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Riccardo Pratesi: Villa Andreino allo sfascio

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LA SPEZIA – E’ sicuramente un quartiere problematico. Da feudo personale a proprietà comunale molti passi sono stati fatti ma il grosso, purtroppo, è ancora al palo.
Molte delle cosiddette zone comunali sono ancora delle proprietà private ad uso pubblico, dove neppure la fognatura osa avventurarsi.
La strada che passa per il quartiere, per quanto si sgolino tutti a definirla comunale, al sottoscritto risulta ancora da volturare tra le proprietà comunali.
Ma anche se in gran parte la zona proviene da privati, ciò non manleva il Comune da una serie di responsabilità, dirette ed indirette, per il solo fatto che su quell’area insiste una comunità ed anche particolarmente numerosa.

Vogliamo fare solo qualche esempio?
Cominciamo dalla zona, di proprietà ex-IP, dove esistono due villette, già sede di Spedia ed altre società partecipate dal Comune, che sono in completo abbandono, usate dagli sbandati, dai rom e dagli extracomunitari irregolari quali rifugi notturni.
Proprio lì accanto, nell’area di mezzo con la palazzina che ospita la CISL c’è una discarica abusiva.
E poi vegetazione infestante ovunque, anche sui marciapiedi, zona completamente lasciata in mano a nessuno: un bel biglietto da visita se si vuole che diventi un centro uffici (c’è una  seconda palazzina che sono anni che non riesce a vedere la fine dei lavori, certo anche per colpa della crisi, non metto in dubbio).


Ma ciò che costituisce la goccia che ha fatto traboccare il classico vaso è la situazione, ingeneratasi da ormai parecchio tempo, della frana di un pezzo di strada, proprio a fianco delle campane di raccolta del vetro, che ha causato la rottura di un tubo della fognatura dal quale escono litrate di roba puteolenti. E sono almeno due settimane che sono state inoltrate chiamate al numero verde dell’assistenza ACAM Acque senza che nessuno si sia mosso a metterci una pezza.
Si pensi che le campane di raccolta vetro sono le uniche di tutto il quartiere e che, per conferire il vetro, la gente è costretta a calpestare il liquame che esce da quella buca.

E’ ora veramente di finirla e di metterci una pezza.

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