesantissimi tagli portati dalla legge di stabilità.
Unica nota in controtendenza è la posizione del Comune Capoluogo che, tramite l'Assessore Natale, si dichiara disponibile a intervenire pro-quota per coprire la mancanza di risorse dovute alle possibili difficoltà della provincia sul 2015.
Nessun altro comune ha dato garanzie analoghe.

A conti fatti, se da una parte è vero che alla Spezia la situazione non è critica quanto nelle altre provincie liguri, allo stato attuale nessuno dei livelli istituzionali è stato in grado di fornirci certezze riguardo al tema delle risorse.

Occorre considerare poi che l'anno prossimo dovrebbe essere quello della presentazione del bando di gara per l'assegnazione del servizio di TPL su un unico bacino regionale. E’ arrivato il momento da parte delle proprietà (comuni e provincie) di scoprire le carte su un tema cruciale: le aziende ora titolari del servizio hanno intenzione di partecipare alla gara? La politica locale ritiene ancora strategico impegnarsi direttamente nell'erogazione del servizio di trasporto?
Allo stato attuale non pare esserci una strategia comune e questo non fa che accrescere le nostre preoccupazioni, particolarmente per quello che riguarda le sorti dei 70 lavoratori dei cosiddetti sub-affidamenti, i quali rischiano di subire per primi gli effetti dei tagli al servizio.
Tutto questo nella cornice di una legge di stabilità che lungi dall'essere una manovra espansiva, come sostiene il presidente del consiglio, rischia di tradursi in tagli ai servizi a tutto danno dei lavoratori e delle classi più deboli.”

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