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Ospedale di Rapallo, Rixi: “Sì ai privati per la salute dei cittadini”

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Il consigliere regionale della Lega Nord ha presentato un’interrogazione urgente in Regione sull’apertura a Iclas, Istituto cardiologico ligure di alta specialità-ex Villa Azzurra, della cardiochirurgia dell’ospedale di Rapallo. Favorevoli all’entrata di Iclas la sezione della Lega Nord di Rapallo e il segretario cittadino Gabriele Vecchia. Rixi e Vecchia: “Benefici per la salute dei liguri  a costo zero per le casse pubbliche”

GENOVA – «Pensiamo che si debbano superare gli ostacoli ideologici che non hanno ragione di esistere e pensare soprattutto alla salute dei cittadini che, tra i tagli della Regione Liguria e quelli in programma da parte del governo Renzi al comparto Sanità, si ritrovano oggi con un’offerta sanitaria inadeguata ai propri bisogni. Pertanto, ben venga la proposta di un privato come Iclas disponibile ad affittare un intero piano dell’ospedale di Rapallo per insediarvi la propria attività cardiochirurgia e dare servizi oggi assenti nell’ospedale che potrebbero essere funzionali anche all’attivazione di un Pronto soccorso» dice Edoardo Rixi, consigliere regionale della Lega Nord che ha presentato in Regione un’interrogazione urgente per l’apertura ai privati dell’ospedale di Rapallo. Sulla proposta di apertura ai privati si è espresso già più volte favorevolmente anche Gabriele Vecchia, segretario cittadino della Lega Nord sezione di Rapallo.
«L’istituto cardiologico ligure di alta specialità-Iclas ex villa Azzurra, accreditato al sistema sanitario nazionale – spiega Rixi –  si farebbe carico di tutti i lavori di adattamento della struttura e  porterebbe servizi oggi non presenti: ad esempio il laboratorio di analisi, la radiologia h 24, l’anestesista h 24. Ricordo che, oltre all’attività cardiochirurgia, la struttura Iclas svolge attività di ortopedia, chirurgia generale e medicina convenzionata per pazienti provenienti da altre regioni: nell’anno 2013 il totale degli interventi effettuati è stato di 1119. Iclas prevede che, nella nuova struttura, con 700 nuovi interventi stimati, sarebbero pressoché azzerate le fughe di pazienti cardiochirurgici verso altre regioni. Inoltre, verrebbe aumentata la possibilità di accesso verso il sistema sanitario regionale ligure anche da fuori regione con l’incremento dell’attività di ortopedia, chirurgia generale e medicina che andrebbe a controbilanciare una parte delle restanti fughe. Infine, la struttura potrebbe anche instaurare sinergie con le altre strutture complementari già presenti sul territorio (Iscc di Camoglie e l’Irccs Gaslini). Il tutto a beneficio dei pazienti e dei cittadini non solo del Tigullio, ma in generale di tutto il levante genovese, senza alcun aggravio sulle casse della Regione».

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