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Il 3 dicembre si decideranno le sorti di tante sedi, distaccamenti e nuclei specialistici del CNVVF

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Paolo Trolese Segretario Provinciale La Spezia CONAPO Sindacato Autonomo VV.F..

LA SPEZIA – Una vigilia di S. Barbara sicuramente amara per i Vigili del Fuoco di tutta Italia e, quindi , anche per gli uomini del 115 della Spezia. Mercoledì 3 dicembre, infatti, il giorno prima della ricorrenza della santa patrona di tutti i Vigili del Fuoco, a Roma si decideranno le sorti di tante sedi, distaccamenti e nuclei specialistici del CNVVF che già oggi lamentano importanti lacune di uomini ed automezzi al punto tale da mettere a serio rischio l’efficacia e l’efficienza della risposta alle richieste di soccorso della popolazione; aspetti, questi, che da sempre hanno contraddistinto l’operato del Corpo più amato dagli italiani, capisaldi dell’appartenenza ad esso, orgoglio delle donne e uomini che lo compongono.

Da circa un anno il Dipartimento dei Vigili del Fuoco e Soccorso Pubblico sta, infatti, elaborando un piano che, nell’ottica della tanto decantata “spending review” – denuncia Paolo Trolese segretario provinciale del CONAPO, il sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco – prevede un progetto di riforma di riduzione delle attuali piante organiche del CNVVF con ridimensionamento o addirittura soppressione di sedi e nuclei specialistici, storicamente fiore all’occhiello del CNVVF.

Questo progetto che, fatta eccezione per il CONAPO e la USB, ha già avuto il benestare di tutte le Organizzazioni Sindacali presenti nel CNVVF, sta appunto per diventare un provvedimento legislativo, le cui ripercussioni sul servizio di soccorso operato dai Vigili del Fuoco sarebbero devastanti, sia per la sicurezza degli operatori stessi sia, soprattutto, per l’intera popolazione in termini di adeguata risposta alle richieste.

Infatti, solo a titolo di esempio, per la sede spezzina sono previsti la chiusura del Nucleo Sommozzatori Vigili del Fuoco e la riduzione di 4 unità operative specialiste al distaccamento Porto Mercantile. Ricordiamo – dice Trolese – che solo l’intervento del Nucleo Sommozzatori Vigili del Fuoco ha permesso il salvataggio dei due impiegati rimasti intrappolati nella filiale della Banca Carige di Vernazza durante l’alluvione del 2011 e, ultimo solo in ordine di tempo, il salvataggio dei due naufraghi presso la diga foranea nello scorso luglio con condizioni di mare proibitive; non è retorica ma, oggettivamente, se quella notte non fossero stati presenti i Sommozzatori Vigili del Fuoco, probabilmente la sorte dei due marinai non sarebbe stata la solita; vorrei precisare – sottolinea il segretario provinciale CONAPO – che in questi casi, come in altri, si parla di salvataggio e non di soccorso, ovvero, parlando di vite umane, con salvataggio si esprime l’opera diretta a trarre in salvo persone in pericolo di vita.

Il personale specialista in servizio al distaccamento Porto Mercantile opera quotidianamente in azioni che vanno dal soccorso imbarcazione in difficoltà, all’incendio a bordo di natanti, al recupero di oggetti pericolosi per la navigazione, specie in condizioni meteorologiche proibitive, come ad esempio grossi tronchi di albero alla deriva, passando per tutti gli interventi ordinari, di competenza del CNVVF, svolti all’interno del sedime portuale, non ultimi gli interventi a rischio Batteriologico- Chimico dovuti al grande volume di traffico mercantile che interessa il nostro porto. Appare superfluo – prosegue Trolese – evidenziare l’importanza che riveste un tale presidio all’interno del Porto della Spezia, anche in previsione dell’aumento del traffico commerciale, navi da crociera, che coinvolgerà la nostra città.

Per altri comandi provinciali sono addirittura previste chiusure definitive di sedi distaccate: ciò significa che un certo territorio non avrà più la presenza di un Distaccamento Permanente di Vigili del Fuoco operante 365 giorni all’anno, 24 ore su 24. E’ facile intuire cosa significhi questo in termini di risposta al soccorso.

Questa O.S. CONAPO – che parteciperà assieme alle altre OO.SS. del CNVVF alla riunione del 3 dicembre presso il Dipartimento – ribadirà in quella sede la propria posizione contraria a tale, scellerata, scelta del Dipartimento, avvallata dalle altre OO.SS., e dettata più da meri numeri e dati statistici, che dalle reali esigenze della popolazione.

Popolazione che vive su un territorio, quello italiano, fragile ed interessato sempre più da piccole o grandi emergenze dovute al dissesto idrogeologico ed alle mutazioni climatiche che dovrebbero ragionevolmente far propendere ad un aumento del numero degli operatori VF e dei relativi automezzi presenti sul territorio italiano, e non certamente ad una loro riduzione.

In termini di sicurezza e soccorso, – prosegue Trolese, segretario provinciale CONAPO della Spezia, – la riduzione delle spese non è assimilabile al pareggio di bilancio di un’azienda qualsiasi, e per quanto necessaria va mirata ad aspetti diversi dall’eliminazione di nuclei specialistici, dalla diminuzione del personale in servizio e dalla ritardata manutenzione o mancata sostituzione dei mezzi di soccorso.

In merito a quanto sopra esposto questa O.S. CONAPO intende sensibilizzare l’opinione pubblica ma soprattutto i politici di ogni ordine e grado, con particolare riferimento a quelli della nostra provincia, affinché comprendano le motivazioni addotte da chi ha fatto del soccorso la propria professione e si adoperino per apportare i dovuti correttivi alla “proposta di riordino” che sarà appunto discussa, forse per l’ultima volta, il 3 dicembre p.v.

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