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«Su ENEL chiediamo la conversione della centrale a carbone, l’indagine epidemiologica e trasparenza»

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LA SPEZIA – Nel Consiglio Comunale di questa sera, con riferimento al tema della centrale Enel, sarà presentato dai consiglieri d'opposizione Giulio Guerri, Edmondo Bucchioni, Christian Bertagna, Carlo Colombini, Erica Iannello e Ivan Mirenda un documento che chiede una revisione urgente dell'autorizzazione ministeriale che ha consentito e consente all'ENEL di continuare a bruciare carbone alla Spezia. Tre gli obiettivi fissati dai firmatari della mozione: la conversione della centrale, l'indagine epidemiologica e l'assunzione dei provvedimenti conseguenti a tutela della salute, tenendo anche conto di quanto sta accadendo in altre città con centrali termoelettriche a carbone Porto Tolle, Civitavecchia e Vado Ligure.

"Oltre 50 anni di presenza di una centrale a carbone- si legge nel documento – non possono non aver determinato un danno per l’ambiente  e la salute dei cittadini. E il cumulo delle fonti di inquinamento presenti alla Spezia costituisce molto più di un rischio, ma una costante e oggettiva minaccia per la salute della popolazione. Ne valgono da indicatori la situazione di Vado Ligure e Porto Tolle lo studio proposto dall’Istituto Superiore di Sanità e quello in fase di realizzazione a Civitavecchia. L’inopportunità di mantenere in attività centrali situate dentro un “conglomerato urbano” è stata confermata persino dall'attuale AD di Enel, ed è ben difficile non considerare un conglomerato urbano il contesto dei quartieri di Melara, Limone, Pianazze, Pitelli, Pagliari e Fossamastra, i quali peraltro ospitano una scuola dell’infanzia (a Fossamastra di fronte al pontile di scarico dell’Enel), una elementare e una  media (a Melara, sotto la ciminiera e davanti al silos delle ceneri)." Questa in sintesi la premessa. Il documento dei gruppi "Per la Nostra Città", Prc e Movimento5Stelle, dopo un'ampia disamina delle situazioni similari alla realtà spezzina (Vado Ligure, Porto Tolle, Civitavecchia), delle risultanze delle istruttorie epidemiologiche e giudiziarie promosse, negli ultimi anni, in quelle città, mette a fuoco impegni e promesse disattesi, sul piano politico e tecnologico, rispetto alla presenza della centrale Enel della Spezia agli effetti inquinanti e nocivi della movimentazione e della combustione del carbone.  "Nel ribadire l'auspicio di addivenire al più presto all'adozione nella nostra città di forme di produzione energetica alternative ed ecocompatibili" si impegna il Sindaco  a una richiesta immediata di revisione dell’AIA (volta a riconsiderare le condizioni per l’esercizio della centrale con l’attuale assetto impiantistico e l’utilizzo del carbone come combustibile) e ad avviare un’indagine sanitaria che si concentri soprattutto sulle patologie respiratorie e cardiovascolari, a partire dalle schede dei ricoveri ospedalieri, per verificare se questi siano in eccesso rispetto alle medie attese e in tal caso se questi siano da mettere in relazione diretta con la presenza della centrale, posto che si tratta di patologie strettamente connesse con le emissioni tipiche di una centrale a carbone, che s’incrementano/decrementano all’aumentare o al ridursi dell’inquinamento."

"Ricordiamoci – aggiunge Guerri – che la dismissione del carbone per addivenire a forme di produzione energetica alternative significa dare un fondamentale beneficio all'ambiente, alla salute di tutti e anche all'occupazione, perché – al contrario di quanto voglia far credere il ricatto occupazionale con cui talora si cerca giustificare la permanenza dell'Enel nell'attuale condizione (centrale a carbone)- sviluppare la ricerca e la trasformazione verso un modello produttivo ecocompatibile significa creare le condizioni per nuovi posti di lavoro. Lasciano, peraltro, il tempo che trovano – prosegue Guerri –  le dichiarazioni rilasciate in queste ore dal gruppo del Pd, che oggi, a ridosso delle elezioni, accenna alle energie rinnovabili e alla pubblica discussione dei dati dell'ISPRA, quando, appena un anno fa lo stesso Pd, nel momento in cui aveva l'occasione di prendere decisioni significative in merito, con un procedimento AIA affidato a un proprio sindaco, a una propria giunta regionale e a un proprio ministro, ha prodotto il risultato di autorizzare l'Enel a continuare, qui alla Spezia, l'utilizzo del carbone, peraltro in un contesto di insufficiente  trasparenza e scarso coinvolgimento dei cittadini (come dimostrammo quando scoprimmo e rendemmo noto che il parere del comitato tecnico ministeriale era stato stilato e postato da molti giorni sul sito del Ministero dell'Ambiente senza che il Comune si fosse scomodato a darne notizia all'opinione pubblica). E per quanto riguarda possibili rassicurazioni di fonte ufficiale, la prudenza appare d'obbligo. Apprendiamo proprio in queste ore – conclude Guerri – che la Procura di Savona ha interrogato un dirigente dell'Istituto Superiore Tumori di Genova sulle discordanze fra i dati prodotti da tale Istituto (sulla base dei quali era stata autorizzata la centrale a carbone di Vado) e quelli della perizia prodotta dal pool di esperti nominato dalla Procura (sulla base dei quali, invece, si sono avuti il sequestro della centrale, l'istruzione di un'inchiesta per disastro ambientale e la revoca dei pareri autorizzativi da parte degli enti).
Dall'interrogatorio sarebbe emersa – da quanto riportato da "Il Secolo XIX" – un'ammissione dalla minor validità dei dati in possesso della Regione rispetto a quelli ricavati dalla squadra investigativa attraverso la propria attività peritale.Ciò deve fare riflettere sull'opportunità, sempre attuale, di dare corso, alla Spezia, ad una proposta che il gruppo "Per la Nostra Città" ha lanciato e riproposto sin dal 2012, quella cioè di attivare, in ordine alle piaghe ambientali che affliggono il territorio spezzino, il contributo di trasparenza, di conoscenza e di verifica messo a disposizione da una consulenza "indipendente" istituita dai cittadini."

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