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Quelle facce da Picco, felici come dopo una vittoria

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Cacia salta Piccolo e deposita in rete con un pallonetto – Foto Patrizio Moretti

Nonostante si sia visto uno Spezia dai due volti, ancora una volta il pubblico ha apprezzato una squadra da battaglia che sta acquisendo una solidità importante

LA SPEZIA – Le facce all’uscita dallo stadio erano un po’ come quelle di una vittoria ottenuta all’ultimo tuffo di una partita importante, in uno stadio che è tornato a tratti aruggire, a dare spettacolo coreografico.

Finalmente!

Questo pareggio che profuma di tre punti, ancora una volta ha un nome e un cognome: Nenad Bjelica. Nel bene e nel male.

Nel male di un primo tempo regalato al Bologna, con uno Spezia contratto e sempre troppo attento a non scoprirsi ed esibirsi in pressing asfissianti, una squadra che finiva per non attaccare gli spazi, quei pochissimi spazi che unBologna, eccellente in fase di palleggio, concedeva.

Tensione che faceva sbagliare anche le cose più semplici ma che si respirava anche sugli spalti, data l’importanza dei punti in palio di questa partita di vertice cosi attesa in città.

Tensione da grande calcio e avversari blasonati.

Dopo il bellissimo gol lampo di Cacia nel secondo tempo, ecco la mano “buona” del mister con quel doppio cambio poco spesso utilizzato dagli allenatori in genere ma che, se sfruttato bene, può avere la funzione di dare una scossa, di rivoluzionare tatticamente e mentalmente una partita incanalata nella maniera non sperata.

Di sbloccarla anche da un punto di vista mentale.

Bakic manca all’appuntamento col salto di qualità atteso un po’ da tutti, Giannetticerca affannosamente la miglior condizione e la miglior intesa con Ebagua. Fuori entrambi per Schiattarella e Catellani. Fuori la “staticità di giornata” a favore di una maggiore corsa, velocità ed aggressività.

Ecco come il mister mescola il mazzo e ributta le carte in tavola. Maggior brio, maggior ritmo, più freschezza atletica. In un colpo solo il Bologna perde due punti di riferimento, fin li abbastanza scontati, e fatica a riprendere le misure. Il resto lo fa lo spirito di questa squadra, uno spirito che sempre meno squadre riescono ad arginare e “vincere“.

Chiunque oggi sa che è difficile battere questo Spezia. Le squadre che arrivano “in fondo” sono quelle che oltre ad avere buoni mezzi tecnici, hanno un’anima riconoscibile, una mentalità battagliera e dalla partita di Modena in poi sembra essere passato un secolo.

Poteva esserci scoramento dopo quel gol di Cacia giunto al secondo minuto del secondo tempo, poteva sembrare una montagna invalicabile.

Mazzarri avrebbe pensato “e poi pioveva sempre più incessantemente“. Bjelicano. Bjelica fa il doppio cambio e dà un segnale ben preciso a tutti.

Il pareggio finale è il frutto, anche un po’ fortunato, di una pressione costante, di una voglia importante, di una fame crescente.

Striscia positiva allungata – ed è la migliore tra le squadre di testa – e la consapevolezza della propria forza che sale anche in un pomeriggio che ha mostrato qualche incertezza e timore reverenziale di troppo, frutto inevitabile di una squadra giovane e ancora in “formazione“. Formazione ad alta quota.

La prossima tappa a Trapani sarà altro esame da superare. Affronteremo una squadra che segna molto ma che concede anche qualcosa. Se ancora una volta lavoreremo al meglio in fase difensiva, il 70% del lavoro sarà svolto.

L’altro 30%lo aspettiamo dalle bocche da fuoco la davanti.

Mancano solo i loro gol per diventare grandi davvero, ma la strada è inevitabilmente quella.

 

Dennis Maggiani – © Riproduzione Riservata
www.speziacalcionews.it/

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