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Guerri: «Per contrastare la diffusione del cancro nella nostra città, prevenzione e cure sanitarie adeguate»

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Stop al carbone, conversione della centrale. 

LA SPEZIA – "La crisi economica e industriale in atto presupporebbe la presenza di minori inquinanti nell'aria. Anche nella nostra città. Così invece non è. Ed è sempre più frequente sentire di persone che vengono colpite dal cancro. Nonostante sia una malattia molto diffusa e che ormai ha toccato quasi tutte le famiglie, si osserva che le persone colpite, così come i loro congiunti, non sempre sono disponibili ad affrontare la cosa sotto il profilo comunicativo. Ma è chiaro che ci troviamo dinanzi a un disagio sociale sempre più evidente ed esplicato con modalità tendenti all'esasperazione se non alla disperazione. Guardando il cielo e pensando ai disastri delle modificazioni climatiche, non si può non pensare che le emissioni di idrocarburi, dopo essersi addensate in nuvole per effetto dell'inversione termica, rimangano negli spazi sovrastanti la nostra città, così che si può tranquillamente parlare di piogge acide e delle possibili conseguenze. E in questo contesto, non si può non considerare che qui in città un'attività inquinante è dovuta al consumo del carbone per produrre energia da parte di Enel. C'è da tenere conto anche di come viene trattato il carbone dall'arrivo nelle banchine alla permanenza delle stesse fino al trasporto nella centrale. Sarebbe opportuno che la cittadinanza tutta ma soprattutto coloro che abitano più vicino al sito cittadino della centrale fossero adeguatamente informati sulla gestione della centrale stessa in ogni suo aspetto indipendentemente dalle condizioni climatiche.  Un'indagine epidemiologica,  a partire dal Levante cittadino, coerente con i dati attuali, potrebbe far comprendere alla comunità se l'amministrazione comunale intende verificare i danni che la presenza dell'Enel produce sul territorio e sulle persone. Avendo conoscenza che attraverso un referendum i cittadini a strgrande maggioranza avevano già espresso il diniego al permanere dell'Enel in un sito urbano con caratteristiche tecniche come quelle della centrale attuale, e riscontrando comportamenti molto diversi nell'ambito del territorio regionale nei confronti del mantenimento di centrali a carbone (il caso di Vado Ligure), siamo a chiedere quali intenzioni ci siano per le dismissioni della centrale a carbone della Spezia in tempi  che possono consentire la conversione della centrale stessa utilizzando, per un breve periodo, il metano per poi arrivare ad un modo diverso di produrre energia attraverso fonti rinnovabili. Questo garantirebbe l'occupazione attuale e, senz'altro, a questo farebbe riscontro un livello occupazionale più elevato. Consapevoli purtroppo che la patologia tumorale è in costante aumento nella nostra città, oltre a un'indagine epidemiologica in tempi certi è utile e necessario creare condizioni di prevenzione e di cura adeguate al caso. Non è certo disperdendo oncologia in rivoli (con la soppressione del reparto) e non avendo né l'hospice né un'assistenza domiciliare all'altezza della richesta, che possiamo garantire i cittadini che vengono colpiti dal cancro."

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