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Ecco come la floricoltura ligure può tornare a respirare

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Ricerca e nuove strategie di mercato. Si è svolto questa mattina, ad Albenga, il convegno sulla floricoltura della Liguria. Gadina (Coldiretti Liguria): «Innovazione ed export per rilanciare un settore che vale l’80% dell’intera produzione agricola della regione»

ALBENGA – Il florovivaismo sta attraversando una crisi che sembrerebbe non dare troppo spazio all’ottimismo. I recenti eventi calamitosi e un andamento climatico sempre più incerto rappresentano la punta di un iceberg: aziende in difficoltà economiche, deperibilità della pianta in fiore, mancanza di marketing e comunicazione, logistica difficile, scarsa programmazione colturale, strategie commerciali, nessuna coltura di collaborazione. Ma allora, ha ancora senso avere un’azienda florovivaistica? C’è ancora chi acquista piante in vaso o fiori recisi? Ci sono nuovi mercati? Domande a cui Coldiretti Liguria ha cercato di dare una risposta questa mattina, durante l’incontro dedicato alle prospettive della floricoltura ligure che si è tenuto alla cooperativa L’Ortofrutticola di Albenga.

«Il potenziamento della filiera florovivaistica rappresenta un’importante opportunità di crescita per l’economia ligure – spiega Germano Gadina, presidente di Coldiretti Liguria – Opportunità rappresentata dall’anomalia, tutta ligure, che vede il settore floricolo rappresentare circa l’80% dell’intera produzione agricola della Liguria, per un valore stimato di oltre 520 milioni di euro. La concorrenza dell’Olanda è sicuramente quella più forte: storicamente gli olandesi sono sempre stati ottimi produttori e ottimi commercianti, ma adesso stanno diventando anche ottimi innovatori».
Il Piano Nazionale del settore Florovivaistico recentemente approvato e il nuovo Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020 possono essere strumenti di rilancio e di potenziamento economico del settore. Ma oltre a questi due strumenti, esistono altre importanti opportunità economiche a favore della ricerca applicata e delle imprese agricole: «I cardini del rilancio sono rappresentati dalla ricerca, indispensabile per l’innovazione di prodotto e di processo anche nelle imprese liguri, e da rinnovate strategie di mercato per consolidare i rapporti con i tradizionali acquirenti: Nord-Europa, Svizzera, Russia e Giappone. Posto il Psr come strumento economico, si tratta di obiettivi che possono essere raggiunti solo con norme adeguate e scelte produttive corrette per l’intero settore. Considerando che proprio la floricoltura si caratterizza come un settore a forte tasso di innovazione».

Attualmente in Italia operano 32 mila imprese florovivaistiche (il 3% del totale delle aziende agricole italiane), che producono il 7% della produzione agricola totale (2,5 miliardi di euro) utilizzando lo 0,4% (36 mila ettari) della superficie agricola (fonte Cfs-Regione Liguria).
In Liguria le aziende florovivaistiche impegnate nella produzione sono oltre 6.100, con 14.300 addetti, mentre sono circa 21.600 gli occupati nell'intera filiera. La produzione del Distretto del Ponente costituisce circa il 20% del totale del valore produttivo nazionale e nel suo territorio operano 5.500 operatori commerciali, 410 grossisti e 140 esportatori con un movimento medio di cento autotreni che riforniscono quotidianamente le altre province italiane. (fonte Regione Liguria-www.agriligurianet.it)

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