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Sen. Rossi: «Primarie PD, la posizione di Liguria Civica»

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ROMA – Ho ricevuto molte telefonate in questi giorni, mail e sms di chi mi chiede cosa penso della candidatura di Cofferati.

Per arrivare a dire cosa penso di questa candidatura ho dovuto guardare e riflettere su quello che sta accadendo intorno a noi, a livello locale ma molto anche a livello nazionale.

Mi sposto tutte le settimane da Genova a Roma. Al Senato ascolto elucubrazioni di Senatori più o meno famosi che da mesi dicono tutto e il contrario di tutto, passo dalla Camera per votare i candidati di CSM e Corte Costituzionale e ascolto gli “Onorevoli” ancora più confusi. Non sanno dove andare, non riescono a capire chi vincerà, si domandano come sopravvivere a probabili elezioni di primavera, chi li potrebbe ricandidare, si interrogano su come finirà l’Italicum, se il Patto del Nazareno reggerà o meno, si meravigliamo dell’accordo tra Pd e M5S per il CSM, si preoccupano che venga concordato anche il prossimo Presidente della Repubblica, si prospettano accordi per costituire nuovi micro gruppi parlamentari.

Già guardando queste strategie del tutto individuali per perpetrare uno status, mi viene la nausea.

Quando arrivo in Liguria o leggo il sito del Secolo o di Primocanale, ho spesso effetti da mal di mare. Mi sembra che la confusione aumenti a dismisura, gli effetti nazionali riportati in una regione in totale crisi si leggono nelle dichiarazioni di molti.
Penso a come la dignità delle persone in politica sia pari a zero, si valuti il tutto sempre e solo per perpetrare il proprio potere, difendere interessi particolari e mai della collettività. Leggo di politici che passano da un partito all’altro addirittura da Forza Italia al Pd.

Non ci sono valutazioni oggettive di chi possa meglio portare la Liguria fuori dal guado, ma chi possa garantire ad un singolo individuo una candidatura, un assessorato, un posto in un consiglio di amministrazione di una società controllata senza provare la minima vergogna!

Leggo quello che dice Renzi sulle regioni:
“alcune hanno bilanci truccati, vergogna!
Sono piene di società controllate o meglio incontrollate, bisogna diminuirle!
Bisogna tagliare le Asl e diminuire il numero di direttori, vicedirettori, tagliare i costi della sanità, della burocrazia interna, non diminuire i servizi ai cittadini!
Che vergogna le regioni che hanno avuto gli scandali delle spese pazze!
Tagliare il costo dei consiglieri regionali, che non deve essere superiore a quello dei sindaci, e azzerare i finanziamenti ai gruppi in Regione!
I siti delle Regioni devono essere trasparenti, io ho provato a guardare i siti di alcune Regioni e non ci si capisce nulla!”

Ma Renzi sta parlando alla Liguria? Certo, sta parlando anche a Burlando e alla sua giunta! Li sta bacchettando con il righello sulle mani!
Certo, lo sta facendo ma non prende alcuna decisione da Roma sul territorio, se ne lava le mani, dà indicazioni in pratica di ciò che gli piace o non gli piace, dice chiaramente, specie a chi si è convertito alla sua corrente ora, che ci sono grandi distanze da colmare.

Burlando candida la Paita, da 8 mesi e più in corsa. Una corsa che non condivido per diverse ragioni.

Rappresenta la continuità di Burlando, da 8 anni è li a fianco a lui e in questi due mandati regionali, specialmente l’ultimo, ne sono successe di tutti i colori:

  • Scandalo spese pazze
  • 2 vice presidenti di giunta di Burlando arrestati
  • 1 Presidente del consiglio regionale che si è dovuto dimettere perché inquisito
  • 13 consiglieri indagati
  • Bilancio regionale non approvato dalla Corte dei Conti
  • Società controllate fuori controllo
  • Acquisti e vendite di immobili molto discutibili
  • Gestione dei finanziamenti europei a pioggia (circa 14mila micro finanziamenti) perché è evidente che garantisce un maggiore ritorno elettorale, ma non costruisce alcun progetto significativo per il territorio
  • Zero finanziamenti in bilancio per opere legate al dissesto idrogeologico neanche da dopo l’alluvione del 2011.

Tralasciamo il fatto che la candidata alle primarie di Burlando abbia anche la delega sia allaprotezione civile e ai rifiuti, due temi che con l’alluvione del 9 ottobre e la chiusura di Scarpino dovrebbero far riflettere sulle sue capacita amministrative.

Dall’altra parte abbiamo un candidato, Cofferati, che sai dove è collocato, ti può piacere o meno ma è lì da sempre nel suo partito, non segue le mode, ha delle convinzioni che si porta dietro da anni, certo comprendendo che la situazione dell’Italia e  della Liguria è di grave difficoltà. Ha una grande esperienza amministrativa da Sindaco, da parlamentare con forti collegamenti nazionali ed europei, sui personali e non per interposta persona. Non posso trascurare che sa meglio di chiunque gestire il rapporto con il mondo del lavoro, è stato forse il più importante sindacalista della Cgil e mai come oggi è fondamentale non cadere in scontri di classe e di piazza ma capire come trovare un giusto equilibrio, convincere che per guardare al domani è necessario oggi che tutti affrontino rinunce e sacrifici.
E più che altro non ha rapporti incrostati con il mondo ligure delle amministrazioni, della burocrazia, del mondo imprenditoriale o specialmente con quello “prenditoriale”, come diceva già vent’anni fa Alberto Gagliardi.
Sono convinto che partirebbe con una oggettività e obiettività nei rapporti e non prediligendo solo gli amici degli amici!

Nel sondaggio di Liguria Civica di qualche mese fa una delle domande era proprio se il candidato alla Presidenza della Regione potesse essere una figura non ligure. La risposta era al “50 e 50″. Ora Cofferati possiamo considerarlo quasi ligure, visto che da 6 anni è qui da noi, ma soprattutto penso abbia capito i tanti mali della nostra Regione e abbia l’esperienza amministrativa e i rapporti che possono essere una solida base di partenza per cambiare davvero. Anche se non ce n’era bisogno, l’appoggio che subito gli ha voluto dare una persona come la Balzani (che, non nascondo, sarebbe stata la mia candidata preferita) è la dimostrazione che siamo sulla giusta strada e mi fa sorridere la strategia delle controparte che candida come ticket un vicepresidente della Culmv per cercare i voti della sinistra. Peraltro senza voler far polemica, ma con il marito Presidente del Porto lo trovo proprio di cattivo gusto.

Quindi dopo queste e molte altre elucubrazioni sul futuro della nostra regione, mi pare evidente che nell’ambito delle primarie del Pd (che secondo me non si dovevano fare) avendo fatto questa scelta “Ponzio” Guerini, sono convinto che non possiamo che augurarci che Cofferati vinca le primarie del Pd e poi che gli altri candidati degli altri schieramenti si facciano avanti, dal centro destra alla Lega, al M5s, per una campagna che non sia solo una guerra di potere ma un laboratorio di idee da cui trarre gli spunti per dare un futuro a una terra meravigliosa, così maltrattata proprio dalla politica di molte generazioni ma specialmente da quella degli ultimi 10 anni, che deve uscire totalmente da quella visione del potere clientelistico che l’ha caratterizzata portandoci ad essere la regione del tutto il centro-nord Italia con i peggiori dati economici e occupazionali.

Sen. Maurizio Rossi – presidente di Liguria Civica

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