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«Acam Acque e super bollette». Precisazioni dell’Azienda alle dichiarazioni della Frijia

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Precisazioni in  merito agli articoli apparsi su Cronaca4 “Frijia (FI):  «Acam Acque invia super bollette a carico dei cittadini e in contemporanea assume due funzionari»”

LA SPEZIA – Nonostante più volte si sia cercato di chiarire le modalità di funzionamento e di applicazione del nuovo metodo tariffario idrico, in risposta ad interpretazioni e considerazioni spesso poco informate su norme e regolamenti (quando non platealmente in malafede), tocca nuovamente tornare sull’argomento, a fronte delle dichiarazioni odierne del consigliere comunale della Spezia Maria Grazia Frija.

La consigliera persiste nell’attribuire a “mala gestione” di ACAM Acque la discrasia tra ricavi previsti e quelli poi effettivamente conseguiti nel periodo precedente al nuovo inquadramento di settore, intervenuto dal 2012.

Eppure è evidente, a chiunque abbia la pazienza di studiare anche solo superficialmente l’argomento, che  anche  nel  metodo  tariffario  precedente  al  2012  (il  cosiddetto  “metodo  normalizzato”)  era un’autorità pubblica, e cioè l’Autorità di Ambito Territoriale Ottimale, a pianificare ricavi, costi, investimenti dei gestori operanti nel proprio territorio; ed era proprio sulla base di tali proiezioni e pianificazioni (i cosiddetti “Piani di Ambito”) che le Autorità di Ambito fissavano per ogni anno la tariffa (coerente alle suddette previsioni) che i gestori avrebbero poi, semplicemente e pedissequamente, applicato.

Ciò è accaduto naturalmente anche per l’Ambito Territoriale Ottimale Spezzino, dove nel gennaio 2009 fu approvato dalla Conferenza dei Sindaci dell’ATO il Piano di Ambito, con relative previsioni di ricavi, costi, investimenti e, per ogni anno, le tariffe che i gestori (ACAM Acque fra loro) avrebbero dovuto applicare.

Quindi nessun “ammanco”, nessuna “mala gestione” di ACAM Acque, ma   previsioni dell’ATO rivelatesi successivamente errate e tariffa insufficiente e inadeguata all’effettivo dimensionamento dei volumi di acqua erogati dal gestore.

Attribuire a colpe di ACAM la situazione che si è determinata tra il 2008 e il 2011 è totalmente gratuito e strumentale; lo dimostra ulteriormente il fatto, anche questo facilmente acclarabile, che in tutta Italia si sono registrate tali mancate corrispondenze fra previsioni e realtà, e ciò sta portando diffusamente al ricorso ai conguagli per mancati ricavi pregressi. E il motivo di tale diffusione del fenomeno è anche facilmente intuibile: in regime di tariffa determinata dal livello politico-amministrativo territoriale (ante
2012), la non perfetta stima dei volumi venduti (al rialzo) consentiva di tenere artificiosamente più bassa la tariffa. E che il fenomeno sia nazionale e non spezzino lo dimostra vieppiù la presa di coscienza dell’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas ed il Servizio Idrico, la quale, con la delibera 643 del
27/12/2013, ha normato la procedura affinché gestori e ATO italiani potessero, entro e non oltre il
30/06/2014, risolvere bonariamente e definitivamente tutte le “partite pregresse”  al 2012, generate dal non perfetto funzionamento del metodo tariffario precedentemente in vigore.

In conclusione, numeri e motivazioni assunti e denunciati dalla consigliera Friija come prova della consapevole e reiterata cattiva condotta di ACAM Acque non corrispondono alla realtà dei fatti, ad una

corretta ricostruzione storica degli eventi, all’inquadramento normativo e regolamentare, ante 2012 ed attuale.

La consigliera sposta poi  il tiro su presunte assunzioni di “due funzionari” in ACAM Acque, che proverebbero evidentemente la prosecuzione della mala gestione, sulle spalle e sulle tasche dei cittadini.

A tale proposito, ricordiamo che ACAM Acque è particolarmente monitorata dal piano di ristrutturazione ex art.182 bis, anche per quel che riguarda i numeri relativi al personale; e l’azienda è oggi perfettamente in linea con le riduzioni di personale stabilite dal piano e dall’accordo coi creditori.

Informiamo più correttamente la consigliera (rispetto alle voci poco precise che ha evidentemente raccolto altrove) che, nel corrente mese di novembre 2014, ACAM Acque sarà complessivamente interessata da sei movimenti di personale, fra la stessa Acque ed altre società del Gruppo: quattro in entrata e due in uscita, quindi nessuna nuova assunzione.

I quattro in entrata sono: tre letturisti, provenienti dal settore letture gas di Integra, a seguito della cessazione del servizio da parte di Integra perché in perdita in modo significativo da anni e recuperati da Acque proprio per potenziare un settore importantissimo e delicatissimo allo scopo di continuare a migliorare il livello di servizio di lettura a beneficio degli utenti; un funzionario amministrativo che è andato  a  ricoprire  la  mansione  di  responsabile  dei  servizi  commerciali  ed  all’utenza,    al  fine  di coordinare meglio tutte le attività che vanno da letture e servizi ai contatori sino ai servizi di sportello, di fatturazione, di recupero crediti e morosità, questo al fine di migliorare i ricavi di Acque. Tutto ciò nulla ha a che fare con ripercussioni sulla tariffa, anzi al contrario, l’aumento dei ricavi societari e dell’efficienza gestionale rappresentano aspetti che hanno, questi si, un impatto positivo sulla possibilità di riduzione o di non incremento tariffario.

I due in uscita sono: un funzionario tecnico-amministrativo del settore progettazione, verso ACAM Gas; un operaio, che volontariamente ha chiesto di essere spostato al servizio porta a porta di ACAM Ambiente.

Tutto qui: non si riesce, francamente, a vedere il problema né, tanto meno, lo scandalo.

L’Amministratore Delegato di Acam S.p.A. Dott. Gaudenzio Garavini
L’Amministratore Unico di Acam Acque S.p.A. Dott. Luca Piccioli

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