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Genova città per la vita. A Palazzo Ducale voci dall’Uzbekistan contro la pena di morte

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Domenica 30 novembre ore 17.45

GENOVA – In 14 anni la campagna “città per la vita”, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, ha promosso eventi in 92 paesi dei cinque continenti per ricordare il 30 novembre 1786, quando per la prima volta uno Stato, il Gran Ducato di Toscana, abolì la pena di morte. In questi 14 anni quello che sembrava impossibile è diventato possibile: i Paesi che mantengono la pena di morte sono ormai molto meno di quelli abolizionisti e all’ultima assemblea delle Nazioni Unite solo 36 stati tra i 194 rappresentati si sono dichiarati contrari all’adozione di una moratoria universale.

Quest’anno a Genova saranno presenti due testimonianze dall’Uzbekistan, paese dove fino a pochi anni fa la pena di morte era uno strumento diffusissimo ed una pratica inarrestabile, mentre dal 2008 è stata abolita.

– Tamara Chikunova, fondatrice dell’associazione “Madri contro la tortura e la pena di morte” e madre di un condannato eseguito nel 2000. Con la sua associazione ha salvato la vita di 14 condannati, tra cui Marat Rachmanov, anch’egli presente alla conferenza di domenica 30 novembre

– Marat Rachmanov sarà presente a Genova già nei prossimi giorni e parteciperà ad una serie di iniziative nelle scuole e nelle carceri genovesi, portando la sua testimonianza di uomo che ha vissuto nel braccio della morte in Uzbekistan.

Programma dell’incontro
Domenica 30 novembre – h. 17.45 Sala Maggior Consiglio di Palazzo Ducale
Saluti: Marco Doria, sindaco di Genova
Interventi:
– Luca Borzani, Fondazione per la cultura
– Simona Merlo, Comunità di Sant’Egidio
Testimonianze:
– Tamara Chikunova, associazione “Madri contro la tortura e pena di morte”
– Marat Rachmanov, ex condannato a morte, Uzbekistan

Per informazioni:
Doriano Saracino 347.2499367
Sergio Casali 347.2499358

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