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Patronati, Rixi: “No ai tagli ai servizi”

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GENOVA – «In Italia abbiamo la burocrazia più pesante d’Europa e uno Stato che invece di risolvere i problemi dei cittadini, ne complica la vita e ora il governo Renzi vorrebbe chiudere l’unico strumento di pubblica utilità a titolo gratuito. Uno scandalo contro cui abbiamo chiesto un impegno preciso a questa giunta nella difesa di un servizio essenziale soprattutto in questo periodo di grave crisi economica per cui è pressoché impossibile per la stragrande maggioranza dei liguri rivolgersi a un libero professionista per provvedere alle incombenze burocratiche richieste da questo Stato che si palesa nella vita di ognuno solo quando chiede le tasse».
Così Edoardo Rixi, consigliere regionale della Lega Nord, che questa mattina ha presentato un ordine del giorno, approvato all’unanimità, che impegna la giunta e il presidente a “richiedere al Governo una revisione del taglio, al fine di salvaguardare il servizio di pubblica utilità offerto dai Patronati, o comunque a garantire che gli stessi servizi vengano erogati ai contribuenti senza un aggravio di costi”.

«I patronati sono organismi previsti dalla Costituzione per assistere gratuitamente tutti i cittadini sulle materie previdenziali e socio-assistenziali, su malattie e infortuni sul lavoro, sui permessi di soggiorno e su molto altro – spiega Rixi – in barba quindi a un diritto costituzionale, la legge di Stabilità varata dal governo Renzi, sono stati previsti consistenti tagli alle risorse ai patronati con gravi conseguenze sulla tutela dei diritti del cittadini.Si parla di 150 milioni di euro con la riduzione dell’aliquota allo 0.148% sul monte contributi dei lavoratori dipendenti, a fronte di un servizio che ogni anno fa risparmiare alla Pubblica Amministrazione 657 milioni di euro. A causa della riduzione dei fondi, i Patronati non potranno più garantire un servizio gratuito, l’uguaglianza d’accesso ai diritti sarà cancellata. Ricordo che il fondo dei Patronati è alimentato da una quota dei versamenti dei contributi previdenziali obbligatori di tutti i lavoratori dipendenti, e con i tagli queste risorse saranno incamerate dallo Stato per altri scopi non precisati che quindi si approprierebbe, indebitamente, di soldi dei lavoratori che continuerebbero a pagare un servizio di cui però in pratica non potrebbero usufruire, a titolo gratuito come oggi accade. Per effetto dei tagli, che comporteranno sicuramente una drastica riduzione degli uffici territoriali, si andrà a colpire le fasce deboli della popolazione, le persone anziane non saranno più assistite nei rapporti con enti quali ad esempio l’INPS. Non solo: la chiusura delle sedi territoriali mette a rischio ben 10mila posti di lavoro con conseguente aumento della disoccupazione. I Patronati in questi anni hanno supportato il ministero degli Interni e gli Enti previdenziali, come Inail e Inps. Conseguenza dei tagli, sarà l’ingolfamento delle sedi pubbliche per le quali non è previsto un incremento delle assunzioni poiché, senza il supporto dei Patronati, gli enti INPS e INAIL e il Ministero degli Interni, in particolare la Questura, dovrebbero aumentare l'organico di 6000 unità. Ricordo che solo in Liguria davanti agli sportelli si sono messi in coda, nel 2013, quasi 14 mila immigrati per fare domanda di permessi di soggiorno. Più di 45 mila persone per quella di disoccupazione, moltiplicate dalla crisi».

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