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Lavoratori della Provincia: stato d’agitazione di tutto il personale

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Le Segreterie Provinciali della Spezia FP CGIL, CISL FP, UIL FPL.

LA SPEZIA – I lavoratori della Provincia della Spezia, riunitisi in assemblea generale presso la sala consiliare provinciale, insieme alle RSU interne e le Segreterie sindacali provinciali FP CGIL, CISL FP e UIL FPL, hanno decretato lo stato d’agitazione di tutto il personale dell’Ente, precario ed a tempo indeterminato.

Ciò a causa delle gravissime condizioni economiche in cui si trova a dover operare la Provincia, ormai da due anni, per effetto dei continui tagli nel trasferimento delle risorse finanziarie all’Ente, da parte dello Stato.

Tali riduzioni hanno inciso negativamente sulla capacità dell’Ente di erogare i servizi ai cittadini e alle imprese.


Gli ulteriori tagli previsti nella legge di stabilità in corso di approvazione, porteranno la Provincia a dover comprimere, se non ad annullare, la capacità di gestione ordinaria delle deleghe di propria competenza ed arriveranno di fatto a mettere a rischio le retribuzioni mensili dei dipendenti, se non addirittura dei livelli occupazionali.

Se la strada dei tagli finanziari alle Province, intrapresa nelle leggi di stabilità promulgate dagli ultimi quattro governi, proseguirà nella medesima direzione, l’Amministrazione si troverà ben presto a dover decidere se pagare regolarmente gli stipendi dei dipendenti, oppure saldare le fatture dei fornitori e delle aziende creditrici, o onorare le rate dei mutui accesi, o ancora se pagare le bollette e così via.

Il tutto partendo dal presupposto che nel frattempo non vi saranno risorse da poter investire, ad esempio, per la manutenzione delle strade, per gli interventi di riparazione nelle scuole, per la salvaguardia del territorio e la tutela dell’ambiente, per la formazione professionale e le politiche del lavoro, ecc.

Nonostante i continui proclami demagogici sull’abolizione delle Province, non ci si è minimamente preoccupati di analizzare le funzioni garantite fino ad oggi da tali enti e si è invece deciso di mantenerli in vita, rendendoli di fatto non operativi (ed ora addirittura deficitari economicamente), attraverso i tagli delle risorse finanziarie.

Ad inizio assemblea è intervenuto il Presidente Massimo Federici portando i saluti ai lavoratori e affermando quanto sia grave la situazione dell’ente a cui la nuova guida politica è attenta nonostante le difficoltà di mantenere il bilancio in pareggio senza decretare il pre-dissesto finanziario. Il Presidente si è reso disponibile a lavorare in sinergia con le oo.ss per raggiungere l’obbiettivo comune per la salvaguardia dei servizi e dei livelli occupazionali a tempo determinato e indeterminato.
          
In questo preoccupante contesto l’assemblea della Provincia della Spezia ha registrato ed anzi denunciato, oggi, il grave ritardo con cui la Regione Liguria, competente a decidere per legge, sta affrontando la questione relativa alle deleghe finora gestite dalle Province e che la norma definisce non più di loro competenza.

La Regione, a seguito della promulgazione ad Aprile della cosiddetta “legge Del Rio” avrebbe dovuto iniziare un percorso di confronto fra tutti le autonomie locali (Regione, Province e Comuni) e le Organizzazioni Sindacali, per decidere quali funzioni dovranno ancora essere gestite dalle Province, a partire dal 1 Gennaio 2015 e quali dovranno essere invece attribuite alle unioni dei Comuni, o alla Regione stessa, insieme al relativo personale.

Così invece non è stato. Il percorso concertativo è partito a Novembre, con notevole ritardo, rispetto alla scadenza prevista di fine anno.
Tale ritardo sarebbe stato determinato, secondo la Regione, dal fatto che il D.P.C.M. attuativo previsto dalla legge Del Rio, è stato pubblicato soltanto venti giorni fa, nonostante il testo definitivo fosse stato licenziato a Settembre.

Questo ritardo, però, associato ai tagli summenzionati, sta divenendo letale per il destino delle Province di tutta la regione, città metropolitana compresa, proprio per l’impossibilità economica di riuscire a reggere il costo dei servizi da erogare.

D’altra parte la stessa Regione denuncia le difficoltà in cui si verrà a trovare, per effetto dei tagli finanziari, di cui essa stessa sarà vittima.

E ciò aggrava ulteriormente il quadro generale della situazione, provocando un insostenibile rimpallo su chi dovrà gestire le funzioni non più di competenza provinciale.
In mezzo a questa assai poco edificante situazione, si trovano i quasi 350 lavoratori (e le rispettive famiglie), che stanno facendo la fine della cosiddetta “carne da macello”.

L’assemblea di questa mattina, oltre a registrare il pesante clima di incertezza che si respira attualmente nell’Ente, ha sancito lo stato di agitazione del personale ed ha investito le OO.SS. del compito di intraprendere ogni iniziativa utile a dare risalto alla problematica, allo scopo di trovare una rapida e positiva soluzione alla situazione.

Si è pertanto deciso:
– di chiedere un incontro urgente al Sig. Prefetto, in qualità di rappresentante territoriale del Governo, perché si faccia portatore delle difficoltà locali;
– di aderire ad iniziative di carattere regionale, in sinergia con le Istituzioni, per sensibilizzare il Parlamento ad apportare riduzioni ai tagli previsti nella legge di stabilità;
– di organizzare momenti di mobilitazione di tutti i dipendenti delle Province della nostra Regione, allo scopo di esercitare la necessaria pressione sugli organi di governo liguri, perché portino urgentemente a compimento il percorso decisionale sulle deleghe provinciali e sul relativo personale interessato;
– di dare risalto alla “questione Province” già a cominciare dalle manifestazioni che si terranno in occasione dei prossimi scioperi.

All’assemblea hanno partecipato Alessandra Guazzetti e Daniele Lombardo, per la Fp Cgil; Franco Volpi e Giorgio Raso, per la Cisl Fp e Massimo Bagaglia, per la Uil Fpl.

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